Lo spiegone di Mr Tyrell

Serie: La carezza della cometa - Parte 2


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Assemblea dei vari gruppi. Inaspettata presenza degli americani.

La sera Tyrell si riunì al gruppo e, chiesto cortesemente un po’ di silenzio, si rivolse ai presenti per dare, come anticipato, notizie su ciò che accadeva nel resto del mondo:

«Della catastrofe che ci ha colpiti sappiamo poco o niente: la sola certezza è che non sia opera dell’uomo. C’è la registrazione di un’onda a bassa frequenza, ritenuta anomala, che ha investito la nostra atmosfera poco prima che quella carezza mortale scendesse sulla terra. Sarà azzardato imputare a questa quanto avvenuto ma è opinione comune che la coincidenza sia inquietante. Purtroppo, astrofisici che possano cercare spiegazioni e darci delle risposte ne sono rimasti ben pochi.

Penso immaginiate da soli che l’ordine delle priorità sia cambiato. L’autorità è ormai una cosa opinabile e i diritti poco più che dei fastidi. Quindi succede che un folle generale, comandante di una base del Texas pensi che l’apocalisse sia un’ottima opportunità per arrivare al dominio di quel che rimane del mondo e provi ad imporre la sua autorità finché un colonnello, suo subalterno ma più intelligente, non gli spari un colpo in testa mettendo fine al pericoloso proposito. In quasi tutte le nostre basi si sono verificati conflitti a fuoco e diserzioni in massa e i pochi comandanti rimasti in vita hanno deciso di congedare la truppa avvalendosi solo dei volontari nel tentativo di mantenere una forza d’ordine. Qua in Europa dei circa centomila soldati statunitensi sono sopravvissuti coloro che lavoravano in basi sotterranee, e solo un terzo, circa seicento uomini, ha scelto di rimanere in servizio. A chi ha preferito congedarsi sono state tolte armi e uniformi ma, purtroppo, trovarne altre è stato semplice e un centinaio di ex soldati che si sono macchiati di violenze sono stati braccati ed eliminati senza processo. Ora i volontari, me compreso, sono agli ordini di un colonnello deciso a fare un po’ di pulizia dell’immondizia con cui, col vostro consenso, vi abbiamo sommersi: testate nucleari, armi chimiche e biologiche, mezzi corazzati, armi pesanti e leggere. Siamo anche impegnati, per quanto ci è possibile, nel mettere in sicurezza le centrali nucleari. È un lavoraccio che si protrarrà ancora per mesi, terminato il quale, chi vorrà, tornerà negli Stati Uniti: aerei e carburante non sono un problema ma purtroppo abbiamo due soli piloti.» Si fermò e, sornione, lanciò la battuta: «Se tra voi c’è chi sa pilotare un cargo sappia che ho lavoro da offrirgli.»

Quasi tutti risero, alleggerendo la greve aria che incombeva nella sala.

Il dottor Tyrell proseguì:

«Abbiamo poche notizie sia dalla Russia che dalla Cina ma le vicende sono simili e un controllo centrale è ora inesistente. Sicuramente qualche pazzo con velleità di dominio sarà ancora in vita ma l’esiguità di materiale umano e le distanze rendono pressoché improponibili azioni militari su larga scala. Si suppone che la violenza andrà ad esaurirsi in scaramucce tra piccole comunità che poi si vedranno costrette a collaborare per poter sopravvivere.

Mi riaggancio ora a quanto rilevato dal dottor Accorsi, meglio conosciuto come Stefano, per confermarvi che le mutazioni non sono una sua fantasia. Oltre a quelle da lui notate ve ne sono altre ma prima di enunciarle vi darò dei dati che, letti con la giusta attenzione, possono comporre un quadro dei cambiamenti avvenuti.»

