L’Arco del tempo

Serie: LE PAROLE DEL MARE


Emily è sospesa fra i ricordi del passato e il frastuono del presente, rumoroso come il mare, che sa sempre suggerirle le parole giuste

Quel giorno il mare spumeggiava e soffiava più del vento. Il cielo plumbeo di fine novembre falcato da nuvole minacciose non preannunciava nulla di buono.

Emily sulla scogliera era immobile, sembrava una statua tant’era immersa nel suo passato. Nonna Eveline più volte, mentre le appuntava la spilla di ametista sullo scialle celeste polvere, le aveva ripetuto: “Cara mia, ogni volta che avrai dei dubbi, chiedi al mare e lui ti risponderà. Il mare non tradisce mai!”

Emily era cresciuta con quella convinzione e aveva seguito il suo consiglio. Adesso, però, tutto era diverso: più confuso, complicato e sapeva che Luke non sarebbe tornato da lei.

Luke non l’aveva perdonata: le bugie, le parole non dette, i lunghi silenzi si erano frapposti fra loro in maniera inequivocabile minando il puro sentimento che li legava.

I lunghi capelli biondi gareggiavano col vento e la spuma delle onde in ritmo crescente segnava la distanza dai ricordi: serviva ad attutire il dolore e la mancanza.

Si erano incontrati la prima volta cinque anni prima mentre sedeva lì immersa nella letture di Cime tempestose di Emily Brontë. Il rombo del motore di un’auto l’aveva distratta e costretta a voltarsi e, quando i loro sguardi si erano incrociati, si era persa in due  zaffiri brillanti e spudorati. Luke non staccava gli occhi dal suo viso e fumava un sigaro all’aroma di menta intento a studiare nei minimi dettagli i lineamenti di quella ragazza interessante.

Emily non sopportava i sigari. “Dannazione, dovevi venire proprio qua a fumare il tuo sigaro?” esclamò visibilmente stizzita e infastidita.

Luke cominciò a ridere. “Mi dispiace! Sigari e mare sono le due grandi passioni a cui non posso rinunciare” replicò senza imbarazzo. Si sentiva a suo agio e non voleva spostarsi neppure di un millimetro.

Emily si sedette più in là decisa a ignorarlo, per quanto non le fosse indifferente.

“Lui è me più di me stessa. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono le stesse.” era scritto nella pagina che stava leggendo. Che quelle parole non fossero un segno del destino? Chissà!

Le lacrime presero a rotolare copiose sulle guance di porcellana.  Il tempo era un arco velenoso a volte.

Serie: LE PAROLE DEL MARE


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