
Lonely Hearts
Serie: Cuori Solitari
- Episodio 1: Credo che in Giappone
- Episodio 2: Parlando con la Luna
- Episodio 3: Lonely Hearts
- Episodio 4: L’Alba
- Episodio 5: L’insostenibile pesantezza dell’etere
- Episodio 6: Segno di Pace
- Episodio 7: Mangiafuoco
- Episodio 8: Le Parole Perdute
- Episodio 9: Inverno Nucleare
- Episodio 10: Il ragazzo di Sabri
STAGIONE 1
Non voglio che mandarne giù un altro: ai cocci della mia vita ci penserò domani.
Phil mi guarda senza dire una parola. Un giorno o l’altro glielo chiederò da chi prende quelle camicie perfette, inamidate e bianche come la neve. Si riesce a vederle da ogni angolo del locale, perfino quando la penombra, dopo una buona dose di bourbon, degrada nel buio.
Siamo due statue che si fronteggiano: ma il capolavoro è lui dietro al bar, una mano poggiata sul bancone, l’altra pronta con la bottiglia. Non ho mai visto un’espressione più indecifrabile della sua, tanto che ogni volta mi chiedo se sorrida o partecipi al dramma collettivo con una discrezione a dir poco da Nobel.
Peccato non sia una “lei” perché l’avrei chiamata Lisa. Monna.
Di tanto in tanto si incrocia qualche volto nuovo qui al Lonely Hearts. Ci si mette un attimo a capire se il tipo ha solo steccato una serata, oppure è approdato per sempre. Basta guardarlo negli occhi: il dolore genuino sta di casa tra queste luci soffuse.
Un’ondata di profumo mi travolge da dietro, mentre assaporo le ultime gocce di gin.
– Ray, che sorpresa..
Non ho bisogno di voltarmi.
– Se lo dici tu, Betty…
Si siede al mio fianco, un seno che fatica a stare dentro, la minigonna che mostra più di quanto vuole nascondere.
– Vuoi un po’ di compagnia?
La squadro da capo a piedi, ammiccando.
– Phil, metti sul mio conto: Cuba Libre a volontà per la signora.
Mi mordo le labbra: forse quell’appellativo lo avrei dovuto enfatizzare di meno. Guardo Betty con un’aria da pesce lesso. Lì per lì non reagisce male; anzi, le scappa pure un mezzo sorriso, che con le sue labbra a ventosa vale per due normali. L’altra metà sembra però smorzare lo slancio, come il tocco di lime sul Daiquiri.
– Perché fasi cosi? E’ una vita che ci conosciamo.
– E’ una vita che scopiamo, Betty. Non confondere. E ho sempre pagato.
Neanche il tempo di confessare a me stesso quanto io riesca, talvolta, a comportarmi da imbecille che lei mi colpisce d’impulso con una gomitata.
– Devi sempre fare lo stronzo!
Se ne va senza salutare. Mando giù lo shottino e resto a guardare, nello specchio di fronte, un uomo solo che rotola il bicchiere vuoto nella mano. Phil, di spalle, pare essere appena sbarcato da un altro pianeta. Se mi facessero fuori qui, ora, non se ne accorgerebbe. O forse sì; comunque, non lo saprei mai.
Betty ha ragione. Lei è sempre carina con me. Ci incrociamo da un bel pezzo in questo locale ed è l’unica con cui, di tanto in tanto, mi apparto. Faccio lo stronzo, non lo nego, ma so anche farmi perdonare: quando andiamo nelle stanze sul retro le regalo degli attimi di vera passione. Provo gratitudine per quella donna e, anche se non dimentico di essere un suo cliente, in quegli istanti l’amo come se lei fosse l’ultima femmina, e quella l’ultima notte. I suoi orgasmi improvvisi mi colgono sempre impreparato, come certe frasi che mi sussurra nell’attimo di fuoco, quando spingo cosi forte che mi sembra di fottere il mondo intero:
-Con te, baby… succede solo con te!
Chiedo a Phil di farmi la solita cortesia. Non è la prima volta… un Mojito servito con una rosa fa sciogliere pure un iceberg. Ci sarà modo di farmi perdonare anche stasera, ma adesso ho voglia di stare da solo: il bicchiere, io e la mia fottutissima, lurida vita alle spalle.
