
Memento Senis
La città di Aosta era avvolta dalla neve e James non si aspettava di trovarla persino in ottobre, nemmeno il tempo di abituarsi al freddo e gli sembrava di essere in una ghiacciaia.
Quindi era dovuto scendere in paese e trovare la forza di entrare in un supermercato cosa molto complicata alla sua età. Era sceso dalla sua baita sperando che la sua Fiat di terza mano reggesse fino in città e con una mano sulla schiena ed il bastone dall’altra, aveva percorso tutti quei due metri di vialetto, entrando nell’accogliente spazio del supermarket; cullato dalla musica natalizia e dal leggero chiacchierio di una leggera seppur fastidiosa folla. Afferrò un carrello e cominciò a dirigersi nei reparti in cerca di cibo a lunga conservazione per fare le scorte del mese.
Dopo appena dieci minuti, arrivò alla cassa e la giovane e agile cassiera lo puntò, con gli occhi spalancati mentre passa gli alimenti sullo scanner.
– Che cazzo hai da guardare? – sbraitò.
– No, nulla; volevo dirle che con il nostro servizio delivery può farsi portare gli alimenti a casa, alla sua età… –
– Senti ragazzina! Avrò centodieci anni ma non sono un mollusco, non ho bisogno delle insistenze di voi mammolette. finché mi reggerò in piedi il freddo non sarà un problema! –
La commessa non disse più nulla, se non il prezzo da pagare ed un tiepido “ma muori” e James si ritrovò a sorridere pensando: “me lo auguro”.
Con fatica infilò i quattro sacchi di plastica nel bagagliaio e lo chiuse con un colpo secco. In quel momento, il freddo lo colpì molto più del solito: cominciò a sentire la testa ciondolare, abbandonò la mano raggrinzita e fredda sul bagagliaio e il mondo cominciò a girare.
Con passo incerto ed il respiro che si faceva sempre più irregolare, si aggrappò alla vettura e tastò. Sentiva la propria mente cominciare a scivolare nell’oscurità, un po’ alla volta. In quei fugaci momenti in cui riaffiorava dall’incoscienza, cercò la porta della macchina. La trovò, ma la forza sembrava aver abbandonato le sue braccia. Doveva tirare ma la maniglia sembrava un macigno. Si accasciò a terra. Ginocchia nella neve. Freddo. Sentì un buon uomo chiamarlo:
– Signore, tutto a posto? –
– Che è successo? – chiese una voce di donna.
– Chiamo un’ambulanza! – rispose un secondo uomo.
James sentì la mano calda e forte di un uomo. tentava di prenderlo da sotto il braccio. Trova la forza di afferrarla rantolando:
– No. –
– Cosa?! – chiede l’uomo.
– Sta vaneggiando – rispose la donna.
Voleva dirgli che era inutile: gli succedeva tutte le volte, se ne andava e tornava indietro. Ma la sua bocca rimase gelata e ferma.
Ma dov’era? all’improvviso non se lo ricordava più, doveva ricordare. Ah sì! l’Italia stava andando in guerra doveva fare l’immatricolazione! no! no! no! fa freddo. Stava per morire? no, non poteva morire.
Era già morto sette volte, forse otto? Doveva contarle e rimanere sveglio.
La prima in un incidente stradale, quindici anni, andato oltre e poi tornato indietro; la seconda nel…. nel 1917 certo! aveva perso una gamba, andato oltre e tornato indietro con al gamba; la terza nel 1940, un gruppo di fascisti di merda, gli avevano sfasciato la testa, purtroppo per loro, andato oltre e tornato indietro; 1974, sì è sparato in bocca, andato oltre e tornato indietro…ma perché? Ah! giusto! Adriana, la sua dolce Adriana. Perché è dovuto continuare a vivere senza di lei?
– Che succede? – chiede una quarta voce, autoritaria.
– Non lo so, l’ho visto accasciarsi a terra. –
– Signore! come si chiama? –
– James – rantolò.
– James? bene, risponda James dov… –
– Si? – mormorò James.
Dove cazzo era? e di cosa si preoccupavano? tanto non può morire. Ormai ci aveva perso le speranze. Dov’era rimasto? ah sì, 1982 cos’era? Un’infarto? no, si era tirato in vena due dosi di anfetamine, sperava di andarsene in grande stile ma, ahimè, andato oltre e tornato, un po’ rintronato ma come nuovo, e poi? cos’altro.
– Il battito è debole, bisogna portarlo in ospedale. –
Signore…. James!… signore…
Forse no? cos’era quella luce? non c’era le altre volte e quella figura… Adriana? Adriana! sì! arrivo!
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Ci sarebbero piccole cose da rivedere, ma nell’insieme é un bel racconto, ironico e scorrevole. Mi é piaciuto.
Molto suggestivo e originale.
Se limato nella forma sarebbe una piccola perla, ma c’è tempo e modo per farlo.
Molto brava.
Bello. Stile fluido e ben scritto