Lungo il binario zero

Serie: Il treno Occasioni & Opportunità


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una strana raccomandata con il biglietto per un viaggio misterioso, un bizzarro staff che promette occasioni e opportunità, una ragazza che non crede nel destino (o forse sì). Chi aspetterà Ginevra sul treno al binario zero?

Metto su un sorriso tra l’imbarazzato e l’emozionato mentre procedo nella sua direzione. È tutto così assurdo, la mia parte razionale prova a urlare per farsi sentire, ma io sento solo le parole della mia canzone preferita. 

‘Ti verrò a prendere con le mie mani 

E sarò quello che non ti aspettavi

Sarò quel vento che ti porti dentro’. 

Sono ormai vicina quando avverto un rumore e l’attimo dopo la mia caviglia si piega. Finisco a terra con chissà che espressione stupida dipinta in faccia, pensando, di nuovo, che avrei dovuto indossare le mie All Star rosse. Tra l’altro, sarei stata in tinta con il colore del giorno. 

Il ragazzo corre subito in mio soccorso, ma io desidererei che una voragine si aprisse e mi facesse sparire tra i binari. 

“Ti sei fatta male?” Vorrebbe aiutarmi ad alzarmi, ma esita un attimo, non sa come toccarmi.

“No, no, tranquillo” lo rassicuro, pensando che solo il mio orgoglio ne uscirà con i lividi. Eppure, per chissà quale strana reazione nel mio cervello, mi metto a ridere. Il ragazzo mi guarda perplesso, ma dopo poco mi viene dietro. 

“Non male come primo incontro, no?” gli chiedo e finalmente lo guardo senza vergogna.

“Per niente” concorda lui rimettendomi in piedi. “Anche se non si tratta del primo.”

Corrugo le sopracciglia, non capisco. “Ci conosciamo già?” Vero che non è un tipo particolarmente appariscente, ha un viso molto comune, ma io ho una buona memoria, di solito.

Ora è lui a sembrare in imbarazzo. “Ehm sì, ma che ne dici di sederti?” Annuisco e sprofondo in una poltrona rossa, liberandomi della mia scarpa rotta.

“Sai perché siamo qui? Cioè, hai organizzato tu l’incontro?” Il profumo di caffè aumenta e un’inserviente compare dal nulla.

“Hai già fatto colazione?” Mi domanda il ragazzo, mentre io continuo a chiedermi dove ci siamo già visti. 

“No, avevo altro in mente stamattina” ammetto e sento il mio viso diventare del colore acceso del treno e della divisa dello staff di ‘Occasioni & Opportunità.” 

Lui mi sorride, abbassa lo sguardo e mormora qualcosa che non capisco. Poco dopo rimaniamo soli con due cappuccini fumanti e dei cornetti dall’aria interessante.

Finalmente, si ricorda della mia domanda. 

“Veramente no. Ho ricevuto una raccomandata qualche giorno fa e un biglietto per questo treno. All’inizio ho pensato ad uno scherzo, ho anche cercato su internet chi fosse questo misterioso Staff.”

“Proprio quello che ho fatto io” replico con foga prima di dare un morso al mio cornetto. “Ma non ho trovato niente.”

“Neppure io” mi dice lui con un sorriso timido.

“E allora perché siamo venuti qui tutti e due?” mi viene spontaneo chiedere, ridendo. “Non sai quante prese in giro ho dovuto sopportare.”

“Immagino. Mio fratello mi ha detto che doveva trattarsi di una truffa. ‘Probabilmente ti chiederanno soldi.’ In effetti, era un invito parecchio strano, ma non si può girare le spalle ad una buona occasione senza neanche sapere di cosa si tratta, giusto?”

“Quindi, anche tu sei alla ricerca dell’amore?” Mi vergogno tantissimo per quel ‘anche tu’ che mi è uscito senza pensare. Provo a correggere il tiro e gli chiedo di ricordarmi dove ci siamo già incontrati. Neanche questa è stata una bella mossa, è come se avessi ammesso che è un tipo insignificante e non lascia assolutamente il segno. Tra l’altro, mentre lo sbircio da sopra la tazza di cappuccino, penso che non sia affatto vero. È piuttosto carino e, se è qui, deve anche trattarsi di un romantico.

