L’ultimo cacciatore di demoni

Lucifero prenderà ciò che è nostro,

avrà il potere su ogni cosa,

ma la sua avidità sarà anche la sua rovina.

– Sacro Libro dei Cacciatori

L’Armageddon cominciò nel 2034 quando una faglia si aprì lungo tutta la circonferenza della terra. Ne uscì una nube di fumo immensa che oscurò il sole, fiamme, lava e infine i demoni. Per cinquant’anni l’umanità lottò contro le bestie nere, molti caddero da entrambe la parti, ma sembrava che i demoni non finissero mai e diventassero sempre più grossi e forti.

Solo un luogo era ancora libero dall’influenza demoniaca che rendeva tutto marcio, scuro e puzzolente: la montagna sacra, nota in precedenza come Everest.

Sulla montagna sacra abitava l’ultimo uomo libero dal controllo mentale dei demoni, si chiamava Rey. Era stato anche lui un cacciatore, uno dei primi, ma ora era vecchio. Insieme a lui, fin dalla nascita, c’era un unico bambino, figlio di uno dei più grandi nemici delle bestie, Micael, anche lui sconfitto qualche anno prima. Rey era con lui quando Belfagor, un principe dell’inferno lo uccise. Micael gli aveva fatto molti danni e Rey riuscì a sconfiggerlo del tutto.

«Prenditi cura di mio figlio» furono le ultime parole, piene di sangue, di Micael.

Rey si ritirò sulla montagna sacra, inaccessibile ai demoni, dove splendeva sempre il sole, dove l’erba era ancora verde e il cielo ancora azzurro. C’erano altri uomini e donne che abitavano lì, ma nel corso di pochi anni morirono tutti lottando contro i diavoli. Alla fine, rimasero solo Rey e Gautam, il figlio di Micael.

Rey lo addestrò fin dall’infanzia nelle arti marziali e nell’uso di tutte le armi, soprattutto della spada. Gautam lo chiamava papà, ma quando ebbe otto anni, Rey gli svelò la verità.

«Gautam, io non sono il tuo vero padre» gli raccontò tutta la storia e narrò le gesta eroiche di suo padre. «Tu sei la nostra ultima speranza, l’ultimo raggio di sole in questo mondo buio.»

«Cosa devo fare?» si chiedeva Gautam.

«Devi sconfiggere il re dei demoni, Lucifero, e per farlo dovrai andare al centro dell’inferno dove lui abita.»

«Non posso farcela, sono un bambino.»

«Starai con me altri due anni, ma solo una creatura innocente può sconfiggere Lucifero. Se neanche tu ci riuscirai, non mi resterà che pregare, e sarò l’ultimo a farlo.»

Gautam si impegnò molto, riuscì a usare efficacemente la spada, tutte le arti marziali e anche qualche magia, all’età di soli dieci anni. Quando fu pronto, Rey non esitò, lo mandò giù dall’alta montagna, ma prima gli donò l’oggetto più prezioso che aveva: una spada forgiata dai più grandi maestri che avevano mostrato il loro valore lottando con i demoni. La spada era lunga quasi quanto Gautam, era un’arma a due mani, ma il piccolo uomo si dimostrò valoroso, più di molti adulti.

«Mi fido di te Rey, andrò fino alla fine dell’inferno se tu me lo chiederai» e così fece. Si fiondò giù dal monte sacro, saltò nell’abisso e uccise molti demoni. La spada su cui si poggiava, trafiggendo innumerevoli diavoli durante la caduta, era incantata e solo la sua luce bastava a polverizzare qualsiasi demone.

Neanche i più forti principi dell’inferno potevano nulla contro l’innocenza di Gautam e la potenza della sua arma, fino a quando arrivò al centro dell’inferno, trono di Lucifero.

«Non puoi farmi niente con la tua spada, anche io sono un essere di luce» e infatti niente poté Gautam contro lui, nonostante lo colpisse molte volte con la spada incantata.

«Sottomettiti, non puoi nulla contro di me» gli disse il re dei diavoli.

Gautam non aveva altra scelta, gettò la spada e rimase fermo, in piedi, in attesa della sua fine: «Perdonami Rey, ora dovrai pregare molto e chissà se sarai ascoltato».

Lucifero luminoso si fece prendere dall’avidità e raccolse la spada che aveva usato Gautam causando gravi danni al suo regno.

«L’ho chiamata Micael, come mio padre» disse mentre la mano di Lucifero cominciava a scurirsi. Alla fine divenne tutta nera e il re dei demoni non riuscì a mollare la presa su Micael.

Lentamente tutto il suo corpo si scurì e lui assunse la sua vera forma e natura tenebrosa. «Cosa hai fatto?» ma la sua mano era ancora chiusa sull’elsa della spada sacra.

Lucifero cominciò a perdere sé stesso e venne assorbito dalla spada finché tutto il suo essere non entrò nel sigillo creato anni prima dall’ingegno degli umani. La spada si illuminò ancora di più divenendo immensamente più potente.

Gautam risalì piano e con fatica l’abisso, lottando con i pochi demoni indeboliti, fino a tornare sull’Everest. Lì Rey lo attendeva pregando.

«Non avevi detto che avresti cominciato a pregare se io fossi stato sconfitto?» gli chiese Gautam notandolo in ginocchio.

«A quanto pare Dio esiste!» rivelò Rey sorridente.

Gautam salì sulla cima della montagna sacra e con tutta la sua forza piantò la spada nella roccia: solo se i demoni fossero tornati e solo chi fosse stato prescelto avrebbe potuto estrarla.

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Ciao! Ho letto il tuo racconto volentieri, e lo reputo molto carino. Ho trovato interessante come la spada non fosse speciale perché il ragazzo la maneggia bene, ma perché è una spada speciale, trasmessa di generazione in generazione. Infine, direi che il finale può aprire un capitolo alla celebre leggenda della spada nella roccia!