L’italiano che scoprì il clitoride

Un Colombo, anche se non di nome Cristoforo, fece una scoperta meno conosciuta, ma sotto certi aspetti altrettanto sensazionale, di quella del suo più famoso omonimo: quella del clitoride femminile.

Matteo Realdo Colombo fu un genio precoce: nacque a Cremona e studiò chirurgia e anatomia a Padova, dove a soli ventiquattro anni succedette a Vasalio alla guida della prestigiosa università patavina. Altre università se lo contesero: Colombo insegnò anche a Pisa e a Roma. La scienza medica dell’epoca gli deve fondamentalmente due scoperte.

Innanzi tutto, Colombo fece studi sulla circolazione del sangue e sul funzionamento delle valvole cardiache che gli procurarono all’epoca grande fama. Purtroppo per lui, però, ad attribuirsi i meriti sulla circolazione sanguigna fu l’inglese William Harvey. Al medico cremonese, inoltre, si devono progressi in campo ostetrico. Ma Realdo Colombo, da vero figlio del Rinascimento, non fu solo un medico.

Insieme a Michelangelo, di cui fu grande amico, approfondì studi di anatomia che avrebbero potuto essere utilizzati a fini artistici; fu Realdo Colombo a compiere l’autopsia su Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù.

Realdo Colombo, nel 1559, pubblicò un libro chiamato “De re anatomica” nel quale descrisse il “luogo della delizia femminile.” Egli concluse che “dato che nessuno è ancora riuscito a discernere questa protuberanza e come funziona, se è concesso dare dei nomi alle cose da me scoperte, dovrebbe essere chiamato “l’Amor veneris, vel Dulcedo”.

Colombo prova l’ebbrezza del potere nel quale si riesce a tenere le donne strofinando loro il clitoride, infatti ebbe a scrivere: “Chi esercitasse il dominio su questa piccola verga eserciterebbe il dominio sulla sua disposizione e volontà… Quest’organo sembra essere la sede dell’amore e del piacere”.

La scoperta di Colombo venne contestata, ma non perché era inappropriata, al contrario, il successore di Colombo a Padova, Gabriele Falloppio (non vi dice qualcosa il nome?) dichiarò di essere stato lui il primo a scoprire il clitoride. Un certo ordine nelle cose venne ristabilito quando Kasper Bartholin, un anatomista danese del XVII secolo, respinse entrambi le pretese, affermando che il clitoride era ampiamente conosciuto sin dal secondo secolo. Dal che possiamo desumere che si intenda come conosciuto dagli “anatomisti maschi”.

È ragionevole infatti presumere che le donne lo avessero scoperto da sole molto tempo prima che questi insigni studiosi se ne occupassero scientificamente. Per scacciare ogni dubbio che queste sciocchezze fossero limitate al sedicesimo secolo, ricordiamo la bizzarra pretesa di Freud il quale dichiarò che le donne hanno due tipi di orgasmo, clitorideo e vaginale – un’idea che non venne mai accantonata del tutto fino alla pubblicazione degli studi di Masters e Johnson. Più di recente c’è stato un grande clamore riguardante il “Punto di Grafenberg” meglio noto come “punto G.” che per breve tempo minacciò di sostituire il clitoride come il vero punto dove ha luogo l’eccitazione femminile.

Sotto certi aspetti conosciamo con maggior chiarezza cosa accadde nei primi istanti di vita dell’universo di cosa succede nell’intervallo tra la classica frase: “A casa tua o a casa mia?” e le tenerezze del “dopo”.

Ad osservatori attenti non è sfuggita l’ironia insita nel fatto che Matto Realdo Colombo, che era nato nel 1516, scoprì il clitoride solo nel 1559. Forse è per questo che non strombazzò troppo la propria scoperta ai quattro venti. Vi immaginate un uomo di quarantatrè anni, sposato, che dichiara di aver scoperto il clitoride? Non l’aveva forse avuto, per così dire, sotto il naso, per tutta la durata del suo matrimonio? Qualcosa sembra non quadrare…

Per inciso Matteo Realdo Colombo morì lo stesso anno della sua “sensazionale” scoperta.

A Realdo Colombo, Cremona, sua città natale, ha dedicato una scuola elementare e, tanto per restare sul bagnato, un impianto dell’acquedotto.

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Discussioni

  1. Quanti uomini affannati e ansiosi di studiare comprendere e definire ciò che non potranno mai realmente capire. Resoconto molto dettagliato nei particolari. Ma poi, come è andata a finire? Acquedotto a parte, naturalmente 🙂