Orecchini
Mamma mi dice sempre di controllare gli orecchini.
Sono chiusi gli orecchini.
Non rompere mamma.
Non se ne andranno.
Non cadranno.
Non li perderò.
Sì, ho già perso quel paio che tu e papà mi regalaste.
Sì è vero, abbiamo passato una giornata a rastrellare la palestra della scuola ma niente.
Non abbiamo trovato niente.
Non li perderò.
Non cadranno mamma.
Non ti preoccupare.
Li controllo, gli orecchini.
Sono responsabile. So il valore delle cose. So quanto lavorate. Lo fate per me. Quando ti dico che lavori per non guardarmi negli occhi mento perché tu mi continui a dire che lo fai per me.
Ti devo credere.
Sono obbligata a farlo.
Se non lo facessi, tu non saresti una buona mamma e io non una buona figlia.
Ci stanno bene questi ruoli, mamma?
Li facciamo bene?
Io quando mi dici di controllare gli orecchini lo faccio.
Ogni cinque minuti mi porto la mano al lobo e c’è una frazione di secondo in cui non ho ancora potuto accertarmi se ci siano o meno ed è lì, che mi sento di deluderti. Finché non tocco l’anellino posso deluderti. La sento la tua voce, il tuo grido, le tue accuse.
Ma io faccio il mio meglio, li controllo, mi controllo e mi accerto che sia tutto apposto, che siano tutti apposto.
Faccio del mio meglio e tu questo non lo sai.
Magari fai anche tu il tuo meglio e io questo non lo so.
Vivo aspettando il momento in cui tu mi guarderai negli occhi.
Non mi merito forse il tuo sguardo?
Sto costruendo una vita che spero ti aggradi.
Sto costruendo una persona, una personalità che spero ti soddisfi.
Faccio del mio meglio mamma.
Lo fai anche tu.
Ne sono sicura.
Non è possibile che questo sia il tuo meglio.
Il nostro meglio.
Possiamo essere meglio di così?
Pensaci mamma.
Ti aspetto.
Sono qui per essere una figlia per te.
Tu ci sei per essere una mamma?
Ho controllato bene.
Ci sono gli orecchini.
Non si sono persi.
Non sono caduti.
Io sì.
Oggi non ti deludo.
Domani non so.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
In alcuni momenti della vita, fra madre e figlia sembra si parli lingue differenti. Chissà cosa pensa davvero la mamma del tuo racconto, forse dentro di sé ha molta paura e reagisce nell’unico modo che conosce per non perdere l’equilibrio. La giovane protagonista narrante è di già una persona completa, unica: non si può imparare senza sbagliare. Hai espresso bene lo stacco necessario per entrare nell’età adulta, la paura del distacco che però deve diventare evoluzione. Sì, non ci saranno più una referente assoluta e una bambina, ma due donne in grado di rapportarsi con rispetto ed amore. É un rapporto che vale la pena esplorare a cuore aperto.
Cara Alessia, rendi benissimo l’angoscia di questa relazione incestuosa mamma-figlia, di questo cordone ombelicale mai tagliato. Auguro alla figlia di perdere quegli orecchini, di trovare finalmente il coraggio di deludere la mamma. Bel racconto narrato con maestria, che mi lascia con un profondo senso di oppressione.