Memorie di un tempo lontano …

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: ... ricordi prima di un addio.

Si dice che negli ultimi istanti di vita si riviva tutto in un lampo, come se ponessimo un film in TV e poi premessimo il tasto per velocizzare al massimo la sua visione e proprio questo accadde, in una fredda notte di primavera, a Viviana Coletti.

La sua mente era annebbiata da tempo, ma le immagini che si proiettavano dietro i suoi occhi erano talmente tanto intrise di dolore, colpa e vergogna, che neppure la follia era riuscita ad alterarle.

L’aria era carica di polvere.

I detriti, il fango e il sangue saturavano il terreno e molte delle abitazioni del paese erano ridotte in macerie.

Roccamonte Orsato non era mai stata così tetra e consumata.

In mezzo alla devastazione,Viviana si trascinava verso la fontana grande del paese in compagnia della sua amica Bambina ed entrambe portavano un carico di panni.

– Ormai è inutile che laviamo la nostra roba qui – disse Bambina sistemandosi un boccolo biondo dietro l’orecchio.

– È l’unica fonte d’acqua del paese.

– È sporca.

– Don Luciano ha detto che va bene – Viviana notò quanto suonasse stanca la sua stessa voce, ormai erano mesi che a Roccamonte c’erano soldati, armi e bombardamenti e anche lei stava iniziando a cedere.

– E tu credi ancora a Don Luciano? – gli occhi azzurri di Bambina si accesero di sfida. Viviana invidiava e al contempo ammirava la sua amica per avere ancora la forza di porsi delle domande.

– Bambina, che altre opzioni abbiamo? Questa è l’unica fonte d’acqua che è rimasta in paese e poi … – Viviana si fermò improvvisamente.

– Che hai?

Lei non rispose.

Tutta la sua attenzione era stata catturata da due ragazzi che camminavano chiacchierando tra loro.

– Guarda lì – sussurrò.

Bambina si girò verso la direzione indicata da Viviana e anche lei restò di sasso.

Era impossibile non incantarsi davanti a quei giovani.

Sembravano un’unica persona riflessa allo specchio, l’uno era l’immagine speculare dell’altro. Avevano degli stretti ricci biondo miele, erano alti e muscolosi, ma ciò che più di ogni altra cosa attirava l’attenzione era il loro sguardo, avevano gemme di smeraldo incastonate nei visi.

Viviana si mosse inconsciamente verso quei ragazzi.

– Dove vai? – Bambina le bloccò il braccio.

– Voglio parlare con loro.

– Sei pazza – le rispose la sua amica – lo sai che non possiamo fidarci di nessuno, piuttosto sbrighiamoci a lavare questa roba ed andiamo via.

– Non sei curiosa? È strano trovare degli sconosciuti a Roccamonte – insistette Viviana.

– Certo che ci sono degli sconosciuti qui … i soldati.

– Loro non sono soldati.

– Come fai a dirlo? –  Bambina corrucciò il suo volto da bambola.

– Perché non hanno la divisa.

Viviana vide la sua amica alzare gli occhi azzurri al cielo.

– Si saranno vestiti in borghese … senti ammetto anche io che sono molto belli, ma lo sai che noi non possiamo parlare con … – Bambina non finì la frase perché i due ragazzi iniziarono ad avvicinarsi a loro.

– Ciao ragazze – le salutò uno dei due.

– Ciao – rispose Viviana come in trance.

– Possiamo farvi una domanda?

Bambina, vedendo lo stato della sua amica, si schiarì la voce rumorosamente per attirare l’attenzione su di se e poi alzò le spalle in risposta.

– Cosa è successo qui? – chiese l’altro ragazzo.

– In che senso, cosa è successo qui? – chiese a sua volta Bambina.

– È tutto distrutto.

A quelle parole Viviana si ridestò.

Come facevano a non sapere che l’intero mondo era in guerra?

Era davvero molto strano.

Quella situazione iniziò a turbarla parecchio e quando si girò verso Bambina capì che la sua amica aveva i suoi stessi dubbi, tuttavia decise di assecondarli e non mostrare segni di inquietudine.

– C’è la guerra.

