
Odio il calcio
«Dottore, ho un problema.»
«Si calmi Signor……Signor..»
«Fabius P. Dottore, Fabius P. .»
«Si calmi Sig. Fabius P., mi dica tutto, ma prima si accomodi sul lettino. Ecco, così, faccia un bel respiro profondo e mi racconti tutto, sono qua per ascoltarla.»
«Dottore ho un problema: penso di non essere normale, mi sento diverso, almeno così lo pensano tanti uomini.»
«Butti fuori il rospo, se è un problema d’identità sessuale non si deve preoccupare, sa quanti personaggi famosi hanno fatto coming out; e se ne freghi di quello che pensa e scrive il generale iccannaV.»
«Ma cosa ha capito! Mi sento diverso, non perché la pensi diversamente dal generale Vannacci, perché non sopporto il calcio.»
«Mi faccia capire, lei ha forse dei calcoli?»
«Calcoli!»
«Se è questo il problema eviti acque ricche di calcio.»
«Ma Dottore, cosa c’entrano le acque minerali, io odio il calcio! Ha capito Dottore! Odio il calcio giocato. Sa, quel gioco dove dieci uomini da una parte e dieci dall’altra corrono per novanta minuti in un campo per buttare una palla in rete a calci, da non credere.»
«Veramente sono in undici per squadra.»
«Non contavo il giocatore con i guantoni che non corre mai, che al massimo si butta per rubare la palla dai piedi dell’avversario, rischiando pure la pelle. La vedo perplesso Dottore, è grave?»
«È la prima volta che mi capita un caso come il suo; ho curato molti uomini ammalati di calcio, calcio dipendenti per capirci, che non potevano farne a meno, ma un caso del genere è davvero sorprendente, uomini che odiano il calcio non ne conosco, uomini che odiano le donne purtroppo sì; la sua è una patologia rara.»
«Ci sono speranze, potrò mai convivere serenamente con il calcio dottore?»
«Non si disperi, io sono un serio professionista, non scappo davanti ai casi difficili. Anzi, il suo caso mi incuriosisce molto. Mi racconti i motivi per cui ha iniziato a odiare il calcio. Si confessi, sono tutt’orecchie.»
«Non saprei da dove iniziare Dottore.»
«Abbiamo tutto il tempo! Lei non segue il calcio alla TV?»
«No, io lo precedo, cambio canale prima.»
«Neanche le partite di coppa le interessano?»
«Ma chi se ne frega delle coppe, l’unica coppa che ambisco è la coppa del nonno, altro che goal, scende in gola che è un piacere.»
«Cos’è la coppa del nonno, un trofeo per pensionati?»
«Bravo Dottore, vedo che ha il senso dell’umorismo, la capisco sa. Deve essere dura dover ascoltare ogni giorno qualcuno con qualche rotella fuori posto.»
«È il mio mestiere, ci sono abituato.»
«Dottore, a me girano le palle quando sento parlare sempre del Dio pallone; se ne parla troppo, dal lunedì alla domenica come un mantra, come fosse l’unica ragione di vita. Per molti il calcio è diventato una droga, e come tutte le droghe molti ne sono dipendenti. Non sopporto che le notizie calcistiche abbiano lo stesso rilievo di ben altre per importanza e dignità, un telegiornale non dovrebbe metterle in prima pagina perché così si stravolge la scala dei valori. Negli ultimi anni ho maturato un profondo senso di avversione per il mondo del calcio tanto da detestarlo.»
«Devo ammettere, lei ha un bel coraggio, lei ha proprio le palle. Non per giocare, per andare contro corrente.»
«Il Dio pallone è un Dio terribile, pretende sacrifici umani e devozione assoluta. Odio questo calcio, e soprattutto quello che ci gira intorno: una montagna di soldi, d’interessi, di speculazioni, di malaffare, di piattaforme televisive, di bilanci truccati, di tasse evase e di delinquenti.»
«Veramente si chiamano ultras.»
