
Lo scontro e le minacce
Serie: Due bastardi pelosi
- Episodio 1: Prime avvisaglie
- Episodio 2: Una situazione insopportabile
- Episodio 3: Lo scontro e le minacce
- Episodio 4: Il primo incidente
- Episodio 5: Ipotesi di vendetta
- Episodio 6: Il giorno del rapimento
- Episodio 7: Perché?
- Episodio 8: Play… Stop
- Episodio 9: Il secondo incidente
- Episodio 10: Epilogo
STAGIONE 1
Mi alzai di scatto spingendo indietro con forza la sedia. Spalancai la finestra e il fastidio dato dei versi dei due cani aumentò all’istante come se qualcuno avesse ruotato a fondo la manopola del volume, che in quel momento immaginavo collegata alla maniglia della finestra. Mi venne in mente il vecchio brano Pump up the volume, dei Marrs: chiusi e riaprii alcune volte la finestra come per cercare una nota di divertimento in quella follia crescente. Poi urlai. Urlai contro quel merdoso adolescente che stava parlando al telefono seduto sui gradini della porta di ingresso. Urlai contro la bambina che stava raccogliendo un oggetto (una pallina?) da lanciare a uno di quelli che iniziavo a immaginare come futuri hamburger ben cotti.
Ottenni due risultati immediati: la bambina scappò in casa mentre il ragazzo, senza smettere di parlare al telefono, mi mostrò il dito medio.
«Federico!» urlò Francesca entrando di corsa nello studio allarmata dal frastuono. La guardai senza dire nulla.
Intanto i due bastardi continuavano ad abbaiare.
Ottenni anche un risultato differito che mi avrebbe portato al punto di non ritorno: la sera stessa, tipo alle diciotto e quaranta, ricevetti la visita dei miei vicini di casa.
«State esagerando» dissi tentando di far valere le mie ragioni. «Sto cercando di farvi capire il problema… Voi non siete in casa al pomeriggio e i vostri due adorabili cagnolini» enfatizzai le due parole «abbaiano di continuo.»
Ero appena fuori dal cancello di casa, Francesca era rimasta all’interno, come se temesse di esporsi a quella sorta di aggressione. I proprietari delle due care bestiole erano a un metro di distanza da me e continuavano a insultarmi perché avevo osato rimproverare i loro figli, nientemeno urlando contro di loro.
«Non ti azzardare a riprovarci» disse Lui. «Sei sicuro di voler continuare a vivere tranquillo?»
Tranquillo? Mi venne da sorridere.
«Che cazzo ha da ridere?» disse Lei. «La denuncio per maltrattamento ai miei figli.»
«Ma… non ho maltrattato nessuno» iniziai a dire. «Semplicemente sono esasperato dal continuo abbaiare dei vostri cani. Dovreste dire ai ragazzi di controllarli…»
«Tu chi sei per insegnare a noi come comportarci con i nostri figli?» Il tono di Lui era diventato minaccioso. «Pensa alla tua vita, lascia stare quello che facciamo noi. I cani sono cani e abbaiano.»
Ecco. Quando si dice tale padre tale figlio…
«Ma rimane il problema che non riesco a lavorare» insistetti. «Non posso vivere con le finestre chiuse per colpa vostra!»
«Si vada a prendere un condizionatore!» urlò Lei.
Provai a cambiare metodo. «Va bene» dissi, «sarò costretto a rivolgermi alle autorità per—»
«Se ci provi ti spezzo le gambe!»
Non feci in tempo a finire la frase. Mi ritrovai con la schiena contro il telaio del cancello e il forte colpo in mezzo alle scapole mi fece tossire fino a svuotare i polmoni.
Riuscii finalmente a inspirare una grande quantità di aria. La spinta era stata molto violenta e probabilmente non sarebbe finita lì se Lei non avesse afferrato il marito allontanandolo da me. Francesca fece la sua parte buttandosi letteralmente tra noi due.
«Siete pazzi!» urlò. «Siete due pazzi!»
