Marie

Punto primo: Marie era nata in Provenza, parlava italiano molto bene con un irresistibile accento francese.

Punto numero due: i suoi occhi erano cielo terso, mare di smeraldi e luce solare abbagliante.

Punto numero tre: sorrideva mentre parlava, senza volgere mai lo sguardo altrove, trasmettendo un senso di armonia interiore ipnotica.

Punto numero quattro: era semplice, senza trucco, senza tacchi e senza spocchia. Una gentilezza nelle parole e nei gesti e un’eleganza raffinata, senza fronzoli,  nei suoi indumenti chiari, di lino sottile, e un filo di pietre turchesi sul collo.

Punto numero cinque: la sua pelle emanava un leggero profumo che sapeva di vapori sotto la doccia calda, di sola acqua e bagnoschiuma.

Punto numero sei: conosceva e amava la nostra isola, il mare, l’artigianato e il cibo, forse più di me.

Punto numero sette: era un’artista, una pittrice, una donna capace di esprimere bellezza con gli occhi, con il cuore e con le mani.

Punto numero otto: anche lei, come me, aveva trascorso da sola quel fine settimana nell’albergo Bella Vista, in riva al mare. Suo marito era altrove per motivi di lavoro; anche se – diceva Marie – aveva già un’età per andare in pensione. Tra una vacanza con sua moglie e il suo importante ruolo professionale, anche quella volta il dottor Volpi aveva scelto di dedicarsi al lavoro.

Punto numero nove: dopo aver parlato nella hall dell’albergo e brindato al nostro incontro con una coppa di spumante Moscato di Tempio, abbiamo fatto un tuffo in piscina. Il corpo minuto e proporzionato di una quarantenne e i movimenti sinuosi di una sirena.

Punto numero dieci: è partita la sera stessa del nostro primo incontro. Dopo tre ore in cui era nata l’intesa e la sensazione di due anime compagne, ormai da molte vite. Mi ha inviato delle foto del suo paese e mi ha invitato ad andare a trovarla in Provenza. Io le ho inviato dei versi.

Lacrime del cielo cadenti sulle piangenti frasche/ versate sopra le vasche, colme d’acque fumanti/avvolte di malinconia./ Pianto che scorre sulla via, nei rivoli del sentiero e nell’oscuro pensiero./ Sguardo che va indietro mesto, a un lungo tempo pesto. / E ingoio lacrime anch’io, per questo triste addio./

La Provenza, terra di borghi, campi di lavanda e bellezze naturali d’ogni genere, era un mio sogno, sin da giovane studentessa liceale. Marsiglia, Avignone, Arles, che bel viaggio, per arrivare da lei, fino al suo bel villaggio.

Non ci siamo più viste. Nessun messaggio, nessuna chiamata; però, non l’ho mai dimenticata. Il ricordo indelebile di una bella nuotata qualche volta riaffiorava, e subito zac, un taglio netto a quei pensieri impudici. Un donna attempata che ha ricevuto l’ostia consacrata ogni volta che alla Santa  Messa, con devozione, si è inginocchiata, non può che cestinare una fantasia così proibita. Una volta l’ho sognata, Marie, la bella francesina con gli occhi di smeraldo, in mare aperto. Noi due che galleggiavamo sotto un cielo limpido e un sole che brillava nell’acqua. Poi ci siamo tuffate. C’era un fondale di sabbia chiara, un letto di alghe verdi fluttuanti e raggi solari che rischiaravano quell’alcova sommersa. Un incantesimo dentro una bolla. Un fuoco nell’acqua. Sul più bello mi sono svegliata con la sensazione intensa, da brivido, di un amplesso avvolgente e totale.

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Discussioni

  1. Ogni volta che leggo una tua storia, mi ritrovo a pensare che hai il “tocco” di una farfalla: gentile, delicato. Io non saprei mai scrivere poesia, tu lo fai con una naturalezza che ti viene dall’anima.
    Ci sono istanti che rimangono impressi per sempre e tu li sai narrare in tutta la loro complessità

    1. Cara Micol, per diversi giorni ho pensato di sottrarmi a questa prova di scrittura, in parte diversa dai contenuti che ho scelto finora per i miei racconti. Dopo aver scritto il testo, semplice e breve, aspettavo con curiosità le reazioni. Mai avrei creduto di sentirmi così toccata dai vostri commenti per un esercizio di questo genere. E ancor più avendo anche la bella sorpresa di poter leggere queste tue gentili parole; nonostante la mole di lavoro che ti assorbe, anche in questo periodo.
      Ha ragione chi dice che sei l’ anima di Edizioni Open che non si risparmia, ci accompagna con tanta pazienza e ci dá forza, ogni giorno di più.😘
      Grazie. 🙏

