L’Incontro

Mattina nebbiosa, in una stazione ferroviaria affollata. Due sconosciuti si guardarono negli occhi attraverso la banchina. L’aria era carica di elettricità. Entrambi sentivano un’inspiegabile attrazione l’uno verso l’altro.

Da un lato una giovane donna, con i capelli scuri che le scendevano lungo la schiena in riccioli selvaggi. Indossava un abito semplice ma elegante, con un accenno di filo d’oro che scintillava nella penombra. I suoi occhi erano di un castano intenso e ricco, pieni di curiosità e vitalità. Si ergeva alta e fiera, emanando un’aria di seduzione e mistero che sicuramente era motivo e causa scatenante di attrazione.

Dall’altro lato della banchina un uomo, alto e con le spalle larghe, con un’avvenenza difficile da ignorare. I suoi capelli erano un groviglio di onde, del colore dell’oceano in una giornata di tempesta. Un grigio tendente al verde quasi unico, bizzarro ma affascinante. Indossava un abito aderente, cucito alla perfezione. I suoi penetranti occhi blu sembravano vedere fino in fondo all’anima. C’era intensità e gentilezza. Qualcosa di fortemente enigmatico che era allo stesso tempo fonte di seduzione e soggezione.

Nel momento in cui iniziarono a guardarsi, il mondo sembrò fermarsi. Era come se l’universo avesse cospirato per farli incontrare, due anime provenienti da luoghi diversi, con storie diverse che si incrociavano in quell’attimo fugace.

Poi, con la stessa rapidità con la quale si era manifestato, quell’incrocio di sguardi, quel parlarsi a distanza senza dire alcuna parola, si spense, dissolto nella nebbia mattutina e nella folla. La donna salì sul suo treno, scomparendo tra le carrozze affollate. E l’uomo, restando con uno strano senso di nostalgia nel cuore, guardò il treno allontanarsi.

Nei giorni successivi, i due sconosciuti non riuscirono a liberarsi dalla sensazione che aveva lasciato loro quell’incontro. Si ritrovarono, ogni mattina, a scrutare la folla, sperando di scorgere ancora una volta uno sguardo, un cenno. Ma nulla. Si era trattato di un momento fugace, un incontro casuale che non era destinato a diventare qualcosa di più di ciò che era stato. 

Non sapevano che le loro strade erano destinate a incrociarsi di nuovo. Non potevano saperlo. Tutto era affidato, apparentemente, al caso.

Una settimana dopo, la donna si ritrovò in un bar affollato, immersa nella lettura di un libro mentre sorseggiava il suo caffè. Persa nella storia che stava leggendo, appassionandosi pagina dopo pagina, non si accorse dell’uomo che era entrato nel locale, finché non prese posto di fronte a lei.

Sbigottita, alzò lo sguardo e il respiro le si bloccò per qualche istante. Era lo stesso uomo della stazione ferroviaria, della mattina nebbiosa, quello che aveva catturato la sua attenzione con un solo sguardo. Non riusciva a credere che fosse proprio lui, seduto lì, davanti a lei.

Ma prima che lei potesse parlare, lui sorrise e disse: “Buongiorno di nuovo”.

Il suo cuore ebbe un sussulto mentre ricambiava il sorriso. “Ciao”, rispose lei, cercando di far finta di niente ma fallendo miseramente. Per qualche istante il tempo si fermò. Restarono entrambi bloccati e sospesi, come due persone che hanno migliaia di cose da dire, di aneddoti da raccontare, ma non sanno da dove iniziare.

Poi la conversazione iniziò a prendere forma, qualche ostacolo era venuto meno e presto, nel raccontare e raccontarsi, scoprirono di avere molto in comune. Entrambi amavano la letteratura e avevano la passione per i viaggi. Incuriositi dalle meraviglie del mondo. Parlarono per ore, perdendosi nella reciproca compagnia senza accorgersi dello scorrere del tempo. Sembrava che si conoscessero da anni. Poteva essere un’ipotesi.

Con il passare della serata, il bar si svuotò e i due sconosciuti rimasero soli. Era come se il tempo si fosse improvvisamente e nuovamente fermato, solo per loro. Si guardarono negli occhi, sentendo un legame inspiegabile ma che non potevano negare o nascondere.