Aprì una cartelletta e lesse:

«La percentuale dei suicidi tra le persone esposte direttamente al fenomeno, che chiameremo immuni, è vicina allo zero, mentre arriva quasi al venti per cento per coloro che, sopravvissuti in basi sotterranee, miniere, lunghi tunnel o in laboratori in superficie schermati alle radiazioni, definiremo protetti. Da scrupolosi test effettuati, in una scala da uno a dieci, dove dieci è il risultato migliore, la speranza di futuro negli immuni segna otto, nei protetti uno; la capacità di soluzione logica di semplici problemi matematici dice sette per i primi contro cinque dei secondi; il tasso di aggressività uno contro otto; la capacità di reazione fisica rispettivamente sette e cinque. Ci sono test molto più tecnici tipo soglia del dolore, coagulazione del sangue o velocità di produzione di cellule ma tutti sono “work in progress” e quindi non ancora attendibili. Sicuramente avrete notato che abbiamo negli immuni solo riscontri migliorativi, se ce ne siano di peggiorativi ancora non sono stati rilevati. Dire che tutto ciò, unito alle variazioni evidenziate da Stefano, sia un salto evolutivo non è una cosa sbagliata. Mi sta a cuore raccomandarvi di spegnere, con la logica, qualsiasi focolaio superstizioso che potrebbe nascere sulla differenza tra immuni e protetti, l’alternativa potrebbe sfociare in una guerra di religione che la residua umanità non può permettersi, pena l’estinzione.

La grande disponibilità di generi alimentari e di tecnologia offre la possibilità di non doversi affannare per qualche anno. Tenete presente che la benzina decade e diventa inutilizzabile nel giro di diciotto/ventiquattro mesi; che i ricambi per qualsiasi attrezzatura non sono infiniti; che pericoli possono derivare da acqua infetta e cibo avariato. Adottate sistemi di isolamento in caso di epidemie e fate scorta di antibiotici e antidolorifici: i medicinali, al contrario di quanto vi è stato sempre detto, hanno quasi tutti scadenze ben più lunghe di quanto riportato sulle confezioni. Puntate su agricoltura e allevamento, non tralasciate l’artigianato e, cosa fondamentale, non dimenticate l’istruzione: l’arretramento culturale può causare danni irreparabili. Non mi sembra di aver tralasciato nulla. Se avete qualche domanda e se io ho le risposte ve le darò volentieri.»

Si alzò Silvio e fece una domanda che solo un anno prima avrebbe fatto sghignazzare tutti ma che ora nessuno considerò ridicola:

«Potrebbe trattarsi di un deliberato attacco alieno?»

«È stato valutato ma suscitano perplessità le mutazioni migliorative e il fatto che, a distanza di un anno, nessuno sia arrivato a reclamare la vittoria.»

«E che è successo ai satelliti?» Chiese Werner.

«A questo proprio non so rispondere dottor Herzog, mi dispiace. Servivano anche a noi ma sono inutilizzabili, tutti, non solo i nostri. Anche per questi si sospetta un’onda che abbia compromesso i circuiti elettronici ma non c’è modo di verificarlo. Se pensate che possa mentirvi esistono strumenti che vi dimostreranno l’assoluta assenza di comunicazioni nell’atmosfera.» 

Serie: La carezza della cometa - Parte 2


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Discussioni

  1. Caspita Giuseppe, mentre ti leggevo con interesse pensavo che questo discorso potrebbe riportare qualsiasi data e qualsiasi luogo, tanto è, sconcertantemente (si può dire?), di attualità. Forse, non cambia mai davvero niente?…E poi, scusa, Stefano Accorsi? Quello?
    Magari è sopravvissuto e ha conseguito una laurea 🙂 🙂 🙂

    1. No, non è lui, solo un omonimo 😂 Ho deciso che userò nomi ripresi dal Cinema, con particolare preferenza per la fantascienza, per i miei “attori”. Così troviamo Werner Herzog, regista che amo, e Eldon Tyrell che è il nome dello scienziato che ha creato i mutanti in Blade Runner, film che dovrebbe essere obbligatorio vedere (quello del 1982). Stefano Accorsi non fa parte del gruppo ma per gli italiani è un po’ più difficile. Solo un piccolo espediente per unire due passioni: la Scrittura e il Cinema. Un abbraccio!🥰

        1. Ma no! Eldon lo può conoscere solo un fanatico di Blade Runner ed Herzog non è tra i registi più conosciuti anche se il suo Nosferatu con Klaus Kinski ha raggiunto, meritata, fama mondiale.

