
Nuvoloso a tratti
Serie: L'angolo di Sandra
- Episodio 1: Libri e bugie
- Episodio 2: Sfumature di rosa
- Episodio 3: Kleenex e matite colorate
- Episodio 4: Pensieri a colori
- Episodio 5: Tutti i giorni tutti i giorni tutti i giorni
- Episodio 6: Novità al cinema
- Episodio 7: Nuvoloso a tratti
- Episodio 8: Sandra
STAGIONE 1
“Ho deciso che non voglio avere più niente a che fare con Amedeo!” è Maria che parla, sdraiata sul divano del mio studio, si sta tormentando una ciocca di capelli ricci neri.
“Oh come mai?” mi scappa così, poco professionale a farci caso.
“Mi ha intravista l’altro giorno fuori da una discoteca, era con un’altra e mi ha ignorata. Non stiamo insieme perché trattarmi così? Per cui ho cancellato il suo numero e ho smesso di seguirlo su tutti i social. Basta tagliamo tutti i ponti, mi sono stufata.”
“Ma magari non se n’è accorto, sa spesso si guarda nel vuoto e non si realizza…”
“No no, gli sono andata praticamente davanti, alla fine l’ho proprio salutato e lui serafico non si è scomposto, mi ha chiesto solo se entravo anche io in discoteca.”
“Allora mi sembra un ottima scelta quella di tagliare i ponti con lui, mi piacciono le scelte decise, credo siano in grado di aprire nuove strade.” approfondiamo questa presa di potere, poi proviamo a capire dove potrebbe conoscere qualcuno di nuovo, finché Maria se ne esce dicendo..
“Si ma adesso che faccio? Non ha più senso pensare a lui, se non fantasticare di incontrarlo mentre sono insieme ad un figaccione per farlo morire d’invidia, per cui come riempio il tempo che passavo a pensarlo?”
Mi sembra un’ottima domanda, molti non si rendono conto di quanto tempo perdono a pensare alla persona sbagliata o ad un problema che gli crea ansia.
“Ha fatto un’osservazione molto sincera e lucida, io suggerisco di trovare un progetto, qualcosa che l’appassioni.” vedo la faccia stranita della mia paziente, ok non mi sono spiegata bene oggi non va.., forse non va mai, aspetta non devo distrarmi “Le faccio un esempio: ho un balcone e voglio fare un orto pensile, per cui passerò il tempo a decidere quali piante mettere, dove disporle, come irrigarle, insomma nella pausa caffè al lavoro invece che pensare a lui che non mi vuole mi metterò a fare uno schizzo sul mio prossimo balcone, farò i calcoli per risparmiare sugli acquisti ecc.”
“E’ il mio prossimo compito cercare un progetto quindi?”
“Esatto! Può anche immaginarlo come il suo primo progetto: trovare un progetto!” finisco con una nota troppo alta per una battuta che non ha fatto ridere nessuno.
Dovrei trovarmi un progetto anche io, il tipo del cinema si è rivelato un pazzo. Siamo usciti una sera a cena, abbiamo parlato bene, era simpatico e poi era molto carino. E’ molto carino, tecnicamente non è ancora morto. Comunque, a fine sera ci salutiamo davanti alla porta, con un bacio sulla guancia un po’ troppo vicino alle labbra. Salgo le scale di marmo del mio palazzo, sentendomi leggera e serena come non mi capitava da un sacco di tempo, che vita di merda in effetti ultimamente… con la mano seguivo dolcemente il corrimano, stavo giusto pensando a quanto fosse intrigante, anche il modo in cui ci siamo conosciuti sarebbe stato divertente da raccontare agli amici. Ero quasi arrivata al mio piano quando iniziai a sentire dei rumori nell’appartamento di Nives, probabilmente stava spostando di nuovo i mobili. O meglio il letto. Arrivata davanti alla mia porta un Bip Bip mi avvisa di un nuovo messaggio sul cellulare, è Lui:
– Bellissima serata, da ripetere, però ti devo avvertire, sono un tipo strano, di solito allontano le persone quando mi accorgo che mi piacciono. –
“CHE CAVOLO DI MESSAGGIO E!!!???” la mia affermazione risuona nel palazzo silenzioso, a parte i rumori ritmici prodotti da Nives e compagno. Faccio un respiro enorme, poi rispondo:
– Ok, tranquillo, vediamo come va. Buona notte. – lasciamogli i suoi spazi, magari è solo un po’ spaventato. Il giorno dopo ci sentiamo molte volte via chat, finché:
– Sai Sandra mi piaci molto, mi piace parlare con te come non mi succedeva da un sacco di tempo, però te lo devo dire è un periodo particolare per me, sono un po’ incasinato, in effetti non sto cercando storie. – Ma questo che diavolo vuole????? Perché mi cerchi allora!? Altro respirone profondo.
