L’assassino

Serie: Racconti da altri universi


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Vi presento dopo tanto tempo un nuovo episodio della serie "Racconti da altri Universi" spero vi possa piacere e impaurire

Reperto del 17 Ottobre 2024

“Il mio nome è Gigi Arnaudi e sono un maresciallo dei carabinieri attualmente in servizio presso il nucleo di investigazione della provincia di La Spezia. Sono stato costretto a mettere per iscritto le cose che ho appreso nella speranza di renderle più chiare a me e alle persone che mi circondano, faccio la stessa cosa anche per la vana speranza che l’opinione pubblica e la mia famiglia possano comprendere le scelte che sto per compiere. 

Tutto iniziò quando mi venne assegnato il caso di una giovane ragazza scomparsa tra i boschi di Castelnuovo, lei era solo l’ultima di una serie di sparizione che per mesi avevano afflitto l’intera provincia, uno dei sospettati era un cinquantenne che abitava proprio in quelle zone, il suo nome era Gift Bilancia, era abbastanza robusto, ormai molto stempiato e con barba e capelli grigi, si aggirava spesso per le stazioni ferroviarie e la cosa aveva insospettito gli agenti posti a vigilare.

Decisero infine di porlo sotto stretta sorveglianza e io finì a fare la maggior parte delle ore, la sua casa si trovava non molto lontano dall’antico borgo di Castelnuovo Magra, era circondata da un alto muro di mattoni rossi il che rendeva molto noioso e inutile gran parte del mio lavoro, usciva di casa molto raramente se non per andare a fare la spesa o alle poste, la cosa che però ci sorprese è che ogni tanto a intervalli di tempo senza alcuna regolarità, egli sceglieva di andare a prendere il treno, vi viaggiava per due o tre fermate e poi scendeva per tornare a casa in autobus o taxi, questo poteva avvenire alle 5 del mattino così come alle 2 di notte.

Inizialmente insospettiti della cosa i colleghi fermarono il signor Gift per vedere che non acquistasse o vendesse droghe ma risultò pulito e anzi si giustificò dicendo che si sentiva solo e che fare questi piccoli viaggi lo faceva sentire in qualche modo vivo.

Intanto le attenzioni del comando si erano spostate verso un altro uomo così quando io ero di riposo Gift fu lasciato libero di agire come meglio credeva.

