Non sono un eroe
Serie: Narzole Untold
- Episodio 1: Lezione di volo
- Episodio 2: Maledetta pala
- Episodio 3: Una radice particolare
- Episodio 4: La nuova verità
- Episodio 5: La vecchia maga
- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
STAGIONE 1
L’ultima cosa che Kire vide fu una rapida nuvola incandascente, gialla, arancione e nera, uscire velocemente dal portone verde; spalancando violentemente le ante in legno. Poi si trasformò in una morbida bolla di nero e denso fumo, che iniziò a sollevarsi verso l’alto acquistando velocità. Al suo passaggio lasciava un alone color pece sulle superfici, i bordi del portone sembravano circondati da mascara sbiadito che si allungava verso l’alto. Sulla soglia, ad un passo dalla luce candida del cielo, quattro cadaveri carbonizzati giacevano sul pavimento.
«Basta così… ho capito» disse mesto Kire ritraendo la mano da quella di Sigismonda.
«Troverai spesso storie di sofferenza fra le anime senza pace, ma non averne paura» lo consolò la maga.
Kire se ne stava immobile con lo sguardo verso il basso, dal ritmo del respiro e dall’umidità degli occhi sembrava fosse sul punto di piangere. Dopo qualche secondo Sigismonda gli accarezzò la guancia con dolcezza, portando la mano sotto il suo mento e alzandogli il viso delicatamente. Kire fu stupito dal gesto, specialmente perchè a farlo era Sigismonda.
«Ragazzo, incontrerai molte sfide sul tuo cammino, quelle più difficili saranno sempre quelle che riguarderanno questo» poi la maga indicò il centro del petto del ragazzo. Kire seguì la direzione del dito di Sigismonda con gli occhi, fino a guardarsi lo sterno. Solo dopo capì.
«Ho bisogno di un po’ di tempo per sistemarmi i pensieri. Cristo! Mi avete sconvolto la vita…» disse con tono stanco il ragazzo.
«Tutto quello che vuoi. Ricordati che non ti avremmo scelto se non ti avessimo ritenuto all’altezza» cercò di rassicurarlo Sigismonda.
«Sì, lo so» le rispose Kire, con un tentativo maldestro e nemmeno troppo riuscito di sorriso.
«Prima di andare dal fantasma riposati un po’, da provati non si fa mai dei bei lavori» poi Sigismonda ricambiò il sorriso, anche questo di scarsa qualità.
«Vado… ci rivedremo quando avrò novità.»
***
Kire parcheggiò la macchina nel grosso nonché vuoto parcheggio, scese e varcò il solenne ingresso del cimitero. Sfilò, sicuro, fra le file di tombe e mausolei privati, fino ad imboccare una di quelle viuzze costeggiate da ossari in pietra e marmo tipiche dei cimiteri. Mentre camminava passava a rassegna le foto dei sepolti, fino a fermarsi davanti a quella che stava cercando. Strinse l’amuleto con forza, voleva farlo, nonostante la profonda paura.
Distolse lo sguardo dalla foto quando quel viso iniziò a resuscitare ricordi dolci ed amari.
Trasse un grosso respiro e agganciò l’amuleto sul cuore, ma prima chiuse gli occhi. Li riaprì piano piano e, con grande stupore, vide che non c’era nulla di anomalo. Si sarebbe aspettato un esercito di spiriti e fantasmi, ma invece nulla. Poi ripensò al discorso dei vincoli e si diede dello stupido per non aver capito che, in realtà, nessun’anima tormentata avrebbe motivo di rimanere nel cimitero in cui l’hanno seppellita. È un luogo in cui si passa pochissimo tempo della vita e, tendenzialmente, non succede mai nulla di significativo. Per questo motivo, contrariamente a quello che vanno spacciando i sedicenti cacciatori di fantasmi del web, i cimiteri sono fra i luoghi artificiali meno infestati. La cosa più paranormale che vide fu il fumo vaporoso nero, che aveva visto nella bottega di Sigismonda, uscire da una strana statuetta con tentacoli posta davanti ad un ossario qualche metro più avanti.
Kire riportò l’amuleto sulla pancia sospirando. “Meglio così, sarebbe stato troppo sgravo altrimenti” pensò Kire fra l’esser sollevato ed il deluso.
