L’ultimo giorno

Serie: L'autunno del 2007


Il funzionamento del lavoro interinale era semplice ed era spietato. Potevi durare due settimane, un mese, tre mesi ma prima o poi, per un motivo o per un altro, arrivava il giorno in cui la tua presenza lì dentro, di qualsiasi posto si trattasse, non era più così strettamente necessaria. Era lo stesso giorno in cui ti mettevano alla porta.

Dall’L6 mi hanno sbattuto fuori attorno alla seconda settimana di dicembre. Era da qualche giorno che tirava una gran brutta aria, e non solo per me. Lo sciopero dei camionisti aveva bloccato mezza Italia e all’L6 i cartoni per chiudere i pezzi di mobili prima hanno cominciato a scarseggiare e poi sono finiti del tutto.

A quel punto io e Amir non avevamo più niente fa fare. Spazzavamo per terra tutto il tempo ma così non poteva durare. Lo sapevo bene. Mi pare fosse un mercoledì. Sicuramente era mattina. Massimo è sceso dal muletto e mi è venuto incontro. Aveva una tempesta disegnata tra le rughe della fronte. Mi ha detto che avevo finito e mi ha detto che quel pomeriggio potevo anche starmene a casa. Mi ha detto che non era colpa mia e mi ha detto che non era colpa sua. Mi ha stretto la mano e mi ha detto «Ciao, arrivederci». Poi è risalito sul muletto e se n’è andato via di corsa. Aveva un’aria preoccupata. Ce l’avevo anche io.

Ho aspettato dieci minuti, con le mani in mano, senza sapere bene come comportarmi. Poi improvvisamente ho capito che me ne dovevo andare subito. Immediatamente. Lì dentro, per me, non era rimasto più niente. Ero un fantasma. Lo ero stato fin dall’inizio. Lo ero stato per contratto. Era finita.

Ho salutato Amir, ho salutato Mohammed, mi sono ficcato una sigaretta in bocca e sono uscito all’aria aperta. Ho attraversato il piazzale, sono montato in macchina e sono partito in direzione dello svincolo. Era una splendente, gelida, mattinata di sole, era la fine dell’autunno del 2007 e una volta tanto, tra i denti, avevo come una specie di canzone. Non sapevo da dove arrivasse né perché fosse lì ma finché è durata me la sono tenuta stretta addosso. Dell’L6 non ho rivisto più nessuno di loro. Chissà che fine hanno fatto i miei due amici persiani. Chissà che fine fanno, tutti quanti, quando sei tu che te ne vai.

Serie: L'autunno del 2007


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