Nudità

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Un duello è una sfida, con regole precise e rigorose, tra uno sfidante offeso e uno sfidato insultante. In genere le motivazioni erano soprattutto legate all'onore o alla gelosia. Il triello invece credo sia un gioco di una discutibile trasmissione televisiva...

La chiave di quello scontro era la maledetta scimmietta deforme e inquietante. Se solo riuscisse ad allontanarla o rinchiuderla da qualche parte in modo da troncare l’enorme flusso di mana, avrebbe di sicuro ribaltato il risultato finale. 
Vania lo sapeva benissimo.

«Otto, sei pronto?» Melanippe mosse appena la spalla su cui era appollaiato il lemure.
«Certo! Io riparo, cioè, io voglio aggiustare tutti i danni di Mele, così posso avere sempre la mia razione, il mio cibo. Con Otto, Mele sarà sempre in salute, pimpante e scattante, sì?» Il primate passò da una spalla all’altra muovendo la testa in evidenti cenni affermativi.

«Ingrid, devi capire che arrendermi e morire non è proprio una scelta allettante. Preferisco tentare di sopravvivere, combattendo finché posso, magari riesco anche  a scamparla…» Vania si concentrò sull’involucro invisibile che ricopriva il corpo della Spaccaossa, il lemure aveva la fastidiosa tendenza a resistere a tutto.
Melanippe colpì il manto stradale con entrambi i pugni corazzati con le giunture accese di un bel rosso vivo. L’asfalto aveva abbozzato un’onda liquida circolare, si era spaccato, scoprendo gli strati sottostanti di conglomerato bituminoso. La crepa stava avanzando con eccezionale rapidità in direzione della strega delle tempeste, che si preparò a contrastare l’attacco. Nell’istante in cui Nadille elaborava la sua contromossa, la strega muscolosa con un lampo si materializzò davanti all’avversaria mirando, con tutta la sua incredibile forza, al petto dell’avversaria con un diretto poderoso.

Nadille d’istinto riuscì a chiudere appena in tempo le braccia a protezione del torace. Il colpo ebbe lo stesso effetto di un’auto lanciata ad alta velocità che travolge in pieno il pedone senza neanche frenare.
Le braccia si spezzarono, ulna e radio vennero polverizzati nell’urto, il contraccolpo fratturò anche lo sterno della bellissima strega delle tempeste, che volò indietro, urtando con la schiena e la nuca il muro del palazzo.
Un milione di stelle colorate riempirono la visuale della vittima che ricadde in ginocchio stordita con le movenze di una bambola di pezza bagnata.
La crepa del terreno la raggiunse mentre un bolo di sangue le colava sulla maglia chiara, rovinando la bella fantasia floreale.
Il pavimento del marciapiede si sollevò formando due muri composti di asfalto e detriti di terreno, questi si chiusero violentemente sul corpo inerte della maga tramortita, il rumore prodotto fu simile ad un piccolo schioppo, seguito dal rumore di pietrisco e sassolini rotolanti.
I guanti di Melanippe si colorarono di un viola quasi funereo, mentre lentamente si avvicinava a quel cumulo di terra da cui spuntava una testa di capelli scuri luccicanti di sangue che indicavano la presenza di un essere umano ferito e sepolto.
«La tua guarigione è più lenta della mia, non ti darò il tempo di riprenderti… Questo sarà l’ultimo pugno, mia splendida avversaria. Mi sono divertita, lo devo ammett—»

Una ragazzina scese dal cielo fluttuando dolcemente come ad osservare meglio quella scena di morte. Poteva avere tredici o quattordici anni, non di più.
La Spaccaossa la stava osservando con una espressione perplessa e carica di curiosità.
La piccola poggiò i piedi guardando prima il palazzo e poi il cumulo di terreno farcito con una ragazza mora moribonda. Si girò verso la montagna di muscoli che stava per concederle un compassionevole colpo di grazia.
Era poco più di una bambina, completamente nuda e con un’espressione truce e quasi sdegnata. I suoi capelli erano tanto ricci da rimanere sollevati formando un voluminoso casco tondeggiante e il loro colore era di un nero innaturale, una tinta farlocca, ma altresì inquietante.
«Wer zum Teufel bist du?» La Spaccaossa lo chiese con un tono infastidito e minaccioso.
«Ich bin der Todesengel, gekommen, um euch mein ewiges Talent zu zeigen
La ragazzina rispose invece con una dolcezza
disarmante…
Il cuore di Melanippe ebbe un piccolo sussulto di angoscia. Otto grugniva e si lamentava agitandosi scompostamente.
Poi la strega culturista perse il senso dell’orientamento e anche quello dell’equilibrio, cadendo a terra senza neanche accorgersene.
Stupita, si mise subito a sedere, pensando che Vainilla le avesse causato più danni del previsto, ma non era così: spostando lo sguardo si rese conto che le mancavano entrambe le gambe, dal ginocchio in giù, erano state tagliate di netto, doveva aver usato una lama magica talmente sottile e affilata da non averle causato alcuna sensazione di dolore, Otto si era già attivato con la cura automatica e il sangue aveva smesso di fuoriuscire pulsando dai due monconi e la carne aveva già iniziato a ricrescere con una buona velocità.

Cercò gli arti tagliati, ma non riuscì a individuarli, sulla strada e sul marciapiede solo pietre e frammenti d’asfalto, pensò che fossero finiti sotto una delle auto parcheggiate, ma poco importava.

Colpì con forza l’asfalto dissestato con i suoi magli colorati di arancione, una cupola formata dal materiale stradale si chiuse sulla testa della ragazzina nuda, ripeté per tre, quattro volte quello stesso incantesimo, creando una matrioska semisferica fatta d’asfalto, porfido e calcestruzzo. Cercò di rimettersi in piedi, incerta su dei muscoli nuovi di zecca, i piedi nudi dolevano sui detriti spigolosi.

A grandi passi si diresse verso il cumulo con la bella strega sepolta. La curò con l’incantesimo migliore che aveva. Otto stava facendo gli straordinari, fortunatamente i lemuri si potevano permettere una tale mole di lavoro senza preoccuparsi di svenire per lo sforzo eccessivo.

«Perché?» Nadille sollevò la testa facendo rotolare piccole e grandi pietruzze, i suoi occhi blu zaffiro risaltavano in quel guazzabuglio di capelli e detriti.

«Eine größere Gefahr … eine tödliche Gefahr. Mi occorre tua mano.»
Ingrid guardava altrove. Guardava dietro di sé, in direzione di una grossa cupola che una volta era una strada.

«Wer ist hier? Noch eine Hexe? Certo che ti aiuto, ma poi ti ammazzo.»
La strega dei fulmini si sollevò dalle macerie che la ricoprivano, tastandosi le braccia per appurarne la solidità, richiamò nuovamente il suo incantesimo di comprensione universale.

«Non ho mai visto questa strega, ma ho avuto l’impressione che il suo potere fosse innaturale, perverso. Indossava una specie di parrucca ridicola…»

«La strega nera! Quella è Matilda.» Nadille aveva un’espressione vicina al panico.
«Sìssì. Ho paura che la strega dei fulmini abbia ragione, Mele…» Otto sembrava aver ripreso un minimo di controllo.

Continua...

Serie: Wiccats.


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