  2. Tante informazioni in questo episodio che diventa un punto cardine della serie. Tyrrell potrebbe anche starmi simpatico… Sempre che non nasconda qualcosa.
    Mi sembra che si stia anche creando un mistero su questa cometa: non ne parlano. Possibile che nessuno l’abbia vista arrivare?

  3. Piccola nota per chi ha già letto: il tasso di aggressività negli immuni è uno per gli altri è otto. In questo caso, ovviamente, il risultato migliorativo è il più vicino allo zero. Grazie a Giancarlo che mi ha fatto notare l’incongruenza che ho immediatamente corretto!

  4. Interessante questo “spiegone” di Tyrell, dato che mette in luce parecchie informazioni cruciali.
    Mi è piaciuta la categorizzazione in immuni e protetti: sono sicuro che aprirà nuovi scenari nella storia.

  5. Uno dei dati che mi é parso molto interessante é quello dei protetti e degli immuni. Il lungo e impegnativo discorso del dottor Tyrell suscita molte curiositá, la più spicciola (rivolta al vero autore del testo), perché al dottor Accorsi il nome dell’attore?

    1. Felice tu l’abbia notato Maria Luisa: amo il cinema e allora ho voluto “onorarlo”. Senza cercare nomi ho richiamato nel racconto Werner (Herzog), regista che apprezzo moltissimo; Eldon Tyrell che è “il creatore” degli androidi nel film Blade Runner (1982) che è tra i miei preferiti e poi, perché no, una menzione a Stefano Accorsi che trovo attore più che dignitoso.

      1. D’accordo con te su Stefano Accorsi. Eldon Tyrell non lo conosco. Amo anch’io il cinema, se potessi andrei almeno una volta alla settimana. Io però finisco per scegliere quasi sempre il genere realistico-drammatico E qualche volta piango o mi commuovo, che mi fa bene, per liberarmi delle tensioni accumulare.

        1. Mi sono spiegato male: Eldon Tyrell è il nome del personaggio non di un attore. I film drammatico/realistici piacciono molto anche a me ma sono schizzinoso: di validi ne trovo pochi però, se ti è possibile, recupera e vedi questi: “Alabama Monroe” e “Manchester by te Sea” e se vuoi in po’ di depressione finisci con “Amour” di Haneke. Credo che l’alto tasso di umanità che tutti e tre regalano ti darà soddisfazione, ma non sprecare troppe lacrime che sono solo film… la realtà è ben peggiore! Ti abbraccio forte!!!

  6. Dopo questo spiegone sono ancora più curiosa di vedere il seguito. Ci vado sempre cauta, quando si parla di fantascienza, che poi è un attimo accorgersi che tanto fantascienza non è.

  7. Più di un anno fa Silvio ci faceva sghignazzare e non era fantascienza, ora il tuo Silvio ci fa ridere come anche il mio Silvio (il timido). Di Silvi è destino parlarne, chissà per quanto tempo ancora. Non commento lo spiegone che per sua natura si commenta da solo, attendo però la soluzione finale, sperando non si tratti di una riedizione di quella “soluzione finale” tristemente nota. Alla prossima puntata e…..sempre in gamba.

    1. Grazie Fabius! Io intanto continuo a leggere i tuoi divertenti lavori! Molti sono stimolanti (e so che capisci cosa intendo 🤣) A parte le facezie credo veramente che ci sia del genio nel tuo disordine mentale (uff! non mi riesce di essere serio con te)… Nella tua acutezza ti è mai sembrato un controsenso dire: “non vedo nulla”? Sarebbe esatto togliere il “non”. A presto!