L’amore diventa dolore
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Il villaggio era stato conquistato, Kyoudai poteva tornare al monastero vittorioso. Voleva rivedere Kawa, abbracciare forte a sé il suo corpo sottile e dirle che non l’avrebbe lasciata mai più. Prima di rientrare si era fermato a cacciare, non poteva presentarsi senza cena. La trepidazione e il sorriso scomparvero quando capì che chiamare la sua amata era vano, non ottenne risposta. Posò la carcassa all’ingresso, correndo in stanza. Era vuota. Bauli e vestiti erano spariti così come gli unguenti e gli incensi. Kawa se n’era andata. Nulla era rimasto della donna che amava.
Si andò a sedere in veranda fissando il cielo, nel silenzio innaturale che lo circondava. Si era illuso, come uno sciocco. La ragazza aveva mentito per poter scappare, era quello il suo volere fin dall’inizio. Le aveva creduto, ogni parola sul futuro e sull’amore. Si era lasciato abbindolare e ora lei era sparita.
~•~
Aoi era immersa in una tinozza riempita di acqua calda e saponi profumati. Doveva essere più confortevole dell’acqua fredda del fiume, eppure lei continuava a rimpiangerla. Quella notte aveva sognato il viso di Kyoudai e per quanto fosse stato bello rivederlo, altrettanto duro era stato il risveglio. Stringendosi tra le braccia e chiudendo gli occhi poteva immaginare di essere stretta a lui, anche se mancava il profumo maschile a rendere tutto più credibile.
Una delle serve entrò nella stanza portando un telo. Era rimasta ammollo per troppo tempo, doveva uscire se non voleva danneggiare la pelle. Una donna certe cose le doveva tenere da conto. Per chi? Che senso aveva essere bella se non poteva mostrare quella bellezza a chi voleva lei?
In camera trovò un kimono sul letto, con tutti gli accessori da indossare per completare al meglio la sua immagine. Era la sorella del daimyo, l’uomo più importante del regno, essere impeccabile faceva parte dei suoi compiti. La serva che l’aveva aiutata fino a quel momento stava per iniziare a vestirla, ma Aoi si allontanò. Aprì l’armadio in cerca del kimono che le aveva dato il guerriero. Era logoro, troppo sporco di erba e fango, non era stato possibile in nessun modo riportarlo a uno stato decoroso. A detta dei servitori era arrivato il momento di buttarlo. Per la ragazza era il più bello che avesse. Lo avrebbe indossato per dormire tutte le notti, finché non sarebbe morta. Non aveva altro di Kyoudai se non quel ricordo e ci si sarebbe aggrappata con tutte le sue forze.
~•~
Tornata a casa, Kiyo fu accolta con un abbraccio dalle serve che le erano tanto affezionate. Yuri aveva deciso di tacere momentaneamente sulla gravidanza, ma era chiaro che qualcosa tra i due non funzionasse più. Il signore faceva fatica a toccarla e lei tremava in quelle rare volte che succedeva. Forse perché aspettava suo figlio o per la predilezione che il daimyo nutriva per Kiyo, Yuri evitava di essere troppo duro con lei.
La concubina aveva disfatto i bagagli e si era seduta sul letto a fissare la porta quando la signora Kurone entrò portandole della zuppa.
“È compito delle serve, lo so, ma volevo sapere come stavate.”
Lei sorrise. “Sto bene. Sapete… della… mia condizione?”
La donna annuì. “È una bella notizia. Io e Yotomi avremmo tanto voluto avere un bambino.”
“E poi cosa è successo?”
“Il mio ventre è sterile.” Sospirò affranta “Voi invece darete la vita. Esiste qualcosa di più bello?”
“Il sorriso di Nagatsuna.” Rispose d’impeto, ma se ne pentì subito. “Scusatemi io… io…”
Kiyo si coprì il viso e iniziò a singhiozzare mentre raccontava quello che le era successo alla corte del daimyo, di come avesse incontrato Nagatsuna e si fosse innamorata di lui.
La cuoca fu sorpresa da quella storia. “Piangi pure bambina mia, io sono qui con te e non ti lascerò.”
In quel momento erano l’una per l’altra la madre e la figlia che non avevano mai avuto.
~•~
La notizia della conquista del regno del nord era arrivata ancor prima che i samurai facessero ritorno. Per Nagatsuna era non solo la vittoria su delle terre che gli interessavano, ma anche una scommessa vinta. Aveva puntato su quegli sconosciuti e gli era andata bene. Tuttavia a presentarsi al castello fu una persona diversa da quella con cui aveva trattato in precedenza.
“Chi siete voi?” Chiese al giovane.
“Sono il capo delle armate. Quello nuovo. Tanuki è caduto durante l’ultima battaglia e io, Atsumori Kyoudai, gli sono succeduto.”
“Capisco.” Il daimyo lo guardò attentamente. Era giovane, ma altrettanto temprato. “Avevo promesso delle terre al vostro predecessore e non rimangio la parola. Vi farò avere una cartina che vi indicherà con precisione cosa potete considerare vostro. Se ci fa piacere, potrei avere altri compiti per voi.”
