Mi sono lavata i denti oggi
Mi sono lavata i denti oggi.
Sono andata a dare conforto a una mia amica, perché la vita è meno difficile se hai qualcuno a cui ti appoggi.
Poi sono andata a letto e ho dormito. Tutto il giorno.
Fa male fa male fa male.
Non mi sono lavata i denti.
Sono stata tutto il giorno con la maglietta che avevo indossato ieri, un po’ sporca e un po’ sudata. Ma non m’importa. Non ho spazzolato i capelli né mi sono lavata la faccia. Ma non mi importa perché fa male fa male fa male.
Ma ieri mi sono lavata i denti, anche se faceva male faceva male faceva male.
Non ho toccato cibo oggi, perché fa male e la bocca dello stomaco mi si è chiusa come un passaggio a livello che abbassa la sbarra.
Vado a dormire per spegnere i pensieri.
È l’unica cosa che riesco a fare ultimamente.
Dormire dormire dormire. Perché fa male fa male fa male.
È l’unico modo in cui riesco a spegnere i pensieri.
Ma quando arriva la notte… è la parte più dura della giornata.
L’insonnia mi tiene sveglia, i pensieri troppo rumorosi da poter essere messi a tacere con un paio di milligrammi di melatonina e qualche goccia di ansiolitico.
Gli psicofarmaci che prendo giornalmente non li conto ormai più. Tra antidepressivi e antipsicotici posso giocarci a tombola.
E nonostante tutto fa male fa male fa male.
Non mi sono lavata i denti neanche oggi.
Mamma mi obbliga a fare la doccia ma non sopporto vedere il mio corpo nudo, a ricordarmi costantemente quanto lo odio.
Mamma vuole che io faccia la doccia per essere pulita e in ordine ma a me non importa. Perché fa male fa male fa male.
Avevo iniziato un libro. Adoravo leggere, non mi spiego come ora non riesca più a concentrarmi per leggere una pagina per intero.
Adoravo anche scrivere ma adesso le uniche parole che riesco a mettere su carta sono parole disordinate di un dolore troppo incasinato per essere descritto come scrittura comanda.
Provo a distrarmi ma niente riesce ad alleggerire la mia mente perché fa male fa male fa male.
Hai solo 17 anni, cosa ne vuoi sapere tu di sofferenza! Mi dicono.
E un altro pezzettino di me si sgretola nel tentativo di spiegare un dolore troppo complesso, che non si può vedere dietro ai miei soliti falsi sorrisi. Un dolore invisibile che nemmeno io riesco a comprendere e dal quale non riesco a fuggire.
Lacrime di sangue bagnano la mia esistenza, marchiando indelebilmente il mio dolore sul mio corpo, nella mia memoria.
Vado a dormire perché fa male fa male fa male.
Ieri mamma mi ha fatto la doccia.
È venuta una mia amica a darmi conforto, perché la vita è meno difficile se hai qualcuno a cui ti appoggi.
Mi sono lavata i denti oggi.
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Un argomento molto complesso, ma sei riscita a renderlo bene, con una prosa ossessiva e azzaccata.
Complimenti
“Hai solo 17 anni, cosa ne vuoi sapere tu di sofferenza!”
Una delle frasi che mi sento ripetere più spesso. Una delle frasi più stupide che io abbia mai sentito.
“Hai solo 17 anni, cosa ne vuoi sapere tu di sofferenza”
Da adulto che è stato ragazzo ti posso confermare che in media la gente non capisce un cazzo. Che fa pure rima.
Coraggio! I semplici gesti quotidiani possono avere un potere salvifico inaspettato. Giorno dopo giorno, passo dopo passo. Toccante!
Se non ci si è passati non si capisce. E anche quando si capisce, non ci si crede. E quando ci si crede, non si sa che fare. Come curi qualcuno se non c’è cura? Gli psicofarmaci non sono la cura, sono un’altra malattia.
Ci vuole un’amica che venga a dare conforto, perché è meno difficile se hai qualcuno a cui ti appoggi. 👏 👏
“Gli psicofarmaci non sono la cura, sono un’altra malattia”. Eh…ma quando la sofferenza raggiunge punte estreme…
Certamente. C’è un bilancio costi-benefici da fare, ma si tratta solo di gestione dei sintomi. Ma scusa, parlo di cose di cui non so abbastanza.