
Pensavo a te
Serie: Tra le luci del cielo
- Episodio 1: Pensavo a te
- Episodio 2: Il giardino segreto
- Episodio 3: Il grande picchio nero
- Episodio 4: Ricorda di contare le dita!
- Episodio 5: Salsicce al barbecue
- Episodio 6: Avantouinti
- Episodio 7: Il messaggio (ultimo episodio)
STAGIONE 1
Tu non mi conosci, e come potresti? Tra le innumerevoli luci del tuo cielo notturno, invisibile ai tuoi occhi, c’è il luogo in cui io vivo. Anzi, più precisamente, vivevo. Ma il tempo e lo spazio che ci separano non sono comunque tali da considerarti irraggiungibile. Posso provare ad indovinare molte cose sul tuo conto: so che a volte ti senti triste e osservi il cielo, proprio in questa direzione, chiedendoti se tutti i sacrifici che hai fatto e tutte le lacrime che hai versato, siano servite a qualcosa; se ci sia, in fondo, una spiegazione a questa follia chiamata “vita”. Altre volte, pieno di gioia, sei talmente rapito dai tuoi pensieri e progetti, che se un asteroide precipitasse puntando proprio alla tua testa, tu nemmeno te ne accorgeresti. Il tuo spirito danza da un estremo all’altro, sentendosi a volte potente e al centro di ogni cosa, altre volte insignificante e inutile. Come faccio a saperlo? Semplice: con molta probabilità, io e te siamo fatti della stessa sostanza, i nostri pensieri si somigliano. Non ci siamo mai incontrati e non ci incontreremo mai, ma voglio raccontarti questa storia per farti sapere che non sei solo e che i segreti più inconfessabili del tuo cuore, i tuoi dubbi, le tue fragilità, mi sono familiari. Anch’io ho versato lacrime guardando il cielo e oggi quelle lacrime le dedico a te, amico mio.
In questo momento, proprio mentre scrivo, la nostra stella, che chiamiamo “Sole”, è lì che splende alta e luminosa. Sta per concludersi un periodo che sopporto a fatica, freddo e buio, e finalmente le giornate iniziano ad allungarsi. Dovrei sentirmi felice, piena di energia, ma non è così. Sono malinconica, penso alla mia vita, al suo significato, alla notte, alle stelle… E mi sei venuto in mente tu. Non so come funzioni esattamente dalle tue parti, ma qui esistono delle regole non scritte e non dette (o quasi). Sì, insomma, oltre alla legge ufficiale che se trasgredita comporta delle conseguenze, ci sono alcune cose che la società, su questo pianeta, si aspetta da tutti i suoi abitanti. La vita umana è stata suddivisa in fasi e ogni fase ha i propri doveri. In sintesi: nascere, andare a scuola, conseguire un titolo di studio, trovare un buon lavoro, sposarsi, riprodursi, spingere i figli a riprodursi a loro volta, per poter ottenere dei nipoti, andare in pensione, morire. Ti starai chiedendo a quale di queste fasi sia giunta la tua amica. Direi che alla mia età dovrei trovarmi nella fase dei nipoti, poco prima della pensione, per intenderci. Ma (e qui viene il bello) non solo non avrò nipoti, dal momento che non ho avuto figli, ma non ho nemmeno un lavoro, quindi dovrò anche rinunciare all’idea di andare in pensione.
Tranquillo, non sono nei guai con la legge: come dicevo, si tratta di regole non scritte. Ma non per questo senza conseguenze. A volte, scherzando, mi definisco un “alieno” (senza offesa). Il fatto è che probabilmente sul tuo pianeta mi troverei meglio. O forse no, chissà… A volte penso anche a questo, guardando il cielo nella tua direzione.
La storia che ti ho promesso inizia appunto in quella buia porzione del cielo, così lontana da te, che è la mia casa. È il viaggio che mi ha condotto a quella che è ormai la seconda metà della mia vita. Scoprirai, ne sono certa, che abbiamo molte più cose in comune di quante potessimo immaginarne. E forse, di tanto in tanto, ti strapperò un sorriso, amico mio, questo è ciò che spero.
Poco tempo prima che io nascessi, il mio pianeta aveva vissuto il dramma di due grandi guerre. Se non conosci questa parola, guerra, puoi considerarti fortunato. E fortunata lo sono anch’io, essendo nata in tempo di pace. Però la guerra mi è stata comunque raccontata, più e più volte: dai miei insegnanti, ma anche dai miei nonni. Ho sempre avuto una specie di attrazione perversa, quasi come se conoscendo gli orrori della guerra, io potessi in qualche modo scongiurarli. Così ho letto decine di libri sull’argomento, ricercando proprio i dettagli più oscuri. La verità è che la guerra mi fa paura. Ma c’è qualcosa di ancora più macabro in tutta questa storia: la consapevolezza che tutto quel male e quell’odio e la capacità di danneggiare, persino uccidere, non mi sono estranei.
Non sono dei mostri ad aver fatto la guerra, ma persone comuni, persino banali. Ammetterlo è deprimente, ma in qualche modo anche liberatorio. Si tratta di quei segreti inconfessabili che fanno parte della natura umana.
C’è un mostro dentro di me. Lui dorme nel luogo più profondo della mia anima, quella è la sua tana. A volte i miei pensieri sono così rumorosi che rischio di svegliarlo, quindi cerco di fare silenzio. Li faccio passare, uno dopo l’altro, volteggiando sulla sua testa, con la massima attenzione. E lui continua a dormire. Purtroppo però, arriva sempre un momento in cui, nonostante tutte le precauzioni, un pensiero, di solito particolarmente doloroso, entra spalancando la porta: non in punta di piedi, ma facendosi sentire. Così il mostro si sveglia e a quel punto non c’è molto che io possa fare. Lui ringhia, graffia e morde qualunque cosa gli compaia davanti, senza riguardo per nessuno. Il mio mostro possiede anche dei poteri magici: riesce ad individuare il punto debole delle persone e con la sua lingua tagliente e velenosa colpisce proprio lì, con le parole più spregevoli, con l’unico scopo di ferire e uccidere.