Sospirò sommessamente, per la prima volta da quando tutto era iniziato poteva starsene un po’ da solo in tranquillità. “Non penso di farcela, non sono un eroe; dopo tutto, appena preso questo…” si prese in mano l’amuleto e lo guardò “…ho solo pensato a rivedere i miei nonni, non di certo a salvare il mondo.”
Una lacrima sgorgò da un occhio e scese, lenta come una lumaca, lungo la guancia lasciando una scia bagnata sul tragitto.
Kire rimase un po’ con i suoi pensieri, poi si asciugò il viso con il dorso della mano e se ne andò dal cimitero.
Arrivato nel parcheggio vide un uomo che guardava con fare incuriosito ed analitico la sua macchina. Kire si mise appoggiato allo stipite del cancello, cercando di essere naturale ma allo stesso tempo nascosto. Sfilò il cellulare dalla tasca e, simulando la scrittura di un messaggio, fece qualche foto all’uomo. Era di statura normale e ben vestito con un abito nerissimo, non riusciva a vederlo in volto perché stava osservando l’auto dandogli le spalle.
Dopo qualche minuto sembrò soddisfatto dell’analisi e si girò, rivelando che stava fumando una sigaretta. Un altro uomo, vestito identico a lui lo chiamò da un posto auto vicino al muro perimetrale del parcheggio.
“Quindi siete della stessa squadra” pensò Kire malizioso e intrigato mentre ricominciava a scattare foto a raffica con il cellulare.
«Ehi Fabio, ci hanno chiamati, dobbiamo andare» il secondo chiamò quello con la sigaretta.
«Arrivo» rispose il secondo, poi si tolse la sigaretta dalla bocca e lanciò a terra.
«Ha qualche annetto ‘sta macchina ma continua a piacermi» disse indicando l’auto di Kire con il pollice sopra la spalla per indicarla.
“Bella scusa…” pensò Kire “…però ti do ragione amico: è una gran bella macchina”.
«Allora perché non cambi quel rottame che hai?» disse il secondo scherzosamente salendo su una lunga auto verniciata con un elegante e sobrio grigio.
«Lo sai…» disse il fumatore aprendo la portiera «…la mia devo farla pedalare ancora un po’ prima di cambiarla» concluse sedendosi e chiudendo la portiera.
“Quanto dura questa pantomima?” si chiese Kire divertito. Quella vicenda gli aveva donato di nuovo il suo tipico vigore e buon umore.
La lunga macchina grigia si accese ed iniziò a muoversi, quando passò davanti a Kire il ragazzo si sentì un cretino. “Pompe funebri ‘Spartano & Vacca’… ecco perché erano vestiti uguali, sono un coglione paranoico” pensò Kire cancellando tutte le foto dei presunti stalker che, in realtà, altro non erano che becchini in pausa. “Quindi questa faccenda mi sta pure facendo diventare paranoico… perfetto” pensò ancora mettendo via il cellulare. Poi prese la macchina e se ne andò.
Quello di cui non si accorse Kire fu della banalissima quanto insospettabile macchina azzurra che lo seguì dal parcheggio del cimitero fino a metà tragitto.
Serie: Narzole Untold
- Episodio 1: Lezione di volo
- Episodio 2: Maledetta pala
- Episodio 3: Una radice particolare
- Episodio 4: La nuova verità
- Episodio 5: La vecchia maga
- Episodio 6: Le fate
- Episodio 7: Allora esistono
- Episodio 8: L’amuleto mediatore
- Episodio 9: La storia degli spiriti
- Episodio 10: Non sono un eroe
“Pompe funebri ‘Spartano & Vacca’” è fantastico! 😅
Un bell’episodio, che, alla fine, introduce un elemento di rottura o di disturbo: sono curiosissimo di scoprire chi è questo inseguitore con l’auto blu!
Ti sei fatto attendere questa volta. 😁👌
Ciao Giuseppe, “Spartano & Vacca” è la storpiatura goliardica di una famosa pompa funebre della mia città. Come ogni altro elemento di questa saga, fa tutto riferimento a luoghi e cose reali, pertanto cerco di giocare con i nomi per rendere l’identità camuffata seppur riconducibile.
Vero, sono stato latitante e mi scuso, purtroppo è stato un periodo un po’ pieno; ma continuo a segnarmi dee e a coltivare questa saga alla quale mi sto affezionando veramente molto.
Piccolo spoiler per scusarmi, occhio alla macchina blu nei prossimi episodi perché potrebbe essere molto meno normale di tante altre cose. 😉