
L’aquila Audace
Serie: Clara e il mago
- Episodio 1: Clara e il mago
- Episodio 2: L’aquila Audace
- Episodio 3: La fine del mago
STAGIONE 1
Loretta era disperata. Ormai erano più di ventiquattr’ore che suo figlio dormiva. Aveva chiamato di nuovo il medico ma quello non si era fatto vedere. Un’unica possibilità rimasta, che era quella di chiamare un’ambulanza, fu sfruttata dalla madre piangente.
Gli infermieri tentarono in tutti i modi di svegliare Girolamo ma alla fine dovettero arrendersi anche loro. Decisero di ricoverarlo in quanto si stava disidratando. Fu portato in rianimazione e gli misero al braccio una flebo.
Girolamo, intanto, continuava a sognare e a salire sulla montagna. Ormai il paesaggio era cambiato e c’era poca erba e rocce dappertutto. Si ritrovò di fronte a una parete che si estendeva in entrambe le direzioni. C’erano pochi appigli e lui non era uno scalatore ma doveva per forza salire in un modo o nell’altro. Si sa che nei sogni poco c’è di razionale e se avesse saputo di sognare avrebbe potuto, per esempio, farsi spuntare delle ali ma lui sapeva solo di essere un cavaliere con alle spalle tante battaglie. L’unica sua arma era la spada che poteva tagliare ogni cosa. Così pensò di tagliare la roccia per procurarsi gli appigli ma aveva bisogno di entrambe le mani per salire quindi non era fattibile. Si stava quasi arrendendo, aveva pensato anche di aggirare la parete ma ci sarebbe voluto troppo tempo e sapeva di non averne. Guardò in alto e vide, nel cielo, volteggiare un’aquila.
“Bella e grande aquila, vieni a prendermi e portami oltre questa parete”, chiamò a gran voce.
L’uccello sembrò non sentire ma dopo che ebbe volteggiato due o tre volte cominciò a scendere verso di lui e più scendeva e più diventava grande finché cominciò a far paura per quanto era gigante. Atterrò davanti a Girolamo:
“Cosa vuoi? Perché mi hai chiamato?”
“Grande aquila dimmi come ti chiami?”
“Mi chiamo Audace, tu devi essere il cavaliere Girolamo.”
“Come fai a sapere il mio nome?”, chiese stupito.
“So molte cose di te e di questo mondo. Ti aiuterò a salire in cima ma tu dovrai fare una cosa per me”.
“Certo, ti aiuterò volentieri.”
“Allora sali e andremo in cima, là ti dirò cosa fare.”
Girolamo si appese alle penne di Audace e salì in groppa al grosso volatile aggrappandosi al suo collo. Audace sbatté le ali e in poco tempo furono in volo librandosi sempre più in alto. Il vento accarezzava il volto di Girolamo che vide tutto rimpicciolirsi sotto di sé.
L’aquila lo portò a pochi metri dalla vetta dov’era il suo nido. Al suo interno vide degli aquilotti che erano grandi quanto lui. C’era un sentiero che percorreva parallelo la parete e un po’ distante si vedeva una caverna.
“In quella caverna si è rifugiata una pantera che ha tentato più volte di aggredire i miei aquilotti. Voglio che tu vada dentro, io sono troppo grande e non ci entro, e mi porti la sua testa, solo allora ti porterò in cima.”
Girolamo non poteva far altro che ciò gli veniva chiesto. Percorse il sentiero e si affacciò sull’apertura buia. Sentiva dei versi provenire dal fondo. Entrato si rese conto che non era poi così buio, poteva vedere, in fondo, una luce. Giunto quasi alla fine della cavità, vide due cuccioli tutti neri che guaivano e gli si avvicinarono. Erano adorabili e lo mordicchiavano dolcemente. Non poteva far loro del male.
Si accorse che c’era un’altra uscita, portava in cima alla montagna. Scalò facilmente la rupe e uscì in cima al sole. Non c’era traccia della pantera. Si incamminò verso il castello che non era poi così lontano e nei sogni si sa che le distanze si accorciano di molto. Quando era quasi giunto alle mura vide la pantera che usciva da un bosco. La guardò e anch’essa si volse verso di lui. Pensò che, senza la madre, quei poveri cuccioli sarebbero morti, inoltre era già in cima, no, non poteva uccidere la bestia. Subito il felino scappò via diretto alla caverna e in bocca aveva una lepre.
Ormai era arrivato alla fine del suo viaggio. Doveva solo liberare la madre e il fratello di Clara e tornare da lei vittorioso.
Serie: Clara e il mago
- Episodio 1: Clara e il mago
- Episodio 2: L’aquila Audace
- Episodio 3: La fine del mago
Mi chiedo chi tra la mente lucida del protagonista e quella subconscia nel sogno siano dotate di maggiore maturità, riflessione e sensibilità al momento.
Infatti se da un lato è vero che l’esperienze di vita reale crescendo ci istruiscono e permettono d’imparare molte cose, dall’altro a volte, i sogni rivelano qualcosa di celato, dimenticato, non ben elaborato nella fretta e confusione della realtà quotidiana.
Certo non è sempre così, ma può capitare; e quando succede è come trovare un importante tesoro sepolto.
Bello.
Non so cosa aggiungere al tuo commento. È un’analisi dettagliata e interessante. Grazie per aver letto.
La natura è frutto di equilibri, la vita e la morte sono un cerchio. Mi è piaciuta la scelta di Girolamo, meglio lasciare che il destino faccia il suo corso. Ora non vedo l’ora di entrare nel castello insieme al tuo cavaliere.
Girolamo era un mio amico d’infanzia con cui purtroppo ho perso i rapporti. Era un po’ più grande di me e lo ammiravo per la sua morale.
Ah, bel dilemma per Girolamo: uccidere la pantera e proteggere gli aquilotti, condannando così a morte i cuccioli della belva, o lasciarla vivere, venendo meno alla parola data ad Audace (seppur estorta col ricatto)? Ogni scelta ha delle conseguenze, vedremo nel prossimo capitolo cosa succederà!
È stato un dilemma anche per me. Ho trovato una soluzione semplice. Forse Audace non ci aveva pensato, poteva farlo pure lei.