– Beh neanche io, in fondo ero solo andata al cinema –
Dai l’ho messa sul simpatico no? Evidentemente no, visto che ci mette due giorni a rispondere, una risposta che però fa intravedere un po’ di sole:
– Ma alla fine ti era piaciuto il film? Perché se vuoi possiamo tornare a vederlo. Ti sei persa l’inizio per colpa mia. – e ricominciamo a parlare, ma poi nel primo pomeriggio c’è un improvviso rovescio temporalesco:
– Comunque non credo che possiamo andare avanti con questi presupposti. –
– Perché?? – quasi quasi gli giro i contatti di uno psicologo del mio studio, ha bisogno di uno bravo.
– Mi sembra che tu ti stia affezionando e non voglio questo, te l’ho già detto. Meglio se non ci sentiamo più. –
“Secondo me si è trovato una che glie l’ha data subito senza fiatare” questa è Nives, che mi accarezza la testa mentre siamo sul mio divano “Non è possibile un cambio così repentino, forse pensava che facendo lo splendido saresti stata subito pronta a infilarti nel suo letto e invece tu sei antiquata e banale e volevi anche conoscerlo!” sta scherzando per tirarmi su dimorale, ma neanche il secondo Magnum al doppio cioccolato, accompagnato dalla vodka ghiacciata alla fragola è in grado di riempire il vuoto e la sensazione di solitudine che mi attanaglia in questo momento.
“Perché li faccio sempre scappare??”
“Ma questo non è scappato, questo non è neanche mai arrivato!”
“Magari ci sarei dovuta andare a letto la prima sera, poi così magari da cosa nasceva cosa…”
“Noo questo non è il tipo da: da cosa nasce cosa.”
“Beh almeno avrei tolto qualche ragnatela là sotto..”
“Questo è un altro discorso..”
“Ma tu dove hai trovato il tuo poliziotto?”
“Non te l’ho mai raccontato?”
No. Ma lo farà un’altra volta, perché a quel punto si era fatto molto tardi e l’indomani, cioè oggi, Maria era segnata alle 9:00, e già sapevo che avrei avuto gli occhi gonfi, era meglio esser sicura di aver dormito abbastanza per essere in grado di fare una frase di senso computo. Coimputo. Compiuto.
Serie: L'angolo di Sandra
- Episodio 1: Libri e bugie
- Episodio 2: Sfumature di rosa
- Episodio 3: Kleenex e matite colorate
- Episodio 4: Pensieri a colori
- Episodio 5: Tutti i giorni tutti i giorni tutti i giorni
- Episodio 6: Novità al cinema
- Episodio 7: Nuvoloso a tratti
- Episodio 8: Sandra
Un finale interessante che conclude questa serie che mi ha molto colpito.Spero di leggere altro di tuo.
Grazie per i complimenti, è buffo però perché in verità non è un finale, cosa te l’ha fatto pensare?
🙂 Grazie davvero.
particolare e piacevole