
Notte d’estate
Era un caldo pomeriggio d’estate, o per meglio dire afoso e dalla finestra della stanza nella quale Annie si trovava poteva ammirare il mare, splendido e calmo, talmente calmo da sembrare una tavola da surf. Sulla scrivania i suoi migliori amici attendevano solo che ne scegliesse uno con il quale aspettare il tramonto da ammirare sulla spiaggia. Sembrava quasi che litigassero per chi dovesse capitare tra le sue mani. Insomma, pareva tutto perfetto: solitudine, libri e il mare a due passi, l’unico ostacolo era il caldo.
“Quasi quasi vi porto tutti con me sulla spiaggia e scelgo lì con chi iniziare”, pensò guardando i libri sulla scrivania e raccogliendo i capelli in una coda per cercare un po’ di sollievo dall’afa. Entusiasta stava riunendo il mucchio di libri in un grande abbraccio per uscire quando qualcuno bussò alla porta.
“Oh signore e adesso chi diavolo è?” si chiese scocciata. Gettò i libri sul tavolo, si diresse alla porta e scocciata l’aprì. Lo sbuffo le si smorzò tra le labbra quando si ritrovò di fronte lui, il suo amico.
“Beh, mi fai entrare?” chiese ad Annie, rimasta impalata sulla soglia.
“Ah si, scusa” rispose, pensando tra sé e sé “certo che sei davvero stupida!”
“Che combini di bello?”
“Mah, niente di che, stavo andando in spiaggia a leggere un po’, poi sei arrivato tu…”
“E ti ho guastato i piani… capisco…” le disse in tono canzonatorio.
“Ma no, che dici…” gli rispose, a metà tra l’imbarazzo e un lieve senso di colpa. “Che ci fai da queste parti? Non ci si sente da parecchio…”
“Niente, sono di passaggio, dovevo sbrigare delle commissioni e visto che ho finito prima del previsto ho pensato di venire a trovarti per scambiare due chiacchiere. Ho sbagliato momento? Vuoi che me ne vada?”
“No no, che scherzi? Prendo qualcosa di fresco da bere e ci facciamo due chiacchiere.”
Prese due limonate ghiacciate, tornò nella stanza e cominciarono a parlare del più e del meno affacciati alla finestra.
In una breve pausa tra una chiacchiera e una risata arrivò la sera. Annie se ne accorse soltanto quando vide splendere in alto nel cielo la luna piena, rossa come il sangue, che rifletteva la sua immagine nell’immenso specchio oscuro del mare calmo.
Stanca di stare in piedi propose di sedersi sul divano.
“Finalmente seduta! Mi fanno male le gambe a furia di stare in piedi! Adoro questo divano, l’acquisto migliore di sempre, è comodissimo.”
Era un divano di pelle nero, grande, imponente.
“Sì sì, di comodo è comodo, ma io lo sono di più” disse il suo amico, afferrandole un polso per tirarla a sè, facendola accomodare sulle sue gambe.
Con una mano le teneva il braccio mentre con l’altra le afferrava delicatamente la coda per scostarla da un lato in modo da poterle sussurrare all’orecchio “Allora, sono più comodo io?”
Annie era immobile, paralizzata, non riusciva a parlare, a malapena era in grado di respirare. Non sapeva se sentirsi spaventata, imbarazzata, eccitata… “Magari se sto buona e zitta finisce tutto e sarà come se nulla sia mai accaduto….” Pensò, mentre lui continuava a baciarle l’orecchio per poi scendere sul collo…. “Oh mamma…” era l’unica cosa che fosse in grado di pensare in quel momento e l’assordante martellare del suo cuore che sembrava dovesse schizzarle fuori dal petto era l’unico rumore a lei chiaro e nitido, oltre al suo affanno.
Nonostante continuasse a pensare che presto sarebbe tutto finito Annie si ritrovò, con grande sorpresa, a scoprire che in realtà sperava che la fine non arrivasse mai… E infatti non giunse… Chiuse gli occhi e si lasciò trasportare dal tocco di quelle grandi mani delicate che la accarezzavano dappertutto e dai baci che dal collo scendevano lungo tutta la schiena, scoprendo solo in quel momento che la maglietta le era stata sfilata.
Ad un certo punto, con un movimento brusco che la riscosse violentemente da quella eccitante pace, la fece girare mettendola cavalcioni su di lui a fissarlo negli occhi. In quel momento un forte imbarazzo la pervase, facendola arrossire. Non sapeva se dire qualcosa o scappare via. Prima che potesse scegliere tra le due opzioni le afferrò il volto tra le mani e la baciò. Fu dapprima un bacio dolce, delicato, gentile, per poi aumentare pian piano d’intensità. Ad un certo punto tutto cambiò. Fu come un’esplosione: Annie gli strappò la camicia di dosso, lui le afferrò la coda tra le mani, tirandola per inclinarle indietro la testa e darle quei famosi baci sul collo che ormai aveva ben capito quanto le piacevano e la eccitavano… Delicatamente con le mani le accarezzava la schiena mentre con la lingua scendeva dal collo verso i seni, soffermandosi a stuzzicarli un po’. Da quel momento in poi fu il caos. I vestiti volarono via e iniziarono a muoversi piano ma allo stesso tempo con violenza. Sul più bello, la sollevò per stenderla sul divano, in un secondo le fu sopra e nuovamente Annie si perse tra l’imbarazzo, il piacere e la stretta del suo forte abbraccio. Raggiunsero insieme l’apice del piacere rimanendo poi così, uno sopra l’altro, cercando di riprendere fiato, ascoltando il dolce suono del mare che fino a quel momento sembrava non esistere più. E proprio col rumore delle onde del mare che poi Annie aprì gli occhi, scoprendo con meraviglia che, in realtà, si trattava solo di un sogno….
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Ciao Anna, lo ammetto, non è proprio il mio genere, ma ho apprezzato l’intensità dal punto di vista emozionale, il cambio di ritmo improvviso, quella leggera brezza poetica e il finale spiazzante. Mi sono imbattuto per caso in questo libriCK, e l’ho apprezzato, narrazione piacevole, semplice e delicata. Una bella scoperta! Un caro saluto?!
Wow, grazie mille!☺️
La struttura è semplice e ben costruita.
Il tema attuale e lo stile fluido.
Idea di base buona, personalizzandola
potrebbe essere un buon incipit per una storia di libri, sogni e sentimenti.