L’esploratore

Resoconto XPR-1125

Esploratore: Terkan Kradol Victnar III.

Diretto al Comandante Delan Krud Micran sulla nave madre.

I riflessi atmosferici creati dalla luce della stella di questo pianeta durante i crepuscoli sono molto affascinanti. I colori giallo e rosso si combinano in tinte ammirevoli e piacevoli alla vista. Sono su questo pianeta, lo chiamano Terra, ormai da diversi giorni e ho potuto vedere molti di questi fenomeni che avvengono due volte per ogni rotazione. Ho notato anche che gli umani sono poco interessati al fenomeno, specie per quanto riguarda quello della levata o alba. Direi che è a dir poco paradossale che in quel momento quasi tutti preferiscano dormire. Un’altra bellezza è il colore che assume l’atmosfera, composta per lo più di azoto, durante il resto della rotazione: è un colore tendente al blu, ma molto chiaro: lo chiamano azzurro.

Stando anche ai resoconti degli altri esploratori, le piante e gli animali (sono chiamate così le specie meno evolute degli esseri umani) risultano di una ricchezza e varietà direi senza pari fra tutti i pianeti mappati.

Prima di dare le mie conclusioni, mi sembra d’obbligo narrare di uno spiacevole episodio, un dialogo, a tratti direi scontro, avvenuto con due esemplari maschi dell’uomo.

Sono atterrato in tutta sicurezza, con i sistemi di occultamento attivati, in una piccola zona libera da alberi e ricoperta quasi per intero da una pianta filiforme chiamata erba. Prima di scendere, rispettando il protocollo, ho assunto le sembianze di un essere umano vestito nel modo classico. Questa forma mi è stata suggerita da Rectan, il quale si ritiene il massimo esperto della cultura umana fra tutti i Mapsofern. Sono rimasto nella zona per diversi giorni senza problemi, ho camminato per qualche tempo in direzione del più vicino polo fermandomi di tanto in tanto a dare un’occhiata a diversi esemplari di piante e insetti. Uno in particolare ha attratto la mia attenzione, aveva un’anatomia molto simile alla nostra. L’esemplare poteva stare facilmente nella mia mano umana, così l’ho preso e inserito in una biocapsula deciso a portarlo via con me. Si tratta di una femmina, direi anche attraente per gli standard di bellezza del nostro pianeta, in piena forma e in più in possesso di ali piegabili, proprio come i nostri antenati. Ammetto che se avesse avuto le mie proporzioni avrei potuto farci un pensierino. Cercando nei database umani ho scoperto che gli umani la chiamano mantide e si nutre di insetti più piccoli.

Mentre ammiravo quella Mapsofern in miniatura, ho udito dei suoni strani, come un allarme, provenire da un’estremità della radura. Non immaginavo cosa potesse essere, finché non mi sono apparsi davanti agli occhi degli animali strani che tendevano al bianco e camminavano su quattro zampe. Dietro di loro, mi ha sorpreso ancora di più la presenza di un maschio umano. Era vestito in modo molto diverso da me, con dei pantaloni blu, una maglia aperta sul davanti e uno strano copricapo, in mano portava un bastone di legno.

So che dovremmo evitare di avere contatti con le specie più intelligenti, ma ritengo di aver fatto bene a non andare via, avrebbero potuto scoprire dove nascondevo la nave.

Il maschio si è accorto quasi subito di me e ha cominciato a gridare verso la sua sinistra. Riporto le sue parole, registrate e fedelmente tradotte.

«Robe’, chi è questo? Vieni! Sarà lui che ruba le pecore?» non era una lingua ufficiale, ma un dialetto, il traduttore universale è riuscito comunque a identificarla.

Mi sono stupito quando un altro umano, sempre maschio, è uscito all’improvviso dalla folta boscaglia: era più piccolo rispetto all’altro, ma vestito in modo simile, penso che non fosse completamente sviluppato.

«Chi è questo pagliaccio?» nonostante parlassero tra di loro a una certa distanza, il mio microfono è riuscito a captare le loro voci.

Si sono avvicinati velocemente, non sapevo cosa fare, ma mi è sembrata una buona idea rimanere fermo al mio posto. Il più grande si è avvicinato molto, quasi fino a toccarmi, aveva una faccia rugosa e le rughe si concentravano soprattutto in mezzo agli occhi.

«Chi sei?» era la prima volta che interagivo con altri esseri intelligenti durante le mie esplorazioni. Non sapevo come rispondere o cosa dire, così ho chiesto velocemente aiuto al computer cerebrale.

«Sono un ricco uomo d’affari, vengo dalla città» ho risposto seguendo le istruzioni del calcolatore.

«E che ci fai qua? Ti sei perso?»

Ho dovuto chiedere di nuovo aiuto all’elaboratore.

«Sto facendo una passeggiata.»

Il maschio grande ha guardato quello piccolo e ha scoperto i denti.

