Lezione di Biologia

Serie: LA PRESA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: I ragazzi trovano la mappa della sorella di Jack, che li porta verso la strada giusta...

“Non puoi andare un po’ più veloce?”

Disse Jack con un tono imponente mentre stavano ancora attraversando la foresta della nebbia.

“No! Sai com’è, ho una ferita sulla gamba!”

“Fammi vedere, siediti qui.” E col dito le indicò il ceppo di un tronco d’albero.

Lei si sedette e appena si levò la vecchia garza, che ormai non faceva più la sua funzione,

Jack si preoccupo: “Non mi piace per niente… E’ bella profonda… Ma come te la sei fatta?!”

“Durante l’inseguimento con la Robo-prof sono caduta e mi sono ferita, il dolore al ginocchio destro e al gomito è cessato, però la gamba destra mi fa ancora malissimo! 

Ma in che senso è profondaSi vede l’osso? Potrei morire?!” Disse lei, cominciando a preoccuparsi.

“Ma no! Stai tranquilla, dico solo che se camminerai ancora per molto rischierà di infiammarsi veramente e di diventare un vero problema…” Il ragazzo estrapolò dal suo zaino una piccola borraccia trasparente, che conteneva una strana sostanza giallognola, tendente quasi al verde. 

“Cos’è quella roba?” Esclamò lei incuriosita.

Jack strappo un lembo della sua maglietta, ci versò sopra il contenuto della bottiglia e legò la pseudo-benda al ginocchio. “E’ succo fresco di ortica, non sembrerebbe, ma in realtà è un must per le ferite di questo genere!” Le rispose.

“Ok…”

“Ora per evitare che la ferita peggiori, aggrappati a me.”

I ragazzi ormai, camminavano da quasi 2 ore.

“Jack…”

“Dimmi.”

“Io avrei un po’ fame…”

“D’accordo, allora troviamo un posto su cui sederci e mangiamo.”

“Vedi, il problema è che…non ho nulla da mangiare!”

“Com’è possibile! Quando siamo partiti avevi ancora tantissimi biscotti al burro!”

“Il fatto è che…ho mangiato anche quelli.” Disse timidamente Jennifer, con il terrore di scatenare la sua furia.

Il ragazzo sbuffò, prese qualcosa dalla tasca del pantalone, che teneva stretto nel palmo della mano.” Io ho queste.” E aprendo la mano destra le porse delle noccioline. “Sono allergica!” Esclamò lei.

“Perfetto!”

Il ragazzo si guardò un po’ intorno e successivamente le comunicò: “Quello è un cespuglio di lamponi! Hanno tantissime proprietà vitaminizzanti e ricostituenti! Non dirmi che sei allergica pure a quelli!”

“No, i lamponi mi piacciono!”

E così si fecero una bella scorpacciata di frutti di bosco.

Dopo circa cinque minuti che avevano ripreso a camminare, Jennifer gli chiese: “Senti, ma come mai sai tutte queste cose sulle piante?”

“Mio padre era un botanico e vorrei esserlo anche io.”

“Ah, ora capisco, ma cosa gli è successo? Anche lui è stato rapito?”

“No, lui è morto di cancro.”

“Scusa! Non volevo…”

“Non preoccuparti” La interruppe.

“Sai prima di morire mi diede questo” Ed estrapolò nuovamente qualcosa dallo zaino. Era un libro che s’intitolava “Come usare e riconoscere qualsiasi tipo di pianta“.

“Quindi tu quando non hai nulla da fare, ti diverti leggendo questo?” Disse la ragazza stranita.

“Già, sentiamo cosa leggi tu, precisina!”

“Primo, non chiamarmi MAI più in quel modo e secondo, leggo i libri fantasy”.

“Allora siamo messi proprio bene!”

“Vuoi smetterla di giudicare i miei gusti di lettura?!” Affermò lei con tono scocciato.

“Come vuoi, ma hai cominciato tu!”

I loro discorsi vennero troncati alla vista di un vecchio cartello legnoso, che indicava un buio e tetro sentiero.

Sopra c’era scritto: “Bosco delle tenebre“.

 

 

Serie: LA PRESA


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Discussioni

  1. Non conoscevo l’uso dell’ortica come antidolorifico e antinfiammatorio, comprerei volentieri il libretto di Jack. Scrivendo fantasy e distopico, l’uso officinale delle erbe mi interessa parecchio. Quanto all’essere “un’esperta” di fantasy, mi riferisco a Jennifer, in realtà in certe situazioni si può rivelare un’ottima competenza.

    1. Ciao Micol!
      Sì, in realtà l’ho scoperto proprio perché mi serviva per il racconto, ma ti assicuro che ci sono tantissime piante che hanno una funzione curativa!
      Io ho scelto l’ortica perché mi sembrava la più originale.
      Per quanto riguarda Jennifer, in un racconto di questo genere, come dici tu, le sue competenze posso rivelarsi utili, ovviamente escludendo il punto di vista di Jack, che purtroppo vede tutto al negativo.
      Chissà, magari Jennifer riuscirà in qualche modo ad addolcirlo…

  2. Un passaggio di azione che trasmette tensione e adrenalina, ma sa rallentare nei momenti giusti, specie nei dialoghi spesso ironici dei personaggi. Mi ha trasmesso un senso di velocità e l’ho letto in maniera davvero fluida, anche se questa sequenza di trekking nella biosfera sulla carta propone dei paesaggi particolari che avrei voluto leggere di più

  3. Incuriosito, ho letto gli episodi precedenti. Non sono ferrato nella scrittura di “Serie”, ma apprezzo molto (come in questo caso) chi riesce a dare ritmo e continuità a una storia, divisa in capitoli, mantenendo al tempo stesso un livello di sintesi ed efficacia caratteristico, almeno per quella che è la mia opinione, dei racconti brevi.