Mordecai

Serie: L'idiota


In un circo itinerante, Tom cerca il suo posto tra artisti eccentrici. Figlio del direttore, vive di routine finché s'innamora di una misteriosa ragazza. Questo sentimento innesca eventi che sfidano le tradizioni del circo e il destino di Tom.

“La Folle è nella Compagnia da quando sono in questo mondo; la conosco da sempre. Come te, non conosco altra vita che…”

Così Mordecai rispondeva sempre alle domande di Tom sulla vecchia. Tom, un nerboruto capo Maori autonominatosi tale, aveva un’origine misteriosa. Trovato tra le funi di una nave baleniera di ritorno dal Pacifico, la sua discendenza polinesiana era indiscussa. Tuttavia, come fosse finito su quella nave rimaneva un enigma. L’equipaggio, considerandolo un cattivo presagio, voleva sbarazzarsene, ma il prete di bordo lo protesse fino al primo porto sudamericano. Lì, Mordecai passò di mano in mano: prima affidato a un mercante, poi venduto a un commerciante di “merci esotiche”, e infine acquistato da un rabbino. Quest’ultimo sosteneva di voler verificare se, in un’epoca così peccaminosa, Dio avrebbe fermato la mano omicida di uno dei suoi figli. Il rabbino finì per affezionarsi al piccolo, lo chiamò Mordecai e lo educò nella fede ebraica, pur ricordandogli costantemente che non poteva essere pienamente ebreo, data l’incertezza sulle origini di sua madre. Nel vuoto identitario causato dalla sua travagliata infanzia, Mordecai si aggrappò all’unica certezza della sua storia:

“Sono un Maori, un capo Maori.”

Decise quindi di lasciare il rabbino per esplorare il mondo, obiettivo che lo portò a unirsi alla Compagnia. Tutto ciò avvenne entro il suo decimo anno d’età. All’epoca, il Direttore del circo era il nonno di Tom, mentre il padre era coetaneo di Mordecai, che divenne per lui come un fratello. Per Tom, quindi, il capo Maori assunse il ruolo di zio, l’unica figura a mostrargli vero affetto. Mordecai era il suo punto di riferimento, lo ascoltava e lo sosteneva nei momenti difficili. Fu lui a rivelargli ciò che rendeva la Folle unica: la follia.

“Come la prendo la follia, Mordecai?” chiedeva Tom.

“Uhm… non lo so precisamente, ma dicono che quando ci s’innamora non si è più tanto se stessi…” rispondeva Mordecai.

“Ma non ci vuole una ragazza per innamorarsi?”

“Indubbiamente… consulterò la Cabbala.”

Quando Mordecai menzionava la Cabbala, Tom capiva subito che la sua domanda era così importante da richiedere la saggezza di un testo antichissimo. Il rabbino che aveva cresciuto Mordecai, uno dei più importanti cabalisti sefarditi del suo tempo, lo aveva iniziato ai segreti della Cabbala durante la sua educazione ebraica. Era convinto che se esistesse un modo per rendere Mordecai autenticamente ebreo, si sarebbe potuto trovare solo in quel libro. Il problema sorse quando Mordecai, per abbracciare la sua identità di capo Maori, iniziò a interpretare la Cabbala in modo eclettico e personale. Inventò nuovi significati, rituali e gesti, sostenendo che fossero rigorosamente Maori.

“Il rituale che ci serve in questo caso, Tom” disse Mordecai, scrutando il ragazzo negli occhi per assicurarsi di avere la sua attenzione, “è una prova difficile. Secondo gli Spiriti dei Numeri, l’unica maniera possibile è che tu cucini mentre una folle sta spalando letame.”

Tom si sentì spaesato. Non poteva essere possibile. Da alcuni giorni la Folle non cucinava più la cena. Invece, cominciava a correre, si allontanava dalla Compagnia e tornava con delle erbe che dava agli elefanti. Inizialmente l’addestratore si era indispettito, ma era rimasto a distanza. La vecchia zingara lo spaventava:

“Strega molto potente” diceva.

Tuttavia, dopo che i suoi elefanti ebbero mangiato le erbe della Vecchia, i loro escrementi non puzzavano più. Lo stupore dell’addestratore crebbe ancora quando si rese conto che la Gitana spalava il letame con certosina precisione. Tom lo scoprì presentandosi con il forcone nel tendone e trovandolo già pulito. La cena quel giorno era una zuppa di cavoli: non un piatto difficile. Tom riuscì a cucinarla, confermando che la Cabbala Maori di Mordecai avesse ragione.

“Mordecai, tu sai che è successo proprio oggi quello che hai appena detto?” chiese Tom stupito.

“In tal caso, presto arriverà la tua ragazza” rispose Mordecai, pensando tra sé che forse, dopotutto, questa storia della Cabbala Maori avesse un senso.

Serie: L'idiota


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