«Hai sentito Robe’? Fa una passeggiata!» a quel punto anche l’altro ha scoperto i denti e ha emesso delle vocalizzazioni. «E la devi fare nella mia terra?» non ha aspettato che rispondessi, ma ha estratto un pezzo di ferro dalla sua tasca, smussato alle estremità. «Te lo dirò una sola volta: se ti vedo di nuovo nei miei terreni ti apro da sotto a sopra» ha fatto un gesto dal basso verso l’alto avvicinandosi pericolosamente al mio corpo. Non ho capito cosa intendesse con “miei terreni”, ma era sicuramente una minaccia così sono stato costretto a estrarre velocemente il frizzatore e a renderli innocui. Penso che abbiano visto per un attimo il mio vero arto, ma hanno dormito fino al crepuscolo e spero che, al loro risveglio, abbiano pensato che si sia trattato solo di un sogno.

Ora vengo alle conclusioni.

Stando anche ai rapporti degli altri esploratori, il pianeta è molto arretrato con solo poche zone sviluppate. Mi dicono che in alcune zone ci sono umani che non hanno ancora accesso all’acqua potabile e al cibo. Ritengo che la specie dominante sia ancora troppo poco evoluta per la nostra tecnologia e faremmo un grande errore a trasmettergliela, perché sono ancora in guerra tra loro e quasi sicuramente non la userebbero per gli scopi giusti. La cultura di questo popolo è sconfinata, sono svariate migliaia di rivoluzioni che scrivono. Ho compilato una lista dei migliori scrittori e può avere maggiori informazioni cliccando sui collegamenti.

Migliori scrittori: Dante Alighieri, William Shakespeare, Miguel de Cervantes, Charles Dickens, Franz Kafka, William Faulkner, Jorge Luis Borges. Ho tralasciato volutamente quelli più antichi di mille rivoluzioni.

Ci sono stati anche grandi esseri umani, direi molto più evoluti rispetto ai loro simili, quasi sempre sono stati fondatori di religioni. Ne elenco alcuni con i relativi collegamenti.

Uomini importanti: Buddha, Gesù, Maometto, Lao Tzu, Confucio e molti altri, le lascio i link.

Siamo riusciti a copiare tutto il loro sistema digitale, non molto grande a dire il vero, di circa 6 milioni di terabyte, in base a come lo calcolano gli umani, facilmente scaricabile nel nostro cervello. Sinceramente l’ho installato tutto, ma lo sconsiglio perché la maggior parte dei dati riguarda dei filmati di accoppiamento fra umani.

Per quanto riguarda le risorse, le scansioni a raggi cosmici hanno rilevato che sono poche e quasi esaurite. Ci sarebbero degli elementi interessanti nelle profondità della crosta, ma l’estrazione pacifica sarebbe quasi impossibile.

Concludendo ritengo che sia meglio abbandonare l’idea di colonizzare questo pianeta e magari tornare fra mille rivoluzioni per vedere se hanno imparato qualcosa.

Fine del resoconto.

P.S.: Diretto al comandante: approfitto di questo resoconto per comunicare con lei, dato che sono consapevole che è molto impegnato ed è difficile avere un colloquio. So che le piacciono molto gli esemplari di insetti e ritengo che la biocapsula inviatale contenga l’esemplare più notevole di tutte le esplorazioni. Ho già fatto questa richiesta per le vie consuete, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Chiedo ora a lei personalmente le ferie anticipate. Ho scoperto che gli umani uccidono anche i loro cuccioli e ho nostalgia di casa. Spero che lei mi ascolti.

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Discussioni

  1. Onestamente, io consiglierei a questo visitatore di passare oltre, se il loro scopo è la comunicazione.
    Se, invece, prima o poi opteranno per la colonizzazione, beh, possono tranquillamente agire già da ora!
    Comunque, cavolate a parte, è un racconto davvero molto gradevole e interessante. Mi è piaciuto molto.

  2. Un piacevole racconto su come ci vedrebbero gli alieni, ai quali l’autore affida il proprio punto di vista.
    Ma il finale è un riferimento al cannibalismo della mantide che l’esploratore ignorava oppure ho capito male?

    1. Vabbè, non dico che i pastori siano tutti violenti. A me piace la natura e più volte ho fatto passeggiate per i boschi, sia da solo che in compagnia e non ho mai avuto problemi. Più che ai pastori bisognerebbe stare attenti ai serpenti, ai cinghiali e da qualche anno anche ad alcuni lupi.

  3. Spaziale 🙂 Mi è piaciuto molto! Con un idea totalmente diversa sto creando un racconto intitolato Paradox che è un po’ sulla filosofia di questo.
    Cavolo! Ma con tutti quelli che Terkan Kradol Victnar III poteva incontrare, doveva proprio imbattersi in un pastore incazzato nero! :):)

  4. Ben scritto, ben documentato, ironico e aderente ai canoni della fantascienza in stile ironico, appunto, che dagli anni ’50 (Asimov, ancora lui!) ci ha insegnato a guardarci dall’esterno (fra gli altri, il racconto “Ospite” è uno dei più famosi, ma anche il romanzo “Paria dei Cieli” e “Le correnti dello spazio”).
    Il tuo racconto mi è piaciuto, e mi ha fatto sorridere con un po’ di amarezza, che ci sta tutta.