
Ponderazione (Capitolo speciale)
Serie: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle
- Episodio 1: La fine di un sogno?
- Episodio 2: Si è accesa un’altra stella
- Episodio 3: L’incubo della Luna (Capitolo speciale)
- Episodio 4: Andromeda (Capitolo Speciale)
- Episodio 5: Ponderazione (Capitolo speciale)
- Episodio 6: “Colei che produce miele” (Capitolo speciale)
- Episodio 7: Un amore mai sbocciato (Capitolo speciale)
- Episodio 8: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle
- Episodio 9: Sogno proibito
- Episodio 10: Danza degli astri
- Episodio 1: Triste inverno
STAGIONE 1
STAGIONE 2
“Melissa era una ragazza diversa dalle altre, in senso positivo, sembrava quasi come se appartenesse ad una fiaba. Sapevo che nascondeva delle potenzialità, e ciò il tempo l’ha dimostrato” cercai di risultare distaccato per non destare sospetti inutili.
“Capisco signor Leonida” disse solamente con un tono un po’ strano. Restammo in silenzio per qualche minuto finché non raggiungemmo un altro lungo corridoio fiancheggiato da un’ampia vetrina. Lì non c’erano abiti da sposa, ma abiti da sera, era una novità introdotta da appena un anno, ed a quanto pare il pubblico sembrava apprezzare ciò… Ormai conoscevo a memoria tutti quegli spezzoni televisivi in cui veniva intervistata.
“La collezione di abiti da sera è stato un successo inaspettato, nessuno di noi era sicuro all’inizio, solamente Melissa, ma ovviamente lei non sbaglia mai! A proposito, sa che Melissa sia parecchio famosa fra gli amanti della moda, no? Anche se di solito riguardo la sua vita privata è parecchio riservata, ogni volta che ha intenzione di rilevare qualcosa i giornalisti impazziscono! Moltissime riviste di moda ci contattano per avere la possibilità di intervistare Melissa! È stata perfino in televisione!” mi raccontò, ma non ce n’era affatto bisogno, poiché spesso trascorrevo le nottate a guardare quegli stupidi programmi solamente per lei. Probabilmente io ero il suo ammiratore più fissato.
Mi portò dinanzi a due abiti da sera in seta, erano corti, con le spalle scoperte e le spalline sottili, uno era blu, uno era rosa antico, e ricordando ciò che aveva appreso potei ripetermi nella mente le stesse parole che pronunciava la signora Carla “Questi due abiti da sera li ha dedicati ad i suoi fratelli più piccoli. Siccome sono due gemelli ha disegnato due abiti uguali, ma i colori rispecchiano le personalità di ciascuno. L’idea di disegnare ispirandosi alle persone che ha amato di più è piaciuta molto al pubblico. Rispecchia il suo animo, creativo e sempre attento alle richieste che esige la moda, ma in tutto questo riesce a mettere sempre sé stessa ed il suo cuore”.
Avrei tanto voluto che questo pensiero restasse lontano dalla mia mente, ed invece mi raggiunse e mi lacerò la mente ed il cuore: chissà se Melissa avrà dedicato anche un abito al suo primo amore? Ero troppo egocentrico, lei aveva avuto la sua vita, e che di certo non aveva più nulla a che fare con me, o con ciò che aveva provato…
“Quest’abito a chi l’ha dedicato?” domandai, cercando di distrarmi dalla mia stessa mente. Era un abito a incrocio di velluto verde, somigliava un po’ al mio colore preferito, una volta lo accennai a Melissa, guardandolo mi ricordò anche il colore degli occhi di quel gatto che avevo visto prima di venire qui.
“Intende questo? In realtà è sempre stata parecchio misteriosa riguardante il soggetto a cui l’ha dedicato. Dice che è qualcosa che l’ha aiutata molto con le sue semplici parole, e quando ne parla spesso fa intendere che non è una persona”.