«Macché ultras! Non si ha il coraggio di chiamarli con il loro vero nome, sono solo dei de-lin-quen-ti incalliti, o se proprio vogliamo, chiamiamoli delinquenti ultras considerando ultras un aggravante perché i reati che vengono commessi non hanno giustificazioni, i motivi sono sempre futili; lo sport dovrebbe unire, non dividere, e tanto meno istigare alla violenza. I delinquenti ultras sono quasi tutti schedati dalle forze dell’ordine. Queste orde di nuovi barbari vengono scortate nelle trasferte alla stregua dei trasporti eccezionali, quando invece sono solo dei fenomeni da baraccone. Come se carabinieri e polizia non avessero altro da fare che farsi sbeffeggiare. Soffro nel vederli derisi. Che lavoro ingrato il loro.»
«E allora lei che soluzione adotterebbe?»
«Il daspo a vita al primo episodio di violenza. Poi, per gli irriducibili delinquenti ultras recidivi, il carcere da scontare in cella in compagnia di altri delinquenti ultras di squadre avversarie, così avrebbero tutto il tempo per regolare vecchi conti in sospeso in un luogo protetto, dove non poter fare danni, agli altri beninteso.»
«Si è mai chiesto perché vengono chiamati ultras?»
«Immagino sia l’abbreviazione di ultrastr…. ultrastrani; non è l’aggettivo qualificativo che ho in mente in verità, è che non voglio abbassarmi al loro livello, livello così basso che potrei non rialzarmi, ma solo per un problema di schiena.»
«Purtroppo caro Sig. Fabius, questo è oggi il mondo del calcio, un mondo nel pallone, ne ha anche la forma a ben vedere.»
«Sento nelle sue parole un po’ di sconforto; meglio, così le sarà più facile comprendere il disagio che provo. Dico sempre che è ora di dare un calcio a questo calcio. Sono passati i tempi quand’era uno sport pulito, era un’altra era, oggi il vile denaro l’ha sporcato rendendolo irriconoscibile, trasformando i giocatori in mercenari pronti a trasferirsi armi e bagagli in capo al mondo, tanto è forte e inebriante il profumo dei milioni. Com’era il detto, pecunia non olet? Olet, olet, eccome se olet!»
«Le partite non la emozionano?»
«Sono noiose; minuti che passano senza che succeda niente, rimpalli casuali, meline insopportabili quando il risultato è stato raggiunto, giochi di rimessa e quant’altro; stare novanta minuti in uno stadio freddo d’inverno per assistere a uno squallido zero a zero è qualcosa di sconfortante. Per non parlare del comportamento dei tifosi che in questa bolgia senza regole si sentono autorizzati a coprire d’insulti gli avversari e quel disgraziato dell’arbitro, non saprei come definire altrimenti chi volontariamente accetta quel ruolo, che sia masochista? Lo stadio è un casino, lei porterebbe suo figlio in un casino? Io no. I casini sono stati chiusi mentre gli stadi sono aperti a tutti, danno uno spettacolo indecente, dovrebbe essere vietati ai minori di diciotto anni.»
«Ha qualche suggerimento per rendere le partite meno noiose?»
«Ho un’ideona: sostituire ogni quarto d’ora il portiere a rotazione con un altro giocatore tra quelli in campo, così le occasione da goal aumenterebbero.»
«È mai stato tifoso, ha mai avuto una squadra del cuore?»
«No.Il tifo è una malattia contagiosa. L’ammalato di tifo dovrebbe essere isolato in un centro infettivo specializzato e curato adeguatamente. Ci vorrebbe un vaccino ad hoc; già me li vedo i tifosi che protestano in corteo con i soliti no vax e i delinquenti ultras. Se un tempo tifare la squadra di casa aveva senso perché i giocatori provenivano da vivai locali, ora non lo ha più perché sono tutti mercenari del pallone. Sono merce da comprare e vendere al calcio mercato. Perché fischiarli quando passano di squadra, si sono solo venduti al miglior offerente. Da oggetto di adorazione al disprezzo più bieco il passo è breve; se sono di colore poi i cori razzisti non mancano mai.»