Qualche vicino si stava affacciando alle finestre; offrire questo spettacolo era l’ultima cosa al mondo che avrei voluto. Anche Francesca la pensava allo stesso modo e decise che era venuto il momento di interrompere. Mi tirò letteralmente dentro chiudendo con forza il cancello.
«È stato un piacere conoscervi di persona» disse sarcastica. «Ma purtroppo è ora di cena e abbiamo da fare.»
«State attenti…» minacciò Lui. «State attenti!»
***
Sono costretto, mio malgrado, a raccontarvi una parte della storia che vorrei dimenticare, eliminare in modo definitivo dai miei ricordi. Ma non mi capireste fino in fondo, altrimenti.
Nelle settimane successive il problema non accennò a diminuire. In realtà crebbe fino a diventare intollerabile. Dopo l’amichevole incontro con i vicini era chiaro che tutta la famigliola si stava impegnando per riuscire a creare ancora più fastidio. Avevo anche iniziato a trovare escrementi di cane davanti al cancello di ingresso: niente che non si potesse lavare via con una secchiata d’acqua. Ma il continuo abbaiare, quello non era risolvibile in alcun modo.
Pensai molto a come avrei potuto intervenire e in qualche modo intervenni. La Polizia Locale mi disse che non poteva fare nulla di concreto appellandosi a una serie di norme amministrative e legali per le quali rischiavo di passare dalla parte del torto. Avevo pensato alle mitiche polpette avvelenate, con il mio lavoro le avrei sapute preparare bene: ma davvero volevo mettere in gioco le nostre vite?
«Lascia stare» mi disse Francesca un giorno in cui stavamo parlando per trovare soluzioni valide. «Non ne veniamo fuori… e quel pazzo, quei pazzi, potrebbero essere pericolosi! L’unica che si salva là dentro è la bambina, forse…»
Serie: Due bastardi pelosi
- Episodio 1: Prime avvisaglie
- Episodio 2: Una situazione insopportabile
- Episodio 3: Lo scontro e le minacce
- Episodio 4: Il primo incidente
- Episodio 5: Ipotesi di vendetta
- Episodio 6: Il giorno del rapimento
- Episodio 7: Perché?
- Episodio 8: Play… Stop
- Episodio 9: Il secondo incidente
- Episodio 10: Epilogo
Ci sono proprio tutti gli elementi per un caso di cronaca nera.
Non si preannuncia nulla di buono. Continuo la lettura.
Grazie per la fiducia!
Lo sapevo che finiva così! Nel senso che la storia appare veramente tragica, al limite dei fatti di cronaca che spesso si sentono. Quelle liti assurde fra vicini che portano solamente guai. Ci metti tanta, tantissima ironia, ben distribuita, dosata e calibrata. Ci fai sorridere e ridere. Poi arriva la botta e tutto sfocia in tragedia. Sono molto curiosa di capire quale piega prenderà questa piacevolissima storia.
Che dire: ascoltiamo un notiziario e ci riempiamo la giornata di tragedie… E se non ne abbiamo abbastanza le creiamo noi! “Suma bin ciapà” dicono a Torino.
Grazie per la tua lettura, Cristiana!
Auguri!
Auguri a te per un anno bellissimo ☺️
Continua, la storia sembra sempre più interessante.
Grazie Rocco. Spero di essere in grado di mantenere la tensione nei prossimi episodi.
Episodio molto bello, si alza l’asticella, sale la tensione. Qualcosa sta per accadere…sei molto bravo a descrivere e farci sentire la tensione che sale…
Grazie! La tensione che sale… vedremo se riuscirò a mantenere le promesse nel seguito.
A presto!
“Avevo pensato alle mitiche polpette avvelenate, “
Brutto dirlo, ma alzi la mano chi non ci ha pensato almeno una volta nella vita…😅
Vedo che nessuno alza la mano…
Devo dirtelo, no le ai cani no. Ma… ai proprietari, magari…
Assolutamente d’accordo…
Ma che bella famigliola, soprattutto ragionevole😂bravo, aspetto il prossimo episodio!
Ma associo 🤣
Ciao Melania. Sì, gente piacevole da frequentare…
Grazie!