“A chi altro ha dedicato gli abiti?” chiesi a quel punto, ignorando il fatto che probabilmente la ferita che avevo al cuore cominciasse a sanguinare, volevo semplicemente sapere se ero stato così importante nella sua vita.
“C’è il modello a sirena in onore del padre, il vestito color ambra per una sua cara amica… Giusto! Come potevo dimenticarlo!” improvvisamente si ricordò di qualcosa, e con fare furtivo mi condusse verso un’area riservata al personale. L’illusione che potesse essere ciò che pensavo, o meglio, desideravo, si venne a creare subito in me, e sinceramente, quando capii che così non era volevo solo piangere e tornare dietro.
“Non dovrei farlo, ma te li mostro ugualmente, mi raccomando non dirlo a nessuno!” tutta felice la donna aprì una porticina e accese una flebile luce. Al centro della stanza vi erano due abiti, uno da sposa ed uno da sposo.
L’abito bianco era ampio e vaporoso, aveva le maniche a palloncino, come quelle di una bambolina, impreziosito da ricami sul petto e su tutti gli orli. Aveva un diadema e un lungo velo che formava una coda. L’altro invece era grigio, ispirato ad abiti retrò.
“Melissa ha disegnato l’abito da sposo, mentre il marito ha disegnato e cucito l’abito da sposa” di tutto il racconto di come si amassero e di come fossero felici assieme ascoltai solamente queste ultime parole. Io riuscii soltanto ad annuire fingendo di essere altrettanto contento, e senza aspettare la signora uscii fuori da quella stanza. Mi poggiai al muro, e passai una mano sugli occhi, imprecando sottovoce contro quel maledetto giorno che avevo avuto quest’idea.
“Credo di averla trattenuta parecchio, sono desolata! È ancora in tempo per incontrare Melissa?” mi chiese a quel punto la signora Carla. Il fato mi aveva dato un’ultimissima possibilità di scappare via. Ammetto che mi sentivo parecchio male, e volevo andarmene via di lì e dimenticare tutto, magari era la volta buona che Melissa non avrebbe tormentato più i miei sogni.
“Sì, se è possibile vorrei incontrarla” la mia mente pensava una cosa, e il mio cuore dettava altro, e ovviamente il mio corpo obbediva solamente al cuore. Ero giunto in quel cielo stellato, dovevo solo recarmi dalla stella più luminosa.
Ci raggiunse una ragazza, una dipendente dell’atelier, che tutt’agitata si avvicinò a Carla parlandole all’orecchio, questa alzò le sopracciglia con sorpresa, poi con un sorriso complice le disse di procedere.
“Io ho un’urgenza signor Leonida, ma la faccio accompagnare subito” la donna si recò in uno strano stanzino che non avevo notato, coperto solo da una tendina bianca. Disse qualcosa a qualcuno e poi andò via salutandomi così come mi aveva accolto.
Feci avanti e dietro un paio di volte lungo il corridoio, finché da dietro la tenda non vi uscì un giovane uomo. Pregai che non fosse lui, ma non c’era dubbio. Alto, magro, i capelli riccioluti e bruni, l’aria delicata e un’espressione da idiota sognatore sul viso, era il marito di Melissa, lo stesso che avevo visto in foto. Si avvicinò a me con un’andatura lenta e timorosa, accogliendomi con un sorriso.
Indossava una camicia un po’ scomposta, un metro da sarta attorno al collo, e aveva l’aria di chi stava lavorando senza sosta “Buongiorno, lei è?” chiese con un vocino insopportabile. Io lo guardai dall’alto, restando con le mani nelle tasche e non ricambiando il sorriso.
“Sono Leonida Niro, un professore del liceo di Melissa Greco” mi presentai, senza porgere la mano.
Il ragazzo sgranò gli occhi leggermente e sembrò balzare dietro. Sapeva della nostra storia? Non mi importava nulla, se si fosse ingelosito o meno, io non avevo problemi a menare un tipo del genere.
