
Notti insonni
Serie: Embolie di un separato
- Episodio 1: Il gatto della mia vicina
- Episodio 2: Il ciuccio & Babbo Natale
- Episodio 3: Mi devi dire di no
- Episodio 4: Notti insonni
- Episodio 5: La comitiva
- Episodio 6: Da cosa ho capito che sarebbe finita
- Episodio 7: Il coraggio delle tre di notte
- Episodio 8: Stefano non c’è più
- Episodio 9: Il viaggio
- Episodio 10: La paura non fa sempre novanta
STAGIONE 1
Succedeva che ogni volta che mi mettevo a dormire, la sera, non riuscivo mai a prendere sonno facilmente. Mi capita ancora adesso, che sono grande, ma da piccolo era un vero dramma. Non ho mai detto niente a nessuno, la cosa me la sono sempre tenuta per me. Poteva accadere che rimanessi sveglio per delle ore, prima di crollare. Il buio e il silenzio della notte accendevano quello che la luce e i rumori del giorno spegnevano. Non so come spiegarlo. Una roba del genere. Solo una cosa mi ricordo, di quel periodo e di quelle nottate passate in bianco. Mi ricordo l’estate, quando andavamo tutti al mare. I miei, da giugno ad agosto, prendevamo in affitto una casetta di una cinquantina di metri quadrati, per farci fare le vacanze. Eravamo in cinque in famiglia: mia madre, mio padre, mio fratello, mia sorella ed io. Non era una reggia, ma io ci ho passato dei giorni meravigliosi. Con noi veniva sempre una nonna, la mamma di mia madre. Lei era parecchio anziana. Questa nonna me la ricordo perché stava sempre a leggere. Si portava dietro una valigia con dentro quattro vestiti in croce e tutto il resto lo riempiva coi libri. Andavamo in spiaggia, si metteva sotto l’ombrellone e leggeva. Risalivamo a casa e, dopo le docce, si metteva a leggere. Dopo pranzo, leggeva. Il pomeriggio, pure. La sera, anche. Sul comodino, aveva una torre fatta di tanti libri affastellati in maniera talmente irregolare e precaria che sembrava crollasse da un momento all’altro, come i piatti di plastica che si mettevano uno su l’altro la domenica, durante i pranzi storici con tutta la parentela. Ecco, io mi ricordo che avevo il letto accanto al suo. Praticamente, dormivamo vicini. Quando mi mettevo giù, lei aspettava un po’, forse era l’unica che lo aveva capito quale fosse il mio problema, e poi si girava verso di me. Spegneva la piccola abat-jour che avevo accanto, mi prendeva la mano e dolcemente mi sussurrava all’orecchio delle parole che facevano una musica strana, ma bella. Io ero piccolo. E dopo un po’, regolarmente, mi addormentavo. Ho sempre creduto che quelle parole fossero le parole di chissà quale preghiera. Solo dopo, crescendo, ho scoperto che, in realtà, erano poesie. Mia nonna mi faceva addormentare con le poesie. Quelle poesie che ancora oggi ricordo a perfezione. Purtroppo, morì qualche anno dopo. Non era una credente, in chiesa non ci andava mai, a differenza nostra, che guai a non andarci la domenica, ma che scherziamo. Però, una cosa, grazie a lei, penso di averla imparata, che una preghiera e una poesia, in fondo, sono la stessa cosa.
Serie: Embolie di un separato
- Episodio 1: Il gatto della mia vicina
- Episodio 2: Il ciuccio & Babbo Natale
- Episodio 3: Mi devi dire di no
- Episodio 4: Notti insonni
- Episodio 5: La comitiva
- Episodio 6: Da cosa ho capito che sarebbe finita
- Episodio 7: Il coraggio delle tre di notte
- Episodio 8: Stefano non c’è più
- Episodio 9: Il viaggio
- Episodio 10: La paura non fa sempre novanta
“Però, una cosa, grazie a lei, penso di averla imparata, che una preghiera e una poesia, in fondo, sono la stessa cosa.”
Ma quanto mi è piaciuto questo episodio! Un dolcissimo, piccolo gioiello. Non saprei dire se più un quadro o una poesia esso stesso. Inoltre, scritto veramente bene. Bravissimo
Grazia di cuore, veramente, Cristiana per le tue bellissime parole!!!
Un finale dolcissimo, come è giusto che sia per una storia sull’infanzia e su una nonna.
Molto bravo!
Grazie mille Melania per le tue bellissime parole!
Notti insonni e La comitiva sono due pezzi molto dolci. Hai un ampio spettro e, a quanto appare, molte cose da dire.
Cara Francesca, ti ringrazio di cuore per le tue parole. Mi ha molto colpito il tuo commento e ne sono lusingato. Ma soprattutto mi ha colpito il concetto di ‘dolce’ e di ‘ampio spettro’. Potresti darmi maggiori informazioni a riguardo, te ne sarei molto grato. Grazie anticipatamente.