Fu proprio durante una mia giornata di riposo che lo vidi camminare per il borgo di Castelnuovo con una grossa valigia color turchese, brutalmente macchiata sul davanti. La cosa mi diede qualche sospetto e, nonostante appunto fosse il mio giorno libero, decisi comunque di seguirlo accettando le ire di mia moglie a cui avevo promesso una cena romantica. Continuò a camminare per il borgo in direzione di casa come faceva ogni giorno finché improvvisamente non si tuffò in un piccolo sentiero sul lato destro della strada. Era molto stretto e la vegetazione lo copriva in quasi tutti I suoi punti, dovetti rinunciare alla massima segretezza durante il pedinamento poiché per me che non conoscevo la strada Gift rappresentava l’unica guida e dovetti quindi stargli molto più vicino del dovuto, continuammo a immergerci in fronde e arbusti per una decina di minuti finche non arrivammo a un piccolo spiazzo ove gli alberi non crescevano, e non solo loro, in quel piccolo spiazzo di terra rossa e argillosa nulla vi cresceva e anche gli animali sembravano volersene tenere alla larga. Gift si sedé sul terreno a gambe incrociate mentre io rimasi nascosto dietro un albero al margine della radura, rimase immobile per lungo tempo immerso in una profonda meditazione o preghiera e quando alzò lo sguardo la sua espressione lasciava trasparire un enorme dolore. Si alzò barcollando e osservò il cielo per poco, poi prese la valigia e ne rovesciò il contenuto sul terreno, era una ragazza, o almeno questo è quello che posso supporre da quell’ammasso maciullato di carne che prima era una persona. Rabbrividii davanti a tanta violenza e malvagità ma il mio dovere veniva prima di tutto, provai a contattare la centrale ma data la fitta vegetazione il mio cellulare sembrava non prendere, per questo feci un passo avanti, fuori dal mio nascondiglio ed estraendo la pistola di servizio e puntandola verso di lui dissi “Fermo dove sei Bilancia, allontanati dal corpo e alza le mani sopra la testa, dovrai rispondere di molte cose quando arriveremo in comando”. Lui si voltò verso di me e la sua espressione da malinconica divenne terrorizzata, non il terrore tipico di un criminale quando viene colto con le mani nel sacco, ma una paura profonda, oscura e terribile, “No No NO….” Iniziò a gridare quasi disperato “Perché sei venuto qui?! Vattene maledizione, vattene o moriremo entrambi sciocco, idiota, farabutto, lui non può vedere più di una persona viva alla volta, VATTENE PRIMA CHE ARRIVI !”. Rimasi scioccato dalla disperazione con la quale mi implorava di andarmene, non era rabbia o semplice paura, ma una manifestazione del più antico sentimento dell’uomo ovvero la disperazione per qualcosa che sta per accadere e su cui non abbiamo alcun controllo. Prima ancora che potessi fargli qualche domanda o anche solo tranquillizzarlo, Lui apparve. Uscì da quel terreno argilloso come se ne fosse una parte e si avventò come una bestia sulla carcassa che giaceva a terra, non sono per niente sicuro che si trattasse di una bestia, nulla concepito da madre natura poteva avere quell’aspetto, quelle forme o anche solo quell’odore, un tanfo di morte e putrefazione mi investì mentre il mio cervello tentava in vano di analizzare la composizione e la struttura così sbagliate e terribili che quell’essere presentava, Gift intanto era strisciato accanto a me e ora tremava più che mai. “Che cos’è quell’essere uscito dall’inferno?” riuscii infine a domandare non so bene se al mio compagno o a me stesso, “Non so quale tipo di creatura sia ma sicuramente non è uscita dall’inferno, vi sono leggende che parlano di loro, storie antiche quanto la terra sotto di noi e oscure come la profondità del mare, lui è un Merwalch anche se il nome cambia a seconda del luogo e della generazione che lo vide, sono essere che non provengono dalla nostra dimensione il cui unico scopo è quello di uccidere e mangiare, il mio compito o meglio il compito che la mia famiglia ha dovuto assolvere per svariati anni è proprio quello di impedire che gli esseri come lui si impossessino della terra, l’unico modo per farlo e sfamarli con carne umana ed evitare così che restino in forma solida. Hai fatto un errore tuttavia a seguirmi fin qui, I Merwalch sopportano solo la presenza di un umano vivo per volta e questo vuol dire che per uno di noi questa è la fine…” 

La paura dopo quelle parole prese il possesso anche del mio cuore, alzai leggermente l’arma ma capìì all’istante che era tutto inutile, come poteva un arma di qualunque genere scalfire un essere così, “Cosa….cosa possiamo fare?” chiesi titubante “Nulla” rispose “possiamo solo attendere che uno dei noi due venga fatto a pezzi, l’altro invece, se sopravvivrà, dovrà continuare con la missione” si voltò e mi sorrise come se sapesse già la risposta, il suo viso divenne tuttavia più leggero, finché con un suono straziante non gli venne squarciato in un’esplosione di sangue, mi misi a correre il più velocemente che le mie gambe, il mio stato d’animo e la vegetazione permise, e dopo quelle che mi sembrarono ore a vagare per il bosco riuscii finalmente a tornare nel borgo, li incontrai una signora anziana che mi soccorse e ascoltò I miei deliri, la sua espressione da sola mi dava del folle, a dirmelo con le parole furono invece I miei colleghi quando entrando nel bosco in cerca di quella radura non ne trovarono la minima traccia.

Ora anche voi conoscete tutta la storia e potrete giudicare al meglio le mie azione, è passata qualche settimana da quando Lui ha mangiato l’ultima volta e inizio a sentire strani rumori di notte provenire in direzione del bosco nonostante io abiti molto lontano da lì, sò per certo che quei suoni così inquietanti e estranei a qualunque cosa udibile su questo pianeta provengono proprio da quel luogo. Ho dovuto prendere una decisione, sta sera rapirò, ucciderò e macellerò il corpo di qualche povera anima, solo così posso tenerlo a bada, solo così posso evitare che divori il mondo.”

Serie: Racconti da altri universi


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Discussioni

  1. Un racconto molto interessante e intrigante.
    Ci sono dei refusi qua e là, ma più che altro credo che andrebbero sistemati meglio i paragrafi, per creare le giuste pause e i giusti tempi. Ad esempio, molte volte hai usato la virgola al termine di un pensiero compiuto, che, appunto, avrebbe richiesto l’uso del punto.
    A parte questo, però, ho apprezzato molto l’originalità della storia, che si pone a metà fra l’horror e la narrativa.