L’isola dei conigli
20 Gennaio 1936.
“Oggi con un mix letale di morfina e cocaina iniettate dal suo medico particolare ci lasciava il Re Giorgio d’Inghilterra.”
“Oggi, Edgardo: Pescivendolo, del quartiere del Loggione in quel di Mare Alto, è stato soffocato tramite l’imposizione del cuscino sulla faccia da parte del figlio anche lui pescivendolo, non per misericordia ma per eredità: essa consisteva in una licenza di pesca e vendita in ben tre piazze della città, ed piena proprietà di un peschereccio, il “Padre Giulio”.
Notizie che furono argomento di conversazione, durante le interminabili partite a whist del post-cena, nella sala da fumo del piccolo Villino sull’ Isolotto dei Conigli sul Lago Maggiore.
Bernardo era un uomo di trenta anni, lineamenti mediterranei , capelli mossi e neri, la sua postura tradiva un passato militare, le mani erano ben curate e affusolate, agili danzavano sulla tastiera del pianoforte come sui tasti di una Olivetti 22.
Da quando era arrivato sull’isola amava alzarsi presto alla mattina, tuffarsi nelle acque del Lago e consumare una abbondante colazione che terminava con una sigaretta, per continuare la giornata con del dolce far niente, tra la limonaia dove spolverava una passione per la pittura, o la fresca ed austera cappella trasformata in biblioteca dove nelle ore del meriggio amava nascondersi, il tutto decorato da intermezzi musicali per intrattenere gli amici, ospiti di Madame Heim.
I due si erano incontrati l’anno precedente durante una cena alla Conferenza di Stresa organizzata da Mussolini, e il presidente Pierre Laval ed il primo ministro MacDonald.
Il giovane cronista, sapeva come muoversi riuscendo a condurre la conversazione sui più controversi argomenti senza finire nella retorica di stato, una cosa che non passò inosservata alla mecenate del editoria Madame Heim.
Dopo colazione il prolifico giornalista si mise a battere sui tasti, con in mente tante parole, nella bocca la sua sigaretta.
La sera prima aveva assistito ad un incontro che definire strano era al quanto riduttivo, si rasentava il surreale, le vicende che portarono questi protagonisti, ad incontrarsi sarebbero state note al pubblico solo tramite le parole scritte da lui . Alla fine della giornata aveva il suo articolo, quando prendendo in mano i fogli si diresse da Madame che a quell’ora stava preparandosi per la cena, bevendo un mimosa con gli amici.
Gli ospiti erano già in abito da sera, Bernardo si parò davanti a loro in camicia di lino e bermuda annodati in vita da un foulard di cotone blue. Gli ospiti erano abituati a vederlo così, non si stupì neanche Madame quando si vide sostituire il suo mimosa con le pagine del articolo.
La donna gli fece un sorriso, ed inforcato gli occhiali si mise a leggere, mentre il suo giornalista si gustava il suo cocktail.
La lettura era interessante, Bernardo lo capiva da come lo sguardo di Lei era rapito da quelle parole, rilesse almeno due volte l’articolo , per poi restituirlo a Bernardo dicendo -Lo sai che se lo pubblico tu muori ed io perdo il giornale? -Si lo sò. rispose lui strappando in quattro i fogli del articolo davanti alla sua Mecenate.
Lei si tolse gli occhiali e accennando un sorriso disse – perché lo hai fatto?
Lui, diede una boccata alla sigaretta e poi guardando quegli occhi di smeraldo disse -per farti sapere che potevo farlo e farlo bene.
Lei prese in mano un calice di champagne e rivolgendosi a lui – non vincerai mai un Pulizer –
-Sono più da Nobel- rispose lui, alzando il mimosa.
Entrambi risero e ritornarono dagli amici che gli aspettavano per la cena.
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Cosa avrà scritto il giornalista? Mi piace però questo clima sospeso e allusivo. La conferenza di Stresa è un episodio complicato e anche controverso, a quanto ne so. Forse questo racconto vuole rievocare il clima europeo di quegli anni che portarono alle note tragedie. In ogni caso, ben fatto.
Come hai notato, la scelta di un episodio storico non è casuale, questo da la possibilità di dare un inizio temporale ben preciso che mio ci porta all’episodio raccontato.
La domanda che si deve porre il lettore è : mi interessa sapere davvero il contenuto dell’articolo o mi basta sapere le conseguenze che porterebbe le sua pubblicazione a farmi capire quanto l’articolo era pericoloso per i nostri protagonisti? ogni tanto lasciarci appesi al barato dell’ignoto ci rende più vivi e partecipi…. in confidenza non sò nemmeno io di cosa parlava l’articolo e questo mi piace e stimola…Grazie per aver commentato
Concordo con @dea nell’affermare che questo racconto ha un taglio cinematografico e ricorda quasi un corto.
Belle le immagini evocate dal testo, soprattutto grazie alle descrizioni pulite e al tempo stesso dettagliate.
Il mimosa era un sacco che non lo sentivo nominare, grazie per averlo rispolverato. Hai reso bene le atmosfere, adattato lo stile e i personaggi al tempo della narrazione. Lo scambio di battute finale l’ho veramente apprezzato. Mi ha ricordato lo stile cinematografico, ottimo per un corto.