Poi, sazio di odio, torna a dormire nella sua tana. E mi lascia lì da sola, piena di rimorsi per avergli permesso di svegliarsi.
Il mio mostro fa parte di me, è questa la cosa più dolorosa da accettare.
Serie: Tra le luci del cielo
- Episodio 1: Pensavo a te
- Episodio 2: Il giardino segreto
- Episodio 3: Il grande picchio nero
- Episodio 4: Ricorda di contare le dita!
- Episodio 5: Salsicce al barbecue
- Episodio 6: Avantouinti
- Episodio 7: Il messaggio (ultimo episodio)
“C’è un mostro dentro di me. Lui dorme nel luogo più profondo della mia anima, quella è la sua tana. A volte i miei pensieri sono così rumorosi che rischio di svegliarlo, quindi cerco di fare silenzio. Li faccio passare, uno dopo l’altro, volteggiando sulla sua testa, con la massima attenzione.”
Bello Arianna, soprattutto questo passaggio. Siamo accompagnati da un gemello, molte volte nascosto, celato anche a noi stessi, ma forte e imprevedibile. Un gemello che sa come far male a noi e agli altri. E, come scrive la tua protagonista (tu?) si cerca una forma di vita empatica, che ci possa capire e unire le nostre speranze. Seguirò man mano la storia.
Grazie, Nino 🙂
“Non sono dei mostri ad aver fatto la guerra, ma persone comuni, persino banali.”
Frase bellissima e sempre attuale, purtroppo!!! Anche a me, come per Luigi Salerno (e non avevo dubbi!), è venuto in mente il libro di Hannah Arendt!!! Continuerò a leggerti molto volentieri!!! 👏 👏 👏
Grazie mille Alberto 🙂
Bellissimo inizio. La protagonista racconta di se, e il modo in cui è scritto porta il lettore a non mollare, ad essere curioso nei confronti di questo personaggio.
Ciao Nicola, grazie 🙂
Un attacco avvolgente, misterioso, con l’intimità della seconda persona che sembra articolarsi per sussurri, nel velluto di una confidenza, ma nello stesso tempo riecheggiando come una musica lontana nella volta stellata. È interessante il tipo di approccio e la molteplicità degli stimoli e dei contenuti che sia riuscita a concentrare con equilibrio all’interno del primo episodio. Mi ha molto colpito il passaggio in cui si attribuisce il male della guerra non a dei mostri, ma a delle persone comuni, banali. Mi ha ricondotto, per risonanze, a “La banalità del male” di Hannah Arendt. Continuerò a leggerti.
Qui non è possibile fare citazioni, ma nel testo che sto scrivendo al computer, ho citato proprio quel libro, “La banalità del male”. Mi fa piacere che anche tu lo conosca, ne consiglierei a tutti la lettura. E ti ringrazio tantissimo di aver letto e apprezzato ciò che ho scritto.
Un racconto denso di tante suggestioni, per lo più cupe e misteriose, scritto benissimo a mio avviso. Sono curioso del seguito.
Grazie mille 🙂
“E forse, di tanto in tanto, ti strapperò un sorriso, amico mio, questo è ciò che spero.”
Ci spero anch’io, quando scrivo e quando leggo.
❤️
Wow! Una bella prosa poetica, profonda e leggera, molto incisiva. Se l’ intuito non mi inganna credo che seguiró volentieri tutta la serie, sperando che sia lunga e coinvolgente, come questo primo episodio.
Ti ringrazio, mi fa molto piacere ❤
Un inizio affascinante, un modo di raccontare che parla direttamente al cuore di chi legge. Non è per niente difficile ritrovarsi nelle tue parole e nel mostro nascosto che descrivi così bene.
Complimenti Arianna!
Ciao Melania, piacere di conoscerti e grazie mille 🌸
Bentornata, Arianna! Mi ha fatto davvero piacere ritrovarmi la notifica che avevi pubblicato un nuovo racconto. Questo incipit mi ha catturato, perchè dice e non dice, ti lascia addosso quella voglia di andare avanti e scoprire qualcosa in più.
E come al solito, il tuo stile narrativo è permeato di delicatrezza e sensibilità.
Sergio ciao❤️ grazie mille! Anch’io sono felice di essere qui ☺️
Ciao Arianna, bentornata qui su Open dove ti aspettavamo. C’è un sacco di gente nuova, sai? Alieni e non. Ciascuno a leggere e scrivere sotto il proprio cielo, mentre tu leggi e scrivi sotto il tuo così limpido che ogni tanto vedo fotografato nelle tue splendide immagini. Mi piace molto questo incipit che assomiglia tanto a una lettera, forse a noi stessi. A presto.
Ciao, ti ringrazio 🙂 Sì, ho notato le persone nuove. Anche se per mesi mi sono dedicata ad un altro progetto (che non potevo pubblicare qui) ogni tanto passavo a dare un’occhiata.
Mi ha fatto molto riflettere, sia per quanto riguarda le regole non scritte della società, che per quanto riguarda il mostro. Ogni volta che mi faccio sopraffare da queste “idee” devo sempre ripetermi la frase che “io sono io” e così smetto, per un po’, di paragonarmi agli altri.
Grazie per questo racconto.
Grazie a te <3