Passarono alcuni minuti. Una strana sensazione li investì, come un’onda di energia che scorreva nei loro corpi. Iniziarono a provare un senso di confusione, il mondo intorno a loro sembrava spostarsi e confondersi.

Tutto avvenne rapidamente. Si ritrovarono in un prato, circondati da vivaci fiori di campo e accarezzati da una leggera brezza. Il sole stava tramontando, proiettando una calda luce all’orizzonte.

Il cuore della donna batteva forte mentre si guardava intorno sconcertata. “Dove siamo?”, chiese con la voce tremante.

L’uomo sorrise, senza mai allontanare lo sguardo dai suoi occhi. “Non lo so. Ma ho la sensazione che si tratti di un sogno o qualcosa di simile”, disse, con una sfumatura di meraviglia nella voce.

Osservando l’ambiente circostante, entrambi si resero conto di non essere più nella loro dimensione quotidiana. Avevano attraversato la soglia di una realtà diversa, un luogo dove la loro storia era destinata a prendere forma.

Trascorsero il resto della notte parlando, guardandosi e abbracciando il nuovo mondo che era stato loro regalato, senza aver chiesto nulla, sentendosi come le uniche due persone realmente vive ed esistenti. Ridevano. Avevano provato la gioia di ballare sotto le stelle e ogni istante stava rafforzando il loro legame. Nato in una fredda mattina nebbiosa che appariva così lontana nel tempo, in una stazione ferroviaria affollata di persone immerse nella loro ordinaria quotidianità, così lontana nello spazio.

Ma quando le prime luci dell’alba cominciarono a fare capolino all’orizzonte, folate di vento iniziarono a travolgere i due, ancora sognanti. Un vento travolgente, ma caldo. Come se qualcosa di invisibile li stesse trasportando. Si ritrovarono di nuovo nel bar. Il sole stava sorgendo e il caffè era di nuovo pieno di gente.

La donna si voltò verso l’uomo, con un’espressione di confusione sul volto. “Che cosa è appena successo?”, chiese, cercando di dare un senso a tutto ciò che stava vivendo.

L’uomo alzò le spalle, con un piccolo sorriso sulle labbra. “Non lo so, ma non voglio dimenticare la bellezza e l’intensità di questa sensazione”, disse, prendendo la mano della donna tra le sue.

Da quel momento diventarono inseparabili. Si ritrovarono spesso ad attraversare realtà diverse, una più sorprendente di quella precedente. Ogni nuovo mondo che esploravano, ogni nuovo confine che attraversavano rafforzava ulteriormente la loro unione.

Arrivarono a comprendere di essere due anime provenienti da dimensioni diverse, destinate a ritrovarsi e a incrociarsi senza sosta attraverso il tempo e lo spazio. Non importava dove si trovassero, in quale tempo o in quale luogo. Avrebbero sempre trovato la strada per tornare l’uno dall’altro.

E mentre si trovavano nuovamente sulla banchina di quella stazione, con gli occhi ancora una volta chiusi, con l’aria carica di elettricità, sapevano che il loro legame avrebbe continuato a trascendere tutti i confini e le dimensioni. Perché erano destinati a stare insieme, anche se in un mondo che sembrava infinito e irreale. Due eterni sconosciuti, senza un nome, senza un’identità precisa ma immersi in un viaggio senza sosta alla ricerca della felicità. 

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Discussioni

  1. Chi non vorrebbe vivere una storia, un amore come questo? Grazie per averci regalato un sogno e forse il sogno di un sogno.

  2. Un bel sogno romantico che potrebbe accadere. Il famoso colpo di fulmine che diventa amore eterno. Qualche volta succede, soprattutto negli amori impossibili, contrastati o idealizzati per la lunga distanza o legami vari che impediscono alla coppia di scoppiare, a fasi alterne, per lo stress della routine quotidiana, da conviventi.

      1. In realtà, credo che sia semplicemente una questione di stile che appartiene a ciascuno e, forse, dipenda anche da ‘come’ ci piace leggere. Le descrizioni sono maggiormente evocative, i dialoghi lasciano più spazio all’immaginazione. A ciascuno il suo stile 🙂