«Ma non la entusiasma vedere un goal?»
«Non mi fa alcun effetto, è solo un pallone finito in rete.»
«Legge i giornali sportivi?»
«Se il calcio giocato non mi diverte tutto il resto è noia. Il calcio parlato è insopportabile, gli allenatori fanno sempre le stesse considerazioni: dobbiamo entrare in campo per vincere – perché c’è qualcuno che entra in campo per perdere? -, questa partita va giocata fino all’ultimo minuto – vorrei vedere il contrario -, non dobbiamo sottovalutare gli avversari – mi pare ovvio -, è tutto un copia incolla soporifero.»
«Mi sta descrivendo un mondo immondo quello del calcio.»
«Immodo è la parola giusta. È immondo coprire di milioni i calciatori, ancor di più quando le società sono in rosso. Trovo odioso che l’erario conceda dilazioni di pagamento decennali per tasse evase; che vendano i giocatori, valgono milioni o no? E se poi falliscono peggio per loro, potevano amministrarle con maggiore diligenza.»
«Vedo che ne ha per tutti.»
«Ah! Dimenticavo il calcio scommesse. Una porcata Dottore, per usare un’espressione cara all’Onorevole Calderoli. Tifosi che si rovinano, calciatori che si vendono, delinquenti che si arrichiscono: che schifo!»
«Mamma mia! Si calmi la prego!»
«Come vuole che mi calmi Dottore! Mi vogliono far passare anche per un cretino, ha presente DAZN?»
«Come no! Sono abbonato a DAZoN.»
«Allora perché dice DAZoN quando sta scritto DAZN?»
«Perché lo pubblicizzano così alla TV.»
«Si sono inventati una “O” nel mezzo e lei non batte ciglio?»
«Ha ragione, ci sono cascato anch’io.»
«Dottore mi scusi lo sfogo, adesso mi sento meglio.»
«Molto bene, per oggi abbiamo finito Sig. Fabius P. Sono 1.200 euro.»
«1.200 euro! Ma è un furto Dottore.»
«È il minimo Sig. Fabius P. L’ho ascoltata senza battere ciglio, ho incassato stoicamente la sua reprimenda, non l’ho mai interrotta. È stato difficile, molto difficile, perché io sono uno dei tanti idioti che vivono per il calcio, amano la loro squadra, sventolano il bandierone e, e….. adesso se ne vada! Vada via! VADA VIA! C’è la Champion su DAZoN.
ALÉ OH OH, SENZA PALLONE COME SI PUÒ VIVER NON LO SO, ALÉ OH OH!»
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Non avrei saputo esprimere meglio il concetto. In realtà non amo lo sport in generale, ma l’ambaradan che ruota attorno al calcio (forse perché in Italia è lo sport più conosciuto) mi lascia sgomenta. Per iniziare a riportare il tutto “con i piedi per terra”, non sarebbe male iniziare a pagare ogni calciatore con il salario dovuto ai metalmeccanici.
Siamo poche voci fuori dal coro, però ben intonate. Purtroppo il calcio cannibalizza tutti gli altri sport. I tifosi dovrebbero aprire un po’ gli occhi, e perché no, scioperare per un mese per vedere, lo dico con le parole di Jannacci, l’effetto che fa.
Bravo Fabius, ancora una volta. Hai fatto bene a fare coming out (uno dei tuoi tanti che, ho notato, ultimamente riempiono in maniera piacevole le pagine di Open). Ottimo l’espediente dello sportello d’ascolto perché sdraiati su un comodo lettino, le cose escono meglio e complete. Mi piace molto quando ti togli i sassolini dalla scarpa. Magari si può non essere d’accordo con te, non si può però negare che le tue tesi siano confutate con le prove dei fatti e sempre in maniera eccellente. Io, per mia parte modestissima, solitamente mi trovo d’accordo con te.
