L’Addio

Serie: LA PRESA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Jake e Jennifer giungono alla "Valle delle spine", che risulta piuttosto intimidatoria...

“M-ma dovevamo proprio seguire alla lettera la mappa?” Chiese lui timoroso.

“Eh già.”

“Dai torniamo indietro e prendiamo quella bellissima stradina luminosa.”

“Sai che non possiamo, dai, datti una mossa.”

“No, io non mi muovo da qui.” Disse Jake impassibile.

“Smettila di fare il bambino…cosa vuoi che succeda?”

“L’ultima volta che l’hai detto, vediamo…ah sì, giusto: siamo stati attaccati da un branco di belve robotiche.” Ribattè lui, con tono sarcastico.

“Però siamo riusciti a scappare.”

“Potrebbe ricapitare Jennifer e non credo che la prossima volta ci sarà di nuovo Bob a salvarci.”

“Dai non essere così pessimista…”

“Pessimista? Come pretendi che non lo sia? Mia sorella è scomparsa nel nulla, sono scappato di casa, senza sapere se rivedrò più la mia famiglia. Sono giorni che vagabondiamo, al freddo, a stomaco vuoto e ora tu pretendi pure che io sia di buon umore.” La sua paura si era ormai trasmutata in collera.

“Io non pretendo che tu sia di buon umore e nemmeno che tu sia felice per tutto quello che ci sta succedendo; so anch’io che sarebbe innaturale ma, per lo meno, potresti tentare di trattarmi con un po’ più di tatto e gentilezza, visto che siamo tutti e due sulla stessa barca e non mi sembra, che tu sia l’unico ad aver sofferto.” Anche lei cominciò ad irritarsi.

“Senti, io sono stufo di camminare per ore, non so nemmeno a che scopo. Insomma, pensi davvero di avere qualche possibilità con loro? Forse non ti sei ancora resa conto del fatto che, se ci beccano, è la fine. Lo capisci?”

“Lo so, ma in qualche modo farò.”

“Ah sì? La signorina ha un piano? Cosa pensi di fare quando arriveremo lì? Vuoi chiedere a degli automi potenzialmente omicidi se, gentilmente, ci restituiscono i nostri parenti? O se possono interrompere cortesemente il loro piano di distruzione dell’umanità? Dai, sentiamo…”

“Non chiamarmi così. Ti ho già detto che non lo so ancora, ma mi inventerò qualcosa.” Rispose lei indispettita.

“Mi chiedo come farai senza armi.”

“Me ne procurerò una.”

“Davvero? Beh voglio proprio vedere come, anzi no, sono stanco.”

“Ah, io invece no, eh! Che egoista.”

“E’ diverso, io sono stanco di seguire tutte le tue stupide idee: ho fame e ho dormito poco, perchè la signorina ha deciso che l’unica persona che avrebbe potuto darci una mano era pericolosa. E perché? Perchè glie l’hanno detto in un sogno. E sai chi? la madre MORTA.”

Il ragazzo la fissava dritto nei suoi grandi occhi, ormai lucidi. A sentire quelle parole, la ragazza perse la pazienza.

“Non osare nominare mia madre! Ma come ti permetti? Non hai il diritto di parlarmi in questo modo, ti comporti come se fossi l’unico essere vivente sulla terra che sta passando un periodo difficile, come se ti avessi obbligato a venire con me ma, giusto per chiarirti le idee, sei TU che hai scelto di seguire le mie stupide idee, di tua spontanea volontà! Su una cosa, però, avevi ragione: credevo che fossimo molto simili. In realtà, siamo completamente diversi perchè IO, a differenza tua, mi prendo le mie responsabilità. Se voglio raggiungere un obiettivo, faccio di tutto per ottenerlo e, soprattutto, se non mi sta bene l’atteggiamento di un’altra persona, perlomeno, non le manco di rispetto.” Si asciugò le lacrime.

I due rimasero in un tempo sospeso dal silenzio, tradito solo dalle bianche nuvole del loro fiatone.

“Forse dovremmo separarci.” Disse lui, solo dopo aver trovato la forza di parlare.

“Lo penso anch’io…”

“Allora buona fortuna Jennifer.”

“Addio Jake.”

A queste parole, si diressero uno verso la luce, l’altra verso le tenebre.

Serie: LA PRESA


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Discussioni

  1. Qualcosa mi dice che è una pessima decisione, spero ritornino sui loro passi ed uniscano le forze: hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile. Sono contenta che tu abbia fatto ritorno, ero curiosa di riprendere le fila della tua storia.