Arriva la cavalleria

Serie: Agenzia Sullivan & Soci


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Se c’è una cosa che odio è la puzza di Morte: non ti ci abitui mai davvero, nemmeno al centesimo cadavere che trovi lì, in attesa che qualcuno sveli il mistero degli ultimi istanti passati nel mondo dei vivi. Erano trascorsi solo pochi minuti da quando quella maledetta porta era stata aperta da Liam ma parevano millenni nella mia testa. Avevo dovuto chiamare Sullivan e intimare al proprietario del condominio di non mettere un piede all’interno di quella che era diventata, a tutti gli effetti, una rottura di coglioni cosmica. Chi aveva inviato quelle lettere minatorie aveva deciso di passare dalle parole ai fatti, ora restava solo da comprendere chi potesse essere.

“Ha un pacchetto di sigarette? Sono disposto a pagarlo” dissi appena dopo aver attaccato il telefono, l’uomo alzò lo sguardo costernato.

“No, non fumo, non mi piace la puzza del tabacco” non aveva mai smesso di grattarsi la testa, camminava avanti e indietro davanti all’uscio, come se questo potesse aiutarci ad uscire dal disastro nel quale eravamo stati risucchiati, nostro malgrado.

“Un whisky, qualcosa da bere?” la gola era diventata un deserto infuocato, avevo bisogno di placare quel senso d’ansia che mi attanagliava le budella.

“Oh sì, quello ce l’ho, mi aspetti qui” sparì sulle scale, scendeva i gradini a due a due, forse il suo metodo per scaricare la tensione era quello, ad ogni modo avere fretta in una simile circostanza sarebbe stato da stupidi: i giochi erano fatti.

Nella solitudine i pensieri negativi si facevano strada come un serpente che strisciava inesorabile verso la preda ignara: ero stato io a farla uccidere? Avrei potuto risolvere il caso in poco più di ventiquattro ore oppure non c’era nulla da fare per una donna così sfortunata? Era stata assassinata proprio per la decisione di contattare degli investigatori privati? Nessuna di quelle questioni aveva una risposta sicura, continuavano a girare nella testa come bambini che giocano a nascondino. Mi stupii della mia stessa reazione, del resto avevo vissuto tanti casi simili e non avevo mai sofferto così, ogni omicidio è ingiusto ma questo lo percepivo come qualcosa di più, qualcosa di personale che dovevo risolvere il prima possibile. Quella donna non meritava una fine tanto miserabile: strangolata da una borsa, semi-nuda, forse anche abusata prima di lasciare questo mondo.

“Ecco qui, ne ho preparato due bicchieri, così le posso fare compagnia, si dice che bere da solo sia da traditori, no?” Liam abbozzò un sorriso talmente tirato che per un secondo pensai stesse per esplodergli la faccia, afferrai il bicchiere con un cenno di ringraziamento.

“Diavolo, è di ottima qualità” pareva quasi non bruciare nemmeno, un sapore incredibile che ti danzava sulla lingua prima di annebbiarti il cervello come un destro ben assestato.

“Sono appassionato di questo genere di alcolici, ne ho diversi, mi pare di capire che condividiamo questo “hobby”, chiamiamolo così.”

“Sì, sono più un tipo da Gin Tonic ma non disdegno qualcosa di più potente ogni tanto. Quando c’è qualcosa di difficile da mandare giù è meglio questo. Mi dica, da quanto tempo Mary Garrett viveva qui?” perché non sfruttare il momento per fare qualche domanda.

“All’incirca quattro anni, dovrei controllare meglio le carte che ho in casa ma penso sia un’idea abbastanza accurata.”

“Ha sempre pagato in tempo?”

“Sempre puntuale, su questo non posso proprio lamentarmi. Per il suo lavoro, poi, non si trovava spesso in casa, quindi non dava fastidio con rumori molesti o cose simili.”

“Ci sono stati inquilini negli appartamenti accanto in questo lasso di tempo?”

“No, purtroppo sono sfitti da molto, in pochi sono disposti ad abitare da queste parti, a meno che non siano davvero dei poco di buono” disse Liam mentre buttava giù l’ultimo sorso di whisky, aveva smesso di grattarsi la testa, un mezzo sorriso gli deformava il viso pallido.

“Ho visto dei ragazzi di sotto: avevano l’aria di essere membri di una qualche gang di strada, qualcosa di simile.”

“Oh, sì, immagino di aver capito a chi si sta riferendo: tanto fumo e poco arrosto, ma quel tanto che basta per infastidire chi potrebbe essere interessato ad un appartamento.”

“Perché Mary Garrett è capitata da queste parti, allora? Non mi pare il tipo di quartiere adatto ad una ragazza mingherlina che rientra alle sei del mattino con un po’ di alcool in corpo” anche io ero giunto al capolinea della bevuta, il temuto fondo del bicchiere ora se ne stava lì a prendere freddo e mi osservava paziente.

“A dir la verità l’idea è stata di Nadia, l’imprenditrice proprietaria del “Rising Star”, ci conosciamo da una vita e ha deciso di darmi una mano. Questo palazzo costa ogni anno di più e tenerlo in piedi sta diventando un’impresa titanica. Mi disse che la ragazza era tranquilla e avrebbe pagato sempre in tempo, fu una sorta di favore e io fui ben lieto di accoglierla. L’ho trattata come una figlia, ogni tanto le facevo trovare anche il pranzo quando la vedevo tornare alle dieci del mattino con le occhiaie di un panda” gli occhi dell’uomo si velarono di lacrime per qualche istante, poi distolse lo sguardo e si passò la mano sulle palpebre con un gesto secco.

“Capisco, qualcuno le ha mai dato fastidio?”

“No, non qui, almeno nessuno in mia presenza e Mary me l’avrebbe raccontato se fosse accaduto, mi diceva sempre tutto.”

Il campanello risuonò nel pianerottolo d’ingresso con il suo trillo stridulo, un vero piacere per la mia emicrania alcolica. Liam fece un cenno di scusa e scese le scale con i due bicchieri vuoti tra le mani, la porta si aprì e si richiuse in fretta, qualche secondo dopo fece la sua comparsa un Sullivan sudato e preoccupato.

“Sono venuto il più in fretta possibile: e ora chi cazzo ci paga?”

“Cristo, è morta una ragazza, dobbiamo pensare sempre ai soldi?”

“L’ultima volta che ho controllato non facevamo beneficenza, amico mio, quindi mi preoccupo. Da quanto tempo siete qui da soli?”

“Da un po’: ancora non siamo entrati.”

“Dovremmo chiamare Morello se non vogliamo troppe rotture di coglioni sulle spalle.”

“Diamo inizio alle danze” si stava per aprire un nuovo filone dell’indagine, e non saremo stati più soli.

Serie: Agenzia Sullivan & Soci


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