– Oh – si limitò a rispondere il ragazzo che le aveva posto la domanda irrigidendosi sul posto – beh giusto è vero … stavamo scherzando ovvio che sappiamo che c’è la guerra, comunque io sono Antonio e questo è il mio gemello Mattia.

L’ultimo nome risuonò nell’aria più volte, mentre la mente di Viviana metteva a fuoco un’altra immagine. 

Si rivide accoccolata tra le braccia di uno dei due ragazzi, Antonio.

Si trovavano davanti a quella che per molto tempo era stata l’unica casa abbandonata di Roccamonte Orsato, ma che in quel momento, in mezzo alle macerie della guerra, si camuffava perfettamente nella massa.

– Dimmi la verità – gli sussurrò all’orecchio – tu non ti chiami davvero Antonio.

– No – rispose lui con lo stesso tono – ma è il nome più vicino al mio che esiste qui.

I due ragazzi si scambiarono un bacio leggero poi Viviana scoppiò a ridere.

-Perché ridi?

– Stavo ripensando al giorno in cui vi abbiamo conosciuti, Bambina non voleva proprio parlare con voi e in seguito, quando ho iniziato a frequentarti, mi ha fatto mille ramanzine, ma ora guardala … è innamorata persa di Mattia.

A quel punto anche lui si unì alla risata di Viviana e quel momento di gioia rimbombò nella mente della donna, con lo stesso ritmo delle campane che suonano a lutto, mentre dinnanzi a lei si materializzava l’immagine del corpo senza vita di Bambina.

– Mi dispiace.

– Siete tutti degli assassini … anche tu – urlò.

– Non potevo fare nulla per lei … ho potuto garantire solo per te, te lo ripeto mi dispiace – poi Antonio iniziò a scavare.

– Cosa fai?

– La tomba di Bambina.

Mentre il corpo della sua amica scompariva sotto le palate di terra che lanciava il suo ragazzo, Viviana non potette fare a meno di maledirsi dieci, cento, mille volte. Si sentiva responsabile, perché se non si fosse innamorata di Antonio, forse Bambina sarebbe ancora in vita.

Mentre quelle sensazioni e quei pensieri la tormentavano ancora una volta, come avevano fatto ogni giorno dal momento della morte della sua amica in poi, tornò con la mente alla mattina in cui furono più potenti che mai, quando attraversò la navata della chiesa di San Rocco e giurò davanti a Dio amore eterno a quel ragazzo dagli occhi verdi che le aveva rubato il cuore.

Aveva onorato quell’amore ogni giorno della sua vita, ma fu sempre consapevole di quanta colpa lo macchiasse.

 Il suo era stato un amore proibito, ma a differenza della sua amica, lei aveva avuto un finale felice.

Il respiro di Viviana Coletti si fece più pesante.

Ormai era arrivata la fine del suo supplizio, finalmente avrebbe avuto pace, finalmente avrebbe rivisto Antonio e Bambina.

Quella mattina l’urlo di Luca svegliò suo padre.

– Papà … papà … la nonna è fredda e non respira.

L’uomo si precipitò al capezzale di sua madre e quando la vide pianse di dolore, ma poi notò l’espressione serena sul volto dell’anziana e sorrise tra le lacrime.

– Hai trovato la tua pace mamma … addio.

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Caspita, adesso che Viviana non c’è più a Mariasole non resta che Dante Alighieri!
    Antonio e Mattia ni hanno vagamente ricordato un vecchissimo film in B/N, “Il villaggio dei dannati” credo fosse il titolo. In ogni caso quegli occhi c’è li hai già descritti parlando dei due cugini… La faccenda si fa molto interessante!

    1. Grazie per aver letto anche questo episodio <3
      Si … gli occhi verdi sono molto importanti in questa serie per fare i giusti collegamenti … 😉
      Grazie mille davvero <3 <3

  2. Ciao Lola, stai dosando con grande abilita` le informazioni utili a capire il caso, senza svelare troppo. Il tanto giusto per tenerci in sospeso, curiosi di scoprire sino il fondo i particolari della morte di Bambina Gramschi.
    A presto, col prossimo episodio.

    1. Grazie mille ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️

  3. molto intenso questo episodio, il sentimento di sconforto e paura e il dolore per la perdita di persone amate è descritto con vera partecipazione. Davvero brava.