
Le cose rotte
Mia madre non concepisce che qualcosa si rompa.
Se in casa una cinghia o una sedia si rompe, lei passa il suo tempo in quella stanza come a consolarla.
L’altro giorno si è rotta la finestra e oggi il forno.
Non possiamo cucinare niente che richieda una cottura di più di cinque minuti.
Si è rotta la sedia e sedersi a tavola risulta impossibile, a meno che non fingiamo di essere orientali e adottiamo la seduta sul pavimento.
Si è rotto lo specchio e non sappiamo più guardarci, passiamo al minuto successivo senza sapere che faccia presentiamo al mondo.
La finestra non si chiude più bene, lascia uno spiraglio per le farfalle e le formiche.
Appoggiamo qualcosa sull’anta, come la cassetta delle robe, perché niente di vivo entra in questa casa.
Tutto si sta rompendo mamma.
Questa casa cade a pezzi e
non c’è scotch
né toppa
in grado di rimettere
tutto questo
in sesto.
Cade a pezzi,
cadiamo a pezzi e
abbiamo le stanze
piene
di mattonelle rotte.
Nessuno è al sicuro perché l’intonaco ci colora i capelli e
non servirà a niente
farcire i balconi di fiori variopinti
quando tutto sfiorisce
e non c’è più casa,
non c’è più casa.
Non ci sono più porte a cui bussare per sentirsi al sicuro, per ricevere risposte dall’altra parte, su cui appoggiarsi per aspettare, aspettare e rinunciare, rinunciare a suonare il campanello, a battere, a battersi
è tutto inutile
e tutto cade
nessuno è salvo,
nessuno si salva
e cadiamo
perché questa casa non è sicura,
non siamo al sicuro,
non siamo sicuri
che questa sia casa,
che sia l’unica casa
che ci rimane
per essere vivi.
Abbiamo passato una vita intera a pettinare frange di tappeti calpestati o troppo poco calpestati perché i morti non lasciano traccia.
É tutto in ordine perché non c’è vita, non c’è vita che guasti i tappeti, non c’è vento che muova le tende e l’allarme di casa non rileva un corpo caldo da un po’.
Non c’è casa che regga, non c’è vita che rimane.
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Ci sono cose che non si possono aggiustare: meglio “buttarle” via e cambiare
Un alito di aria fresca. Bello, una piacevole scoperta. Ti seguo
Molto vero.
Divertente prosa poetica tendente al pessimismo. Ah mamma mamma, non c’è vita che rimane!