Il treno inizia a muoversi e le nostre facce sembrano formulare la stessa domanda. “Sulla lettera non c’era scritto dove saremmo andati, giusto?”

Il ragazzo scrolla il capo, poi fa spallucce. “Probabilmente, ad un altro binario 0. Ce ne sarà uno in ogni stazione.” 

Mi metto a ridere e mi rilasso. Alla fine sono qui per lui e c’è una domanda (la prima di tante, in realtà) che aspetta ancora una risposta.

“Non è strano che non ti ricordi di me, avevamo nove anni l’ultima volta che ci siamo visti.” Piego la testa di lato e torno ai tempi della scuola, ma è più veloce lui della mia memoria.

Tira fuori qualcosa dalla tasca e la posa sul tavolino tra di noi. Abbasso gli occhi su una piccola margherita e la sorpresa mi esplode in gola. Finalmente ho capito e ho pure risolto il più appassionante giallo della mia infanzia!

“Non ci credo! Sei tu che mi facevi trovare i fiori sul banco dopo la ricreazione!”

Lui sorride, lievemente imbarazzato e annuisce. “Beh, mi piacevi molto, ma ero timidissimo, non sapevo proprio come avvicinarmi a te. E così, ti portavo dal giardino margherite, foglie…”

“Una volta anche una pietra a forma di cuore!” lo interrompo con foga. Nonostante il mio disordine, devo ancora averla da qualche parte.

“Ti ricordi?” Sembra stupito e lo capisco. Devo avergli fatto una strana impressione prima.

“Certo! Ero già una romantica allora, solo che non lo sapevo.” In effetti, i maschi avevano iniziato a interessarmi seriamente soltanto in terza media. 

“Io e Letizia abbiamo fatto il possibile per scoprire chi fossi, ma niente. A pensarci è strano che Leti non ci sia riuscita con i suoi mezzi.” 

“La tua migliore amica? Quella con la faccia arrabbiata che picchiava anche i maschi più grandi?”

“Ehm sì, è successo qualche volta, ma aveva le sue buone ragioni. Siamo ancora amiche ora.” 

In ogni caso, il mistero si è risolto fino ad un certo punto, perché non ho ancora collegato il nome del ragazzo davanti a me al bambino di allora. 

Lui sembra leggermi nel pensiero e mi viene in aiuto. “Sono Danilo, andavo nella ‘C’. Non mi hai riconosciuto perché sono cambiato tanto, all’epoca ero parecchio in carne.”

“Danilo, certo! Non ti aveva aiutato una volta Leti?” 

“Si, dei bambini di quinta mi avevano preso di mira, mi chiamavano ‘palla di lardo’ e mi nascondevano lo zaino.” Finché Letizia si era stufata ed era intervenuta. Ecco, un assaggio delle sue buone ragioni.

Iniziamo a tirare fuori un mucchio di episodi delle elementari, ricordiamo questo e quello, ridiamo di gusto e poi andiamo oltre. Scopro che Danilo ha vissuto per anni in un’altra città dopo la separazione dei suoi genitori, si è laureato in economia e commercio, è stato in Giappone e in Kenya, ha avuto due grosse delusioni sentimentali.

Parliamo e parliamo, mentre lo sferragliare del treno rallenta e riparte e chissà quante stazioni passano oltre i finestrini. 

Sarebbe tutto perfetto, ma la mia parte razionale decide di tornare in scena.

“Pensi che ci rivedremo anche fuori? Insomma, intendo nella vita vera.”

Danilo solleva le sopracciglia, sorride interdetto. “Cosa intendi con vita vera?”