“Ma pensa un po’, tanti professori sono venuti a farle visita, nonostante lei abbia sempre detto di aver avuto un pessimo rapporto con la scuola e con gli insegnanti. Le persone si accorgono dell’importanza delle pietre solo se vengono levigate…” sussurrò con timidezza. E non capii se mi stesse insultando o meno, in ogni caso, continuò subito “Io sono Biagio, suo marito e il sarto dell’atelier” a quel punto mi porse la mano. Fu doloroso sentire quella parola, ma ciò che mi premeva di più era che, se io non l’amavo, perché tutto ciò mi faceva così male?
Ricambiai la stretta ma strinsi più del dovuto, quello strizzò gli occhi e mi guardò come a volersi scusare. Quello lì era un agnellino, Melissa tanto dolce e sentimentale avrebbe dovuto avere al suo fianco una persona forte e grintosa come un lupo.
“Immagino che Carla le abbia già mostrato l’intero atelier. La conduco da Melissa?” alla domanda annuì, così mi fece strada muovendosi velocemente fra tutti quei corridoi somiglianti ad un labirinto.
“Come vi siete conosciuti? Se posso chiedere…” domandai alle sue spalle, con un tono fermo. Biagio si bloccò, e facendo una breve risata riprese a camminare “Non c’è problema, sono sempre felice di ricordare la nostra storia, la considero un po’ come la nostra fiaba. Melissa studiava nella stessa città in cui mia madre aveva una merceria. Era anche una sarta, ed essendo l’unico figlio ho imparato il suo mestiere. Durante i corsi Melissa veniva sempre da noi per rifornirsi per l’accademia. È stata la passione ad unirci inizialmente. Io mi sono innamorato subito di lei, era così bella, dolce, gentile, sensibile, tenace, come facevo a non innamorarmi?”.
Già, come si faceva a non innamorarsi di una persona del genere, pensai.
“Purtroppo sono parecchio timido, mi limitavo ad arrossire e farle qualche complimento impacciato. Fu lei a fare il primo passo e baciarmi” ero dietro di lui, non potevo vederlo, ma immaginai la sua espressione, la stessa innamorata che aveva nella foto. Era stato proprio destino il loro?
“Bella storia” fui costretto a commentare, ma lo feci con poco entusiasmo. Ci ritrovammo improvvisamente in una sala d’attesa tutta ornata di opere d’arte e specchi. Il tipetto mi fece accomodare sul divano, e lui intanto si sporse da una piccola porta che avevo dinanzi. Non udii cosa disse, ma la chiuse subito dopo e poi con un saluto affrettato andò via, mormorando un “Devo tornare a lavoro, Melissa la raggiungerà subito”.
Serie: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle
- Episodio 1: Triste inverno
Cavoli, l’attesa logora il nostro povero Niro. Trovo ben fatto il modo in cui gli fai esprimere i suoi le sue speranze e la sua disillusione, il suo struggimento interiore. Una lotta terribile, quella tra la sua speranza di aver rappresentato qualcosa di importante per Melissa e la paura che non sia stato così.
Ti ringrazio 😊
Ancora un’attesa. Sai che ho paura di incontrare la Melissa che uscirà da quell’ufficio? Non so, perchè, ma le sensazione è questa
Ma no hahaha. Però ti spoilerò che sarà un po’ cattiva con Leonida 😆
““Credo di averla trattenuta parecchio, sono desolata! È ancora in tempo per incontrare Melissa?” “
Ho l’impressione che Carla conosca perfettamente il passato di Melissa e cosa abbia rappresentato Leonida per lei
Chissà 😁😁
stiamo per arrivare al grande incontro, certo Leonida ha ignorato tutti i segnali e le possibilità di scappare, spero che l’incontro non sia troppo duro per lui.
Alla prossima
Hahaha si si, vedremo per Leonida 😁