
Mia Luna
Serie: Le storie di ieri
- Episodio 1: Le rose si regalano dopo un tradimento
- Episodio 2: L’uomo che non amava il mare
- Episodio 3: Mia Luna
- Episodio 4: Il Vuoto
- Episodio 5: Le scale
- Episodio 6: La pioggia di ieri
STAGIONE 1
“Ero nei miei trent’anni, forse trentadue, ma non ne sono sicuro. È strano: ricordo ogni dettaglio di te, eppure la mia vita sembra ridotta a una semplice annotazione. Mia Luna… capricciosa e libera, proprio come il mare che faceva da sfondo al nostro primo incontro. Conservi ancora il ricordo di quel momento? Ricordi come sedevi sull’orlo della scogliera, parlando sottovoce a te stessa? Una ragazza strana, pensai allora.
Indossavi un vestito di lino bianco, sandali di cuoio con sottili lacci che abbracciavano le tue caviglie delicate, e diversi braccialetti d’argento con piccoli pendenti che tintinnavano al ritmo dei tuoi gesti animati. Stavo quasi per andarmene, quando, dopo aver annuito come se fossi giunta a una conclusione, ti alzasti e allargasti le braccia. Poi… Non so nemmeno come descriverlo… con un gesto leggero sciogliesti un nastro bianco, lasciando che i tuoi capelli cadessero come un fluido d’oro sulla schiena. Un vento improvviso li scompigliò, per poi svanire rapidamente. Per un istante mi sembrò che stessi per volare via con lui, verso il tramonto. Facesti un passo verso il vuoto… e io ebbi paura. Senza pensarci, corsi da te – fragile, eterea, quasi irreale – e ti strinsi forte. Ti tenni tra le braccia il più saldamente possibile, accarezzandoti i capelli mentre sentivo la tensione lasciare il tuo corpo, le spalle abbassarsi, e le lacrime assorbirsi nella mia camicia.
“Dove sei stato?” mi chiedesti. E io stesso non lo sapevo. Non riuscivo a credere di aver vissuto senza di te, senza vedere il tuo sorriso, senza sentire la tua voce. Sembrava che ci conoscessimo da un’eternità, e che fosse la stessa eternità a separarci. Ti amavo. Ti amo. E ti amerò. Lo sai, vero? Ed è per questo che te ne sei andata. Perché volevo ricordarti così, com’eri la prima volta che ti vidi.
Egoista. Non guardarmi in quel modo, ti prego. Non avevi il diritto di decidere cosa potevo sopportare e cosa no. Hai pensato solo a te stessa, vero? Non riuscivi a immaginarti prigioniera, senza poter più immergerti nel mare in tempesta, correre sotto la pioggia estiva o suonare il pianoforte. Non volevi vedere il tuo corpo immobile, inerte, muto, simile a una fredda statua di pietra. Non volevi vivere quella vita, nemmeno accanto a me. Mia unica, mia Luna…
Ti avrei presa in braccio per ballare al suono delle onde e del grido dei gabbiani. Nelle giornate più tempestose mi sarei seduto ai tuoi piedi per leggerti un libro o raccontarti una storia, mentre il fuoco crepitava nel camino. Avrei trovato il modo di riportarti il sorriso, di far battere il tuo cuore più forte, ti avrei convinta – se solo mi avessi dato una possibilità. Anche una sola. Ma tutto questo era per me, non per te. Non mi è rimasta neanche una tua fotografia, solo quei sottili braccialetti che brillavano sotto il sole sulla scogliera. Avevano cinque pendenti: una nota musicale, una rondine, un’ancora, un cuore e una mezzaluna. A me è rimasta solo l’ultima. Gli altri? Li hai portati con te? Forse sì, come quei quattro anni che abbiamo condiviso.
Mi sento terribilmente solo, lo sai? Mia Luna, mia dolce… Tornerò qui tra un anno e scriverò un’altra lettera – sarà la ventesima… o forse la ventunesima? La lascerò qui e me ne andrò. Che sia il vento a portarla via, a leggerla e a raccontartela. Sono stanco, stanchissimo. Forse, la prossima volta, il vento porterà via anche me…”
L’uomo scese lentamente dalla scogliera, lasciando sull’orlo del promontorio alcune pagine scritte, legate con un nastro bianco. Non vide mai come le estremità di seta tremarono e si allungarono verso il sole al tramonto.
Serie: Le storie di ieri
- Episodio 1: Le rose si regalano dopo un tradimento
- Episodio 2: L’uomo che non amava il mare
- Episodio 3: Mia Luna
- Episodio 4: Il Vuoto
- Episodio 5: Le scale
- Episodio 6: La pioggia di ieri
Poetico, emozionante.
Super brava!
Quanto dolcissimo e doloroso amore! Ti ho trovata molto ispirata in questo racconto, la tua sensibilità traspare in ogni frase, c’è quasi una ritmica poetica… una litania struggente. Ottimo!
@Francesco_Primo Grazie per le tue parole! Mi emoziona sapere che hai percepito questa ritmica e la profondità che volevo trasmettere. È bello sapere che il racconto ha toccato corde così intime.
Molto poetico. Mi piace lo stile.
@RoccoMalaparte grazie!