
Mosca, Red Light District – Parte II
Serie: Dònna s. f. [lat. dŏmĭna «signora, padrona», lat. volg. dŏmna].
- Episodio 1: Mosca, Red Light District – Parte I
- Episodio 2: Mosca, Red Light District – Parte II
STAGIONE 1
«Spero tu sia una che le sa mantenere, le promesse.»
Iniziò a sbatterle il suo vigoroso membro sulla testa, per poi tirarle i capelli in modo da alzargliela e strofinarglielo sul viso. Lei, ubbidiente, glielo baciò, delicata, e poi lo prese in bocca.
Sapeva che sarebbe stato un modo per renderlo distratto, indifeso.
Ormai sarà passata una trentina di minuti, devo tenerlo buono ancora per poco, rifletté. E così fece, finché due ragazze aprirono silenziosamente la porta dell’appartamento nel quale si trovavano, con un passe-partout. L’uomo, inerme, godeva, in piedi a occhi semi chiusi mentre la ragazza continuava a farlo impazzire con la sua bocca.
Un primo proiettile lo raggiunse sul braccio sinistro, un secondo nella spalla opposta..
Il colpo lo fece arretrare, mezzo metro, dove altri spari lo colpirono alle gambe ed alcuni sull’addome.
Riverso a terra, cercò di trascinarsi verso il coltello poco distante ma senza successo.
Una delle ragazze lo aveva già raggiunto, schiacciandogli con lo stiletto il dorso dalla mano e canzonandolo con un «hai visto, casanova? Pensavi che sarebbe filato tutto liscio, vero? Povero…» e raccolse la lama, lanciandola verso la partner. Questa se ne servì per slegare Monique, visibilmente provata ma altrettanto lucida, e si toccò i polsi accarezzando il segno lasciato dalle corde. Poi il suo sguardo cambiò, e disse loro «Ragazze… lo sapete, lui…è mio…! Se volete potete aiutarmi ad immobilizzarlo, ma poi vi voglio fuori! Non tollererò che il ricordo di come verrà smembrato questo esemplare di carne da macello, vi perseguiti. La vista delle sue interiora, i suoi soffocati rantolii e gli occhi sbarrati in preda al desiderio di morire quanto prima, potrebbero tormentarvi a vita…» avvicinandosi all’uomo. E una delle due, la più bassottina, rispose che non importava. Che ormai erano lì, anche se arrivate in ritardo e non se ne sarebbero andate senza finire il lavoro, poi l’altra, la bionda, esordì:
«lo sai che siamo una cosa sola, Alexandra» chiamandola con il suo vero nome, toccandole i capelli.
Accarezzò la sua guancia e la baciò in bocca, abbracciandola, per poi voltarsi verso l’uomo sanguinante, che si contorceva sulla pelosa ed ormai cremisi moquette panna. Gli sparò un colpo sulla coscia, mancando di poco la femorale e questo urlò. «Maledette puttane, oh, vi ucciderò tutte, vedrete, eccome se vi uccid…» non terminò nemmeno la parola, Alexandra gli spaccò le labbra con l’impugnatura del coltello facendole cadere qualche dente.
Passarono ore, a divertirsi con lui. Tenendolo in vita più che potessero, facendolo soffrire nei modi più inimmaginabili.
Loro erano realmente una cosa sola, quel mondo fatto di lussuria, peccato, vizi e perversioni era la loro vita e nessuno, poteva permettersi di togliergliela, o farle del male. Nonostante la clientela fosse altamente selezionata, purtroppo poteva sempre capitare qualche fuori di testa ed in quel preciso caso la colpa fu di Nikolai, si.
Per via di una sua mera vendetta personale, corse il rischio di far finire male una delle ragazze, sarebbe per questo stato il prossimo a pagare. Trovarono il suo indirizzo, e come prima cosa gli venne recapitato un pacco anonimo, una specie di avvertimento. E fu lì che lo vide, per la prima volta, l’insanguinato membro dell’amico Dusko assieme ad una piccola lettera, molto chiara:
“Se non lasci la città entro ventiquattro ore, questa è la fine che farai anche tu! Baci, Almaz Ladies®”
Serie: Dònna s. f. [lat. dŏmĭna «signora, padrona», lat. volg. dŏmna].
- Episodio 1: Mosca, Red Light District – Parte I
- Episodio 2: Mosca, Red Light District – Parte II
Un finale molto potente, supportato da immagini esplicite e crude.
Bravo!
Come al solito, molto lieto di trovare un tuo commento anche in questa nuova serie di racconti autoconclusivi.
Dai, son felice di averti coinvolto e incuriosito! Un grande saluto
Episodio molto intenso, lo devo ammettere. Complimenti Loris!! 👏👏
E ancora grazie, Alfredo! In quest’altra serie ho voluto mettere appositamente al centro il mondo femminile e tutto ciò che ne concerne, in questo episodio diviso in due parti volevo restituire la giustizia in un mondo dove ahimè sfruttamento, stupro e cose terribili come queste sono spesso all’ordine del giorno.
Ciao, volevo farti i complimenti per il tuo modo di scrivere, è davvero coinvolgente: mi sono imbattuta in questa serie per caso e ho subito trovato pane per i miei denti. Spero di poter leggere presto un prossimo episodio, intanto ho lasciato un segnalibro.
Grazie per aver condiviso questi primi episodi, continua così!
Benvenuto! Innanzitutto sono molto contento di aver coinvolto qualcuno con i miei scritti, inoltre hai anche lasciato un segno del tuo passaggio qui perciò lo sono ancora di più! Posso ben dire che uno degli obiettivi della mia scrittura è far sì che la storia possa essere plausibile, a prescindere dall’argomento e/o dalla tematica che affronta. Che possa essere reale, in modo che più persone ci si possano in un modo o nell’altro ritrovare, percependone l’effettiva realtà insita in ogni sua riga. Questa serie è fresca, freschissima, ogni racconto sarà autoconclusivo e la Donna con tutto quello che può rappresentare, ne è il perno principale. Ringraziandoti ancora per aver letto e commentato, io stesso mi ritrovo a mettere un segnalibro nei tuoi perché già dalle prime righe mi attirano! A presto