Le luci si abbassano. Guardo di nuovo nello specchio, mentre serpeggia un brusio. Sta per iniziare il pezzo forte della serata:
-Ladies & Gentlemen…
Il sipario va su e Halle compare nella gabbia, bella come mai. Mi volto con discrezione, devo cercare di evitare lo sguardo di Betty: non c’è maschio capace di sfuggire agli occhi indagatori di una donna. Ha già fiutato qualcosa e di certo non le servono rogne nel locale per causa mia.
La musica parte lenta. Halle solleva lo sguardo, le braccia tese in alto lungo la linea del viso, incrociate sulla testa alla maniera di un’odalisca. Nel suo corpo elastico sembra snodarsi un pitone che, incurvandosi, scende lungo un fianco poi l’altro, facendo leva sulla gamba opposta. Il suo movimento, morbido e sensuale, mi si insinua sottopelle. Un luccichio glitterato di tacchi alti e plateau infiamma la platea al ritmo che piace a me, fatto di pelle e sudore. Lei lo interpreta in modo impeccabile, stregandoti come fanno le onde del mare quando picchiano forte a riva e poi si ritirano morbide, con una carezza di schiuma.
La musica è come la passione, se non ce l’hai dentro non la potrai sentire mai.
Gli spettatori la osservano spiritati, vedo decine di bigliettoni levarsi da ogni angolo. Tra i suoi capelli lunghi, neri sbucano due grandi cerchi. Esibisce un costume a due pezzi ricoperto di strass, con le frange lunghe che la accompagnano nei passi di quella danza intima. Non una sola imperfezione sulla pelle bruna e vellutata.
Il solito esagitato si arrampica su un tavolo ma viene trascinato giù dal buttafuori. L’incidente, se cosi si può chiamare, infiamma ancor più quell’arena di diavoli. Lei è divina e io la osservo a distanza nell’attesa di quel magico attimo che, da qualche tempo, giunge puntuale come un dono dal cielo, o un castigo dell’inferno: si ferma di colpo per spingere il volto tra le sbarre della gabbia, gli occhi fissi su di me, la lingua affilata che va in su fin quasi a toccarsi la punta del naso. Allora io sento i maledetti battiti arrivare sotto il ventre per dilagare nel bel mezzo delle gambe.
Poche sono le donne che sanno dove davvero pulsa il cuore di un uomo.
La guardo e ripenso al passato… al punto in cui mi trovo, non ho più domande né cerco risposte. Dietro di me una tortuosa scia di sofferenze, bugie e tradimenti. Infine, ho realizzato che puoi possedere mille donne in questa vita, ma desiderarne nel profondo una e una soltanto. La riconosci subito, senza possibilità di errore: è quella che ti spinge giù nel baratro, in un sogno da cui non ti risvegli più.
Per fortuna, al Lonely Hearts c’è sempre posto per un cuore senza dimora.
Betty guarda nella mia direzione, mentre annusa la rosa. Le faccio un gesto d’intesa per vederci sul retro. Quando stiamo per oltrepassare le tende che separano la sala, mi volto d’istinto verso la gabbia.
Halle continua a danzare, sorridendo, con le mani tese verso di me.
Serie: Cuori Solitari
- Episodio 1: Credo che in Giappone
- Episodio 2: Parlando con la Luna
- Episodio 3: Lonely Hearts
- Episodio 4: L’Alba
- Episodio 5: L’insostenibile pesantezza dell’etere
- Episodio 6: Segno di Pace
- Episodio 7: Mangiafuoco
- Episodio 8: Le Parole Perdute
- Episodio 9: Inverno Nucleare
- Episodio 10: Il ragazzo di Sabri
Per oggi può bastare. Prezioso leggerti. Grazie Robért!
Grazie a te. È stato bello anche per me tornare su questa serie. Era tanto che non mi rileggevo.
Grazie dell’apprezzamento.
La parte interpretata nel film da Halle Berry prevede un doppio ruolo, uno dei quali è la ballerina, in cui si è davvero superata a mio parere .
Il film è basato su una storia vera, che non ho ricalcato. In sostanza, è la figura che ho preso come riferimento ma la tematica resta differente.
Se c’è qualche appassionato/a di cinema, il personaggio della ballerina mi è stato ispirato da una eccezionale Halle Berry nel film “Frankie & Alice”, anno 2010.
Non ho visto il film ma quando ho letto Halle ho pensato a lei. Il tuo racconto dai toni Noir mi è molto piaciuto, se il film è sugli stessi toni mi segno di vederlo