L’uomo sotto i portici
Serie: Alder Venn
- Episodio 1: E poi venne il primo giorno e tutti lo videro.
- Episodio 2: Alder Venn e l’architettura della molteplicità
- Episodio 3: Io sono la casa
- Episodio 4: Risvegli dalle profondità
- Episodio 5: Rumore bianco
- Episodio 6: Si nascondono nei cappotti
- Episodio 7: Il testimone
- Episodio 8: La Firma
- Episodio 9: Attraverso il Varco
- Episodio 10: L’uomo sotto i portici
STAGIONE 1
La mente dà vita al mondo. Quello che il bambino porta dentro — la guerra, la frattura, la parte che vuole crescere e la parte che rifiuta di farlo — non è una malattia. È uno specchio. È la stessa tensione che attraversa ogni coppia che cammina mano nella mano sotto i portici e non sa ancora se riuscirà a smettere di essere due. È la stessa tensione che attraversa Alder ogni volta che le voci parlano tutte insieme e lui cerca di capire quale sia la sua. È la stessa tensione che attraversa Torino, le arcate, le pietre, il selciato di via Bogino.
Siamo tutti in guerra.
Non perché siamo nemici.
Perché abbiamo dimenticato che potremmo non esserlo.
Il bambino non è il problema da risolvere. È la chiave — l’unico punto in cui la frattura è abbastanza visibile da poter essere trovata, toccata, tenuta tra le mani come un orsacchiotto strappato che aspetta solo che qualcuno decida di ricomporlo.
Non di aggiustarlo. Di ricomporlo.
Non si può salvare qualcuno da soli. Non funziona così. Non ha mai funzionato così. Si può solo stare abbastanza vicini da fare il peso insieme — quello del cedimento, quello della ricomposizione, quello di tutto quello che si trova dentro quando si apre qualcosa per vedere cosa c’è.
Niente, dice sempre il bambino.
Ma il niente, a volte, è il posto dove tutto può ancora iniziare.
Alder con le sue presenze nella testa resterà spezzato per sempre. Non ha più trovato quel varco. L’unica porta che lo conduceva all’amore non si è più aperta. Adesso cammina, sbilenco, col cappuccio tirato sulla testa, come tutti gli altri fantasmi di Torino. O forse, il destino che è nel suo carattere in un giorno e in un’ora sconosciuta, lo smaschererà per sempre e, forse, toccherà di nuovo il cielo.
La guerra nel mondo continua. Le catene cedono ancora, da qualche parte, senza rumore.
E dentro Alder, sepolto nel carattere come una frequenza che non si è ancora sintonizzata, qualcosa aspetta un giorno e un’ora che non conosce.
Il bambino ha ricomposto l’orsacchiotto. Alder no. E forse non serve che lo faccia lui — forse basta che qualcuno, da qualche parte, l’abbia fatto. Forse il mondo non chiede che tutti guariscano. Chiede solo che qualcuno tenga.
Dio è un fantasma col cappuccio nero. Si volta indietro per un attimo ogni volta che sta per aprire una nuova porta. Ogni porta conduce ad un oblio che fa dimenticare ciò che intravede da dietro. Alder continua ad attraversarle.
Serie: Alder Venn
- Episodio 1: E poi venne il primo giorno e tutti lo videro.
- Episodio 2: Alder Venn e l’architettura della molteplicità
- Episodio 3: Io sono la casa
- Episodio 4: Risvegli dalle profondità
- Episodio 5: Rumore bianco
- Episodio 6: Si nascondono nei cappotti
- Episodio 7: Il testimone
- Episodio 8: La Firma
- Episodio 9: Attraverso il Varco
- Episodio 10: L’uomo sotto i portici
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