Nostra Signora del Mare

Serie: Ai confini della Mappa


Da qualche parte, nel Mare al di là del mare, c’è una città. Sta su un’isola dov’è sempre notte -accenna un chiarore all’orizzonte, dovunque lo si guardi; lascia intendere un’alba imminente fra le tenebre in mezzo al cielo, laddove fiammeggia una luna splendende che brilla sempre dalla cima inarrivabile della Torre d’Avorio.

La bella Signora che vi abita le stanze, la conobbero solo gli audaci chiamati per nome dalle apparizioni di lei nei sogni e nelle realtà distorte dei Mari dell’Est, dove ogni cosa può accadere -ma molti furono i chiamati e ancor meno gli arrivati.

Per tutti i Filibustieri ch’erano a conoscenza di quei segreti, Lei era “Nostra Signora del Mare”: legavano le cime delle vele pregandola; mandavano a memoria intere poesie che ripetevano nelle tempeste per trovare scampo, legavano i Suoi simboli sulle spade e sulle pistole.

Le prime navi che si avventurarono oltre il tempo e le canzoni in quegli oceani perduti, l’avvistarono tardi e vi naufragarono quasi per fortuna, proprio come piace agli incidenti di rivelarsi delle benedizioni: nel dolore scoprirono la cura alla Maledizione.

La navi incastrate negli scogli e sulle spiagge rimasero lì; all’inizio qualcuno vi accese una candela sulle schegge dei corrimani, sulle finestre rotte, sui cannoni e per terra da tutte le parti. Poi quelle candele diventarono centinaia fra ponti e ponti, tra assi e assi di nave in nave, risalendo la collina in Piazza Tesoro: cascava dal cielo una continua pioggia di petali a benedire la Pozza ch’era cominciata a zampillare un giorno ai piedi della Torre. Divenne presto una vasca, dove gli storpi s’immergevano per guarire, i fantasmi e i non morti ritrovavano chi il corpo, chi il cuore; certi trasformarono la gamba di legno in una bottiglia di rum per brindare al miracolo della gamba ricresciuta.

Al seguito di Capitan José Maria c’erano tutti i suoi compari. Avevano in cuore gli stessi sentimenti che hanno i bambini nelle grandi feste di paese, dove non conoscono strade né persone, non si annoiano mai e si perdono nella speranza continua di un mistero che si deve compiere.

Nelle giravolte della città, una colomba volò da un timone su un ponte balcone giù in strada dietro un vicoletto;

Desto, il più sveglio fra i compari e maestro d’armi e rischio, la vide e la seguì, e nessuno lo rivide più.

Serie: Ai confini della Mappa


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