  2. Sei sempre dolcissima! Crei un meraviglioso acquerello che delizia da qualsiasi punto lo si guardi. Non urli, non sbatti il mostro in prima pagina e, con apparente semplicità, stemperi un desiderio tracciandone un ricordo tanto tenero da esaltarne la purezza. Molto efficace e molto brava cara M. Luisa

    1. Caro Giuseppe, non potevi trovare parole migliori per emozionarmi. Io che sin da bambina ammiro e invidio i pittori e amo tanto gli acquerelli, che, piccoli e modesti, tengo appesi in casa mia, mi sento lusingata e felice per questo apprezzamento che resterà a lungo, nella mia mente e nel cuore.
      Grazie. 🙏

  3. Bello, elegante, caldo come i colori della Provenza.
    Mi piace molto l’idea del decalogo, come a voler mettere giù, punto per punto, quello che ti dice la pancia, come a voler afferrare quei pensieri che abbiamo paura ci sfuggano con il trascorrere del tempo.
    ‘Una volta l’ho sognata, Marie’ e lo butti lì, come quando lanci un sasso nello stagno e poi ritiri la mano, e ci lasci soli, a noi lettori, insieme ai nostri pensieri.
    Un racconto delicato e ricco di immagini e colori, come lo sono i tuoi scritti.
    Credo che questo nostro piccolo esperimento stia riuscendo bene perché ciascuno di noi si gestisce in questo genere, a volte scomodo, senza snaturare il proprio stile. Bravissima 😊

    1. Ciao Cristiana, ti sono grata, ancora una volta, per la tua lettura attenta, per le parole sempre gentili, ponderate e incoraggianti. L’ esperimento é diventato un banco di prova utile anche per cercare di superare i nostri limiti, dovuti, talvolta, anche alle paure e ai condizionamenti esterni.
      Il gruppo si é irrobustito e ognuno di noi ha tratto, da questa unione, un po’ di forza in piú.

    1. Grazie Roberto, il tuo commento é rassicurante e quasi mi commuove, anche per il filo etereo che ci unisce da quel dì, del nostro emozionante incontro “collegiale” al Real Collegio.😉

  4. Elegiaco, intenso, struggente e malinconico come solo un amore rimasto in fieri da essere. Forse il fantasticare su cosa poteva essere è sempre più dolce di un’ipotesi di ritorno amaro alla realtà; tuttavia sempre meglio il rimorso del rimpianto

    1. Forse é vero: il rimpianto puó essere peggio del rimorso; oppure nessun vero rimpianto, ma solo un piacevole ricordo – mai confessato, neanche prima dell’ ostia consacrata – e custodito nell’ intimo, senza dolorose conseguenze.
      Ma grazie per gli aggettivi usati, che danno un tono piú elevato al mio raccontino.

  5. Dieci punti per elencare una donna e non bastano. Marie con gli occhi di smeraldo, il lino chiaro, il Moscato di Tempio. E poi lei che ci ride sopra e ci prega sopra e la sogna lo stesso. Quel fuoco nell’acqua è un’immagine che resta. Tenero, sincero, senza vergogna. Brava M. Luisa.

    1. Grazie Lino, credo che tu sappia quanto é importante e gradito, sempre e comunque, ogni tuo commento che contribuisce a dare un senso anche al piú piccolo dei miei componimenti come questo.

  6. Che bello Luisa vederti accogliere la sfida!
    Mi sei piaciuta tantissimo. Lo stile, sopra a tutto, quel cadenzare in punti mi è sembrato un tentativo di dare una logica, un elenco sensato a qualcosa che invece è viscerale e irrazionale, come l’attrazione verso una donna da parte di un altra donna che non è pronta a fare il.passo successivo. Funziona benissimo. E la poesia, il sogno accennato. Non succede nulla e proprio per questo nella mente di chi legge puo accadere di tutto. Credo tu ci abbia dimostrato che non occorrono per forza “contenuti espliciti” per tessere trame di desiderio e erotismo. Brava!

    1. Grazie Irene, non sai quanto ho esitato prima di accettare la sfida per partecipare a questo nuovo esercizio di scrittura. Il compitino è breve e l’ erotismo che dovrebbe caratterizzate il genere é sfumato. Sono contenta che il mio intento narrativo tu lo abbia colto e accolto bene. Un abbraccio.