Ozio

2101

La realtà virtuale e l’intelligenza artificiale dominano il mondo. Non lavora quasi più nessuno, i lavori manuali vengono svolti da robot collegati in rete, come la maggior parte dei compiti di ufficio svolti prima da un operatore umano. Qualcuno coltiva degli hobby, ma la maggior parte, circa l’80% della popolazione mondiale, fa uso di stupefacenti. Avevano ragione i latini quando dicevano che l’ozio è il padre dei vizi.

Finalmente anche in Italia, dopo molte lotte, fu approvata dal parlamento la legge per decriminalizzare la nazione. L’Italia fu l’ultimo Paese ad approvare questa legge, diventando quasi un paradiso per la criminalità. Si faceva spesso la battuta che in Italia non ci fossero più italiani, ma solo criminali.

«Guardate la fine dell’Italia! La fine della libertà! La fine del mondo!» a parlare era Gianfranco, un disoccupato in sovrappeso che stava bevendo il suo caffè al bar come ogni mattina appena sveglio «Questa è l’ultima barriera per incatenarci, ora saremo schiavi pure in Italia» al bar tutti erano d’accordo con Gianfranco: diventava legge il processo alle intenzioni.

«Avvocato, ma lei che ne pensa? È costituzionale sta cosa?» l’avvocato Laterza, seduto al tavolino con un caffè e un cornetto, a queste parole, si fece una grossa risata.

«Ma quale costituzione? Quella a cui abbiamo rinunciato quando abbiamo adottato tutti quella europea? Sono d’accordo con te, il mondo finisce oggi, per tutti.»

«Lei è ancora in attività…»

«Per poco» l’avvocato lo interruppe parlando veloce fra un boccone e l’altro.

«Che farà ora che arriveranno i primi clienti che violeranno questa legge?»

L’avvocato sollevò lo sguardo sopra gli occhiali: «Meglio non pensarci.»

Gianfranco rimase qualche attimo interdetto, poi un brivido gli attraversò la schiena nello stesso istante in cui dal televisore il presidente della repubblica cominciò a parlare annunciando l’introduzione della legge e dei nuovi reati: «Viene introdotto il reato di pensare l’omicidio, viene introdotto il reato di pensare di compiere violenza sessuale, viene introdotto il reato di pensare di rubare…»

«Avvocato, ma come fanno a sapere se uno l’ha pensato?»

«Gianfranco ti illudi che il microchip che hai in testa serva solo per accedere alla realtà virtuale, non siamo più liberi da molto tempo.»

«Non è violazione della privacy?»

«Tu parli di dieci anni fa, quando l’hanno praticamente eliminata.»

«E non si può togliere in qualche modo?»

«E chi ti farebbe un’operazione al cervello in modo illegale? Lascia perdere, non pensarci, potresti finire dentro da oggi in poi.»

«Allora è la fine veramente!» Gianfranco si fermò un attimo a pensare «E che dire dei sogni?»

L’avvocato Laterza finì di bere il suo caffè, si alzò e si avvicinò al bancone dov’era Gianfranco: «È arrivata una circolare a tutti gli avvocati d’Italia ieri. Sui sogni saranno un po’ più permissivi, ma sopprimeranno presto quelli illegali per via telematica.»

«Era qua che volevano arrivare! Comunque abbiamo lottato bene anche se abbiamo perso.»

L’avvocato ordinò un bicchiere d’acqua, lo sorseggiò mentre il presidente si apprestava a finire il suo elenco: «Forse non è la fine. La vita continua e chissà cosa ci riserva il futuro.»

«Sì avvocato, ma noi saremo tutti morti se e quando ci sarà una rivoluzione.»

«Ma la dobbiamo preparare.»

«E come? Senza pensarci?»

«Già, non ci avevo pensato.»

«Meglio così, avvocato. Statti bene, io me ne vado di nuovo a dormire.»

Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Complimenti Domenico per questo racconto che forse è più una riflessione sulla piega che la società sta prendendo. Molte espressioni che hai usato mi hanno colpita, più di tutte quella sul finale ‘come preparare una rivoluzione senza pensarci?’ Il pensiero è nostro e non ci può essere tolto. I pensieri sono nostri.

    1. Mi spaventa questa cosa di avere un’anima perché temo che, se un giorno l’intelligenza artificiale arriverà a riflettere su se stessa, potrei rendermi conto che forse non esiste e quello che chiamiamo anima forse è solo l’autocoscienza

  2. per fortuna nel 2101 non ci sarò. Io sono piena di cattive intenzioni…
    Bello e raccontato con agilità e intelligenza.

  3. Bravo Domenico, ben scritto e ben organizzato. L’idea del chip che rileva le intenzioni, contrabbando prima come chip di interfaccia per la realtà virtuale, è tremendamente verosimile. Per così tanti motivi che non c’è spazio per elencarli.
    Centratissimo.