
MISSILE
José accese l’olo-televisore, poi disse: “notiziari”. Nella stanza apparvero parecchie immagini tridimensionali; ne toccò una con le dita e quella si espanse, occupando quasi l’intero locale: una ripresa aerea di piazza San Pietro, mentre il cronista parlava dell’ennesimo annuncio, da parte degli Stati Uniti Arabi, relativo ad un imminente attacco alla Città del Vaticano.
Ancora, pensò José, è la quarta o quinta volta, dall’inizio dell’anno.
Il servizio proseguiva, citando fonti per le quali si sarebbe utilizzato un missile da crociera, di ultima generazione, munito di uno schermo antindividuante, che nessuno strumento di difesa avrebbe saputo intercettare.
Con un paio di vistose pantofole bianche, entrò nella stanza Fernando. Ascoltò per qualche minuto la notizia, e sedette su una comoda poltrona di pelle lucida.
“Un’altra intimidazione, José? Ma chi può credere a questa follia?”
“Perché follia?” disse José con aria preoccupata “distruggere il cuore del mondo cristiano non sarebbe una follia, ma un potente e temibile segnale per tutte le popolazioni musulmane.”
“Con quale scopo” continuò Fernando in tono tranquillo “forse quello di soggiogare tutti i credenti dell’intero pianeta?”
José stava per replicare, ma l’altro lo anticipò.
“E poi non consideri cosa accadrebbe nel mondo? Nel giro di qualche ora si riunirebbero le più grandi potenze militari; partirebbe una offensiva senza precedenti, si scatenerebbe una gigantesca e definitiva Crociata!”
Questa ultima ipotesi gli piacque particolarmente.
“Spero tanto tu abbia ragione, Fernando, forse vogliono soltanto creare paura e disorientamento.”
“Ma certo, è così! Adesso, caro José, spegni quell’infernale marchingegno e vai a preparare un buon tè aromatico. Lo berremo insieme.”
Mentre José usciva dalla stanza, cominciarono a sentirsi forti rumori provenire dall’esterno: sirene di pompieri e polizia, elicotteri a bassa quota, grida di persone. Papa Fernando aprì la grande finestra che dava sulla piazza più famosa del mondo. Si girò un attimo per richiamare l’aiutante di camera José, poi guardò fuori.
Fece appena in tempo a vedere, nel cielo azzurro, una sottile e veloce scia di colore giallo, quando un tremendo boato squassò l’aria, sollevando detriti e polvere nella forma di un gigantesco fungo, ricoprendo la zona intorno per un raggio di qualche chilometro.
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Una finestra terrificante su un futuro possibile, sperando che non diventi mai realtà.
Mi è piaciuto molto lo scenario che hai costruito, dando vita ad immagini molto evocative e realistiche.
Grazie Giuseppe.. quando vedo i missili al telegiornale mi chiedo come l’uomo possa sprecare enormi risorse per sopprimere i propri simili.. meglio tornare alle clave, forse
Ancora una piccola perla, un’istantanea che si coglie in un attimo. Fernando in pantofole bianche e tazza di te mi è piaciuto tantissimo. Se non offendo la sensibilità di nessuno, vorrei staccarmi dalla identificazione che tu hai fatto dei due personaggi e diventare volgarmente profana, ma io ho pensato a una coppia di amanti sudamericani e per questo chiedo pietà e venia all’intero mondo. Avevo due vicini di casa, sottolineo amabili e veramente persone bellissime, che me li ricordano tanto. Tutto il resto è una genialata concentrata in poche, ma efficaci parole. Un modo, il tuo, di affrontare una tematica attuale, in maniera un po’ scanzonata. Mi è proprio piaciuto.
Come sempre, Cristiana, hai una grandissimo capacità di interpretare le cose.. allora, ho avuto la tentazione di esaltare ‘l’amicizia’ tra i due, ma ho pensato, appunto, che scivolasse nello sconveniente.. grazie ancora per il tuo commento 😉
Sono arrivata io a toglierti la patata bollente dalle mani 🙂
“Questa ultima ipotesi gli piacque particolarmente”
potentissima questa👏
Grazie Dea.. personalmente odio ogni guerra, di qualunque bandiera
forse sarebbe stato meglio ambientarlo a Gaza e cambiare la connotazione religiosa degli sparatori di missili.
Grazie per la lettura.. purtroppo, la platea dei guerrafondai è molto vasta
Ehi, potentissimo! Bravo furioz, molto ben scritto. Mi è piaciuto.
Grazie mille, Giancarlo.. immaginavo il tuo consenso.. e apprezzo molto i tuoi lunghi vagabondaggi in distopici domani.. i miei sono brevi, alla Fredric Brown..
Ho adorato Assurdo Universo… mi hai fatto venire voglia di rileggerlo!
Grande idea, lettura e azione in sincronia, a tempo reale.
Grazie per il commento.. spero, in verità, che tutte le guerre finiscano al più presto.. il mondo è pieno di ferite, ormai
“Ancora, pensò José, è la quarta o quinta volta, dall’inizio dell’anno.”
😂
Ho pensato a ‘Pierino e il lupo’.. dopo un po’ di minacce fasulle le difese si attenuano.. o no?