
Memento Mori
Gli piaceva rimanere a guardare lo scorrere del fiume sulla sponda, a piedi scalzi, invulnerabile al tempo e alle cose che se ne vanno presto e ti lasciano da solo.
Poco più in là aveva scoperto il mare: prima se l’era solo fabbricato nelle sue immaginazioni.
Ma dato nei fatti che l’uomo non può concepire né l’infinito né l’eterno nel suo sragionare, quella visione immensa gli fermò il cuore per qualche secondo. Gli tornò l’anima in corpo con un respiro e balenò folgorato da un lungo viaggio in cui lui era cresciuto, aveva solcato le onde del mare in un’avventura senza fine giorno e notte, alla ricerca di un estremo confine che aveva un nome segretissimo, e che nel dire comune er’avvolto dietro all’umile vezzo di Libertà.
Da allora non si era dato più pace: non lo si vedeva più mangiare, né bere né dormire. Cercava quella stessa pienezza che aveva assagiato e non la trovava da nessuna parte.
Il digiuno di lunghi giorni gli aveva suggerito una qualche scorciatoia verso la liberazione, come se fosse una fine, un sole che non conosce tramonto, un gaudio inesauribile: aveva capito, interpretando i silenzi che si susseguono nel ruminare degl’impulsi in fondo al cuore, che tutte le cose fatte e pesate -mangiate, ascoltate o viste-, hanno per fine una fine, la morte, una specie di trasformazione in altra forma.
Allora corse via, per scappare da quelle cose che lo chiamavano per farselo schiavo, e trovò conforto lontano da tutto e tutti fra le onde del mare aperto.
Il baruffare delle tempeste gli svelò nei lampi la paura di morire, il pericolo costante di perdere la vita: da quello concepì una visione dell’anima sua viva, vera ed immortale, tirando un filo partito dal moto perpetuo delle onde, e poi dall’eplosione di una vera libertà.
Da allora smise di pensarci.
Ce l’aveva sempre sopra la testa, gli sventolava dall’alto dell’albero maestro.
Per ricordarsi che doveva morire, per non montare mai in superbia.
Era un teschio s’una bandiera nera.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy
Ah, come scrivi tu, amico mio! Ho sentito il profumo del mare, ho sentito l’urgenza di cavalcare le onde. Tu non racconti i fatti che gli uomini compioni, tu racconti le emozioni che gli uomini vivono.
Mi regali grandi soddisfazioni, carissimo. È un gran piacere saperti mio lettore 🍻🏴☠️
“Ma dato nei fatti che l’uomo non può concepire né l’infinito né l’eterno nel suo sragionare, quella visione immensa gli fermò il cuore per qualche secondo”
❤️
“Ce l’aveva sempre sopra la testa, gli sventolava dall’alto dell’albero maestro.Per ricordarsi che doveva morire, per non montare mai in superbia.Era un teschio s’una bandiera nera.”
❤️ Questo passaggio mi è piaciuto
Mamma mia, quant’è bello questo librick. Mi ha emozionato!
❤🏴☠️
“Il baruffare delle tempeste gli svelò nei lampi la paura di morire, il pericolo costante di perdere la vita: da quello concepì una visione dell’anima sua viva, vera ed immortale, tirando un filo partito dal moto perpetuo delle onde, e poi dall’eplosione di una vera libertà”
Che bello questo passaggio! La vita assume il suo vero gusto e acquisisce valore pieno quando sentiamo che la stiamo perdendo. Nulla di più vero
Grazie mille, ci siamo capiti!