Mi gratto una guancia, cercando le parole giuste. “Perché ci siamo incontrati in questo modo, secondo te? Chi è che ha organizzato tutto? Non ci vediamo per anni e poi, puff. Arriva una raccomandata, degli strani tizi vestiti di rosso, pure un treno su cui non c’è nessuno oltre a noi, è tutto senza senso.” Non so neanche cosa mi aspetto di sentire, o cosa ho paura di ascoltare. Non so da quanto il treno sia partito, ma io sono stata bene, anche troppo.

“Forse un senso c’è. Magari era scritto nelle stelle.” Fa un mezzo sorriso, ma io lo guardo seria.

“No, dai, non tirarmi fuori il destino, non siamo in un film.” Un suono di campanello mi interrompe, seguito da una voce femminile registrata. 

“Si avvisano i signori passeggeri che il viaggio sta per volgere al termine. Ci auguriamo sia stato piacevole. Vi chiediamo di prepararvi alla discesa. Grazie.”

“A quanto pare dovrai tenerti le tue domande.” Danilo ridacchia, sembra divertito della mia confusione. 

“No, non è giusto.” Poi, mentre il treno inizia a rallentare, mi rendo conto che la domanda più urgente è un’altra. “Non sparirai, vero? Ci rivedremo?”

Danilo si avvicina e si china verso di me, mescolando il suo profumo ad un sussurro. “Sicuramente, a un altro binario 0.”

Va bene ovunque, chiudo gli occhi e aspetto il bacio. È in sospeso da anni, infondo. 

Dling dong. Maledetto annuncio, non poteva aspettare un attimo? Il bacio non arriva, ma il suono va avanti, ce la mette tutta per svegliarmi.

Ho la bocca impastata e un groviglio di rovi al posto dei capelli. Impiego qualche istante a rendermi conto di non essere sulla carrozza di un treno, ma nella mia stanza, a letto, in pigiama e sola. Non c’è più niente, soprattutto non c’è Danilo. La delusione finisce di proiettarmi nella realtà. Stavo solo sognando, però il suono di campanello c’è ancora!

Mi catapulto verso la porta, aspettandomi chissà cosa, magari Danilo. L’uomo che mi ritrovo davanti non gli somiglia neanche un po’, ha l’aria contrariata e qualcosa tra le mani.

“Signorina Mazzini? C’è da firmare, è una raccomandata.”

Serie: Il treno Occasioni & Opportunità


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Discussioni

  1. Ciao Melania! Bel finale! L’unico possibile, che lascia aperto uno spiraglio alla speranza. È un po’ come svegliarsi da un sogno bellissimo (o bruttissimo) e piangere a dirotto, salvo poi sorprendersi, il giorno seguente, di essersi lasciati andare così tanto per qualcosa di inesistente. Ma forse sono le emozioni a rendere vero il mondo, e non il contrario😊

  2. ““E allora perché siamo venuti qui tutti e due?” mi viene spontaneo chiedere, ridendo. “Non sai quante prese in giro ho dovuto sopportare.””
    Mi è piaciuto tantissimo questo passaggio. Perché è una cosa che ultimamente mi ripeto spesso. Eppure, per quanto uno possa essere deluso, c’è sempre una forza, un qualcosa, che arriva e ti fa andare avanti, e ti da la speranza per osare e provare ancora. Un po come questo racconto. Mi è piaciuto tantissimo. Perfetta la fine, a mio parere. Perfetto lasciare immaginare il resto a noi 😊

  3. Romanticismo, quello vero. Non smielato, non “al femminile” (qualunque cosa significhi, io non lo so bene), senza sospironi e muscoli che vibrano sotto la maglietta sottile. Grazie Melania, davvero un bel racconto. Aspetto il seguito, ho dei sospetti su questa raccomandata.

    1. Ciao, grazie, sono felice ti sia piaciuta. La storia, però, finisce qui. L’ho scritta tempo fa e ho lasciato che fosse la fantasia di chi legge a darle un seguito. Ora sono curiosa di conoscere i tuoi sospetti😉 Grazie ancora per la lettura e il commento.