
Les amoureux de bancs publics
Serie: A Strange Effect
- Episodio 1: Fiction
- Episodio 2: Les amoureux de bancs publics
- Episodio 3: Lili Marleen
- Episodio 4: I Wanna Be Adored
STAGIONE 1
L’alba porta con sé un’anonima quiete che pian piano si dispiega nei rumori della vita: le serrande dei negozi vengono alzate, il suono dei camion della spazzatura segnala le operazioni dei netturbini e gli uccelli iniziano i loro canti, le voci fuori dal coro in un mondo diventato innaturale.
Quel senso di mancata naturalezza si svegliava in Imogen ogni volta che il sonno l’abbandonava.
Per tanto tempo, nella sua esistenza, ha cercato di colmare i vuoti addormentandosi, lasciando che i suoi problemi venissero affogati nel buio del suo inconscio ma, dall’incontro della notte prima, qualcosa era cambiato: l’insonnia le aveva fatto compagnia dal suo rientro fino al risveglio della città. Non riusciva a smettere di pensare a quelle dita, intrecciate alle sue.
Si sarebbero incontrate di nuovo? Avrebbe di nuovo condiviso con Fern qualcosa? Una qualsiasi cosa che l’avrebbe fatta sentire viva? Non lo sapeva, non sapeva nulla di lei.
Aveva sempre chiesto troppo poco agli altri, lasciando che fossero loro a aprirsi con lei, senza le forzature delle sue domande: ogni persona che incontrava doveva sentirsi libera di esprimere solo ciò che voleva e lei era sempre stata lì, ad ascoltare ma di Fern? Voleva sapere tutto. Come trovarla?
E dove l’aveva già vista? Qualcosa in lei era così familiare. Cercò nella sua mente ma non trovò nulla.
L’accento straniero poteva voler dire molte cose: una turista, una studentessa o che la giovane donna si trovasse lì per questioni di lavoro ma questo lei non poteva saperlo perché non gliel’aveva chiesto. Fatto sta che, nonostante le sembrasse di aver già incrociato quello sguardo, non riusciva a recuperare un ricordo vivido nella sua mente che le facesse dire “ecco, è lei!”. Cominciò a pensare che fosse stato tutto un sogno, ma no perché le immagini e le sensazioni erano così vivide nella sua mente che non poteva essere tutto frutto della sua immaginazione.
Distrattamente, mentre questi pensieri le affollavano i pensieri, si stava impegnando a svolgere le sue solite mansioni quotidiane, quelle che le facevano capire di essere al mondo: innaffiare le piante mentre la moka è sul fuoco e ascoltare le prime notizie del mattino. Un risveglio mite era tutto ciò che le serviva perché d’altronde si sa, l’esito di un’intera giornata è determinato dai primi minuti del risveglio.
L’unica cosa di cui riusciva a prendersi cura erano le sue piante mentre invece, il resto della casa, era nel caos più totale: erano giorni che procrastinava le pulizie e i vestiti si accumulavano nella cesta dei panni sporchi. Quando non lavorava, sedeva sul divano ad ascoltare musica nella solita posizione a pancia in giù, immaginando una vita che non fosse la sua.
Preso il caffè, andò a prepararsi; indossò i vestiti del giorno prima e si avviò verso il luogo di lavoro. Da qualche anno, esattamente da quando sua nonna era venuta a mancare, aveva rilevato l’attività di famiglia. Nonna Nina, la mamma del suo papà, aveva un negozio di fiori nei pressi del cimitero cittadino. Non era molto grande ma Imogen, tornata dalla Francia per assistere la nonna negli ultimi giorni di vita, aveva deciso di prendersene cura perché, anche se ormai affannata dalla malattia, nonna Nina adorava quel piccolo spazio verde nella zona più grigia della città. Diceva sempre che, dove c’è la morte, bisogna alimentare la vita in ogni sua forma e le piante, senza fare troppo rumore, sapevano svolgere questo ruolo con grazia e forza. “Tutti dovremmo prendere esempio dalle piante” diceva. Imogen, da quando ne aveva memoria, aveva sempre visto sua nonna lì e, ritornarci, le faceva immaginare di essere ancora con la sua “Ninù”, la dolce e paziente donna che, invece di regalarle caramelle, le regalava semi di geranio. “Tu continua a innaffiare. Non preoccuparti se non vedi subito spuntare qualcosa: prima o poi il seme si aprirà, deve solo assicurarsi di farlo al momento giusto”. Spesso capitava di pensare a sé stessa come un seme, in attesa del suo momento. Ma quando sarebbe arrivato?
“Ils se tiennent par la main, parlent du lendemain, du papier bleu d’azur” cantava Georges Brassens alla radio quando, d’improvviso, si spalancò la porta: un’ombra nera entrò, avanzando la gamba destra, nel negozio.
Serie: A Strange Effect
- Episodio 1: Fiction
- Episodio 2: Les amoureux de bancs publics
- Episodio 3: Lili Marleen
- Episodio 4: I Wanna Be Adored
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