“Vi ascolto.”
“Mentre vi dedicavate alla conquista, il confine a sud è stato attaccato da un’ultima alleanza di ribelli superstiti. Serve la vostra forza per difendere il territorio. Posso pagarvi in modo cospicuo per il lavoro svolto e di certo il mio popolo sarà lieto di mostrarvi l’onore che meritate.”
“Radunerò i miei uomini e farò quello che mi chiedete, ma in cambio voglio anche dei mochi e un drappo di seta.”
“È una strana richiesta.” Al daimyo fece scappare una risata divertita. “Avrete tutto e anche di più! Avrete mia sorella!”
“Per farne cosa?”
“Che domande fate? Come moglie.”
“Moglie.” La donna che avrebbe voluto sposare era Kawa, eppure le cose erano andate diversamente.
“Non è perfetta,” dovette ammettere Nagatsuna “ma è mia sorella, il miglior partito del regno. Vi sto offrendo il massimo.”
“Si può fare!”
“Allora abbiamo un accordo.”
Il daimyo sorrise soddisfatto. Quale modo migliore di assicurarsi la fedeltà di quei forti guerrieri? Se avesse dovuto difendere la moglie, avrebbe difeso il suo regno. Per di più quello era l’unico modo in cui la sorella, ormai impossibile da maritare tra la nobiltà, potesse rendersi utile. Era perfetto.
~•~
‘Caro Matsumoto-sama,
Vi chiamo caro perché al mio cuore lo siete tanto. Sono passati molti giorni ormai dal nostro addio e altrettanti da quando il mio ciclo lunare è ritornato. Con mia grande sorpresa ho scoperto di non essere incinta e se questo da un lato mi solleva il cuore dall’altro rende ancora più infelice la mia esistenza, perché senza questo bambino in grembo mi chiedo quale sia il senso di ciò che è successo.
Certo si tratta del volere degli dèi che io stia con Yuri e non ho alcun diritto di contraddire il destino.
Tuttavia sento di dovervi dire ancora qualcosa che non mi è stato possibile esprimere durante il nostro addio. Siete sempre nei miei pensieri, non vi dimenticherò mai. Vi porto nel cuore e conservo gelosamente in me il ricordo dei momenti vissuti insieme. La vostra risata, la vostra voce, il vostro odore. Mi mancate. Spero che siate felice e che abbiate concluso buoni affari. Prego per voi e per la vostra famiglia ogni giorno.
Con immenso amore.
Vostra, per sempre.
Kiyo’
Nagatsuna aveva riletto più volte la lettera e il suo pensiero era rimasto costante. Aveva dato ordine di preparare velocemente la carrozza e i suoi bagagli, sarebbe partito appena possibile.
La decisione repentina aveva allarmato sua madre, che andò a trovarlo non appena ebbe finito di parlare con uno dei servitori.
“Dove stai andando?”
“Da mio cugino Yuri. Ho saputo che Kiyo non è incinta e devo andare a riprenderla.”
“Kiyo? La concubina che vi siete scambiati durante la sua permanenza qui? Nagatsuna, non è decoroso.” Lo guardò con rimprovero.
“È tornata da lui solo perché mi ha detto che aspettava il suo bambino, ma non è vero! Le cose sono cambiate.”
La donna scosse la testa. “Un daimyo non dovrebbe comportarsi in questo modo, lo sai vero? Rincorrere una femmina…” la sua espressione era di disgusto “tu che puoi avere chiunque desideri.”
“È lei che desidero, madre.”
“Quante sciocchezze! Queste infatuazioni passano nel giro di qualche mese, poi la vostra mente trova qualcosa di nuovo su cui concentrarsi e allora ciò che il giorno prima sembrava di vitale importanza, d’un tratto diventa futile. Sono stata giovane anche io, cosa credi?”
“Con tutto il rispetto, madre… è in mio potere e intendo farlo.”
La donna stava per ribattere quando la porta si aprì ed entrò Aoi. “Mi dovevi parlare, Tsuna?”
Il fratello aveva l’aria di chi se ne era dimenticato. “Giusto… Adesso ho altro a cui pensare, quando torno ne parliamo.”
“Non me lo puoi almeno anticipare?”
“Non c’è tempo.” Scosse la testa e proprio in quel momento vennero delle guardie ad avvertire che la carrozza aspettava. “Visto? Ci vediamo al mio rientro.”
Salutò la madre e la sorella prima di uscire frettolosamente dalla stanza. Aoi rimase a guardarlo per un attimo, poi si ritrovò a fissare la porta.
“Che hai da sorridere?” Le chiese sua madre.
“Sto sorridendo? Non me ne ero accorta.”
“Non farti venire strane idee, Aoi. Ultimamente non fai che dare problemi.”
“Non so nemmeno a cosa stavo pensando, madre. Mi avete distratta ed è svanito tutto come una bolla.” Ma non era vero, se lo ricordava benissimo. “Voi sapete cosa voleva mio fratello?”
“Temo che per saperlo dovrai aspettare il suo ritorno. Ultimamente fatico a capire persino lui.”
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- Episodio 10: Ritrovarsi
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