Adesso mi servirà la scorta come Saviano. Il re calcio è nudo, inutile negarlo. Purtroppo siamo ostaggio degli estremisti del calcio con i quali ogni discussione è inutile. Hanno sporcato anche il calcio giovanile. Siamo messi male, molto male, anche senza Messi.
Direi che meriti un grandissimo applauso, Fabius.
Personalmente, non sono mai stato un fan sfegatato, però mi piaceva seguire le partite, i risultati e quel dannato fantacalcio a scuola.
Crescendo, invece, mi sono allontanato sempre di più da quel mondo aberrante. Hai assolutamente ragione quando scrivi che non ha senso tifare per la squadra della propria città se non c’è nemmeno un giocatore che sia nato o cresciuto lì.
E poi il giro di danaro…. Vabbè, mettiamoci un velo pietoso!
Nota a margine: giusto per completare la tua analisi, vorrei porre all’attenzione il caso della nazionale del Qatar. Ebbene, purtroppo, e sottolineo purtroppo, ha vinto (nuovamente) la Coppa d’Asia il mese scorso contro la bravissima Giordania, la quale ha disputato un torneo bellissimo, facendo sempre delle belle partite, condite da gol veramente da applausi. Lo ammetto, ho seguito il torneo, dato che era trasmesso in chiaro, in via ufficiale, da Onefootball, un’app/piattaforma dedicata al calcio, e non avevo mai avuto modo di vederlo in vita mia.
Dunque, la partita finale, Qatar-Giordania, è stata un mesto e patetico teatrino. Il Qatar ha vinto 3-1 grazie a ben 3 rigori inesistenti! La Giordania, invece, aveva fatto un grandissimo gol, come al solito.
Questo per dire che quel rifiuto umano (passatemi questo gergo di bassa lega) tutto imbellettato con i turbanti, che assisteva lassù in tribuna, sapeva sicuramente già quello che sarebbe stato il risultato finale.
Ma la cosa triste è che i loro soldi non sono guadagnati dal duro lavoro, ma sono soldi sporchi del sangue di milioni di vite che ogni giorno muoiono tanto nei loro cantieri e nelle loro raffinerie quanto nel resto per malattie incurabili causate dai combustibili fossili.
E il mondo, nel frattempo, muore…
* nel resto del mondo.
Mi sarò fatto tanti nemici, per fortuna non sono il solo che non ne può più dei tanti esaltati del calcio. È uno sport che fagocita tutti gli altri. Purtroppo finché gireranno tanti soldi non ci sono speranze per un cambiamento.
Gli Italiani popolo di eroi, poeti famosi e navigatori? O tifosi e calciatori?
Comunque sia… Sempre pizza, spaghetti e… pecorino. Sardo, romano o… cinese?
Se è un popolo di tifosi e calciatori come direbbe Gaber “io non mi sento italiano”.
oltre ai complimenti per lo stile e il ritmo accattivanti, esprimo la più sincera solidarietà col punto di vista del tuo personaggio. Abbondanza di calcio implica carenza di fosforo.
È un personaggio che ha le mie stesse idee, che non ne può più del calcio, di questa Sfera Ebbasta! Per dirla alla rapper.
“, gli allenatori fanno sempre le stesse considerazioni:”
Hai trascurato la più grossa: “la palla è rotonda”!
Gli allenatori hanno la testa quadrata.
Carissimo Fabius, vedo che questa sera hai voluto dar prova, direi magistrale, delle tue poliedriche abilità, del tuo eclettismo, della tua estensione spettrale, della tua capacità di giocare a tutto campo, di verticalizzare dall’area di rigore.
Abbandonando quindi la tua abituale vis comica, con la quale tante volte ci hai stroncato dalle risate, sei passato al più rigoroso horror alla Stephen King, descrivendo con un livello di dettaglio che definirei straordinario la sindrome atroce che mi tormenta ormai da quasi cinquant’anni.
Grazie, Fabius, ora per me sarà più facile fare coming out.
IO, Sì, IO ODIO IL CALCIO. LO ODIO.
Ti ringrazio per non avermi odiato. Per fortuna non sono il solo ad aver fatto coming out .