Porta a porta
Aderisco al paesaggio di chi ho di fronte come copertina al quaderno; fluidamente rivesto di attenzione chi mi parla.
L’altro è stupito di non incontrare resistenza ai propri affondi verbali e finisce inevitabilmente per guardarmi con riconoscenza. Parla e io mi assesto a quello che dice, mi accomodo sulle sue parole.
Dal punto di vista etico, non definirei questo mio comportamento come vera e propria empatia, più che altro è pigrizia, ma anche curiosità sincera. Non mi importa di controbattere, preferisco indagare mollemente, attraversare i panorami sconosciuti che mi indica il mio interlocutore, visitare il suo mondo.
Recentemente ho deciso di mettere a frutto questo modo che ho di gestire le relazioni interpersonali per trovare un lavoro migliore.
Ho pensato, su suggerimento di un amico, di tentare la carriera del venditore porta a porta di libri di un certo prestigio. Prima di cominciare ho seguito un corso di tre mesi presso una famosa casa editrice che mi ha offerto il lavoro; ho studiato parecchio. Mi hanno assegnato un pacchetto di clienti in zone sperdute della regione.
Nello svolgimento della mia nuova occupazione sono bravo. Fin da subito ho avuto lusinghieri elogi dal mio responsabile. Ma si lavora su appuntamento, mentre il meglio io lo do se il potenziale cliente non se l’aspetta, se crede di trovarsi davanti il solito venditore agguerrito e invece scopre un potenziale amico. Allora, per constatare di non aver perso il mio talento più autentico e perché banalmente la cosa mi diverte, invece di suonare il campanello alla porta programmata, a volte suono quello della porta accanto. Qualche insulto l’ho ricevuto, ma anche incredibili soddisfazioni. Come agente, o collaboratore come preferiscono chiamarci quelli della mia CE, ultimamente sono sceso nella graduatoria delle vendite, ma non è importante e poi un discreto stipendio me lo porto comunque a casa.
E in ogni modo mi ripaga appieno conquistare coloro che la sorte sceglie di farmi incontrare. E più mi trovo davanti un tipo chiuso e diffidente e più è stimolante la sfida.
Mi sono dato una regola: ogni tre clienti regolari, uno sgarro.
Stamattina è il turno dello sgarro, della fuga, del sentiero impervio accanto alla comoda statale. Dal signor Cacciavalle ci andrò la prossima volta, mi sposto a destra e suono alla signora Trudi.
Maria Anna Trudi, solo il suo nome sul campanello, probabilmente è una signora sopra i sessanta, i figli lontani o single da sempre. Data la zona, è senz’altro benestante, e diffidente lo è di sicuro. Non mi aprirà, con quello che succede di questi tempi è comprensibile.
Attendo. Suono di nuovo.
Mi tirano dentro in tre. Maria e Anna mi assalgono con le parole
-È tardi, dai. Svestiti. Trudi, prendi il pettine, sempre più vecchi ce li mandano- Mi lasciano in mutande e mi danno un costume da infilare, una specie di tuta attillata nera, con sopra una tunica corta e un mantello. Trudi mi pettina i capelli all’indietro con una grande quantità di gel. Non dico nulla, mi lascio manovrare come un manichino: la sorpresa mi ha tolto la parola e l’energia per oppormi.
Alla fine mi guardo allo specchio lungo e stretto della stanza in cui sono stato assalito e vedo che sono stato trasformato in una strana creatura aliena.
Vengo spinto in un’altra stanza,un ampio salone, dove parteciperò ad una specie di festa con una decina di altri figuranti e alcune persone vestite normalmente che si avvicinano a noi per scattare foto.
Dopo due ore è tutto finito. Vengo spogliato e mi ridanno i miei vestiti. Cerco, senza trovarla, la mia valigetta con alcuni volumi piuttosto preziosi e il mio computer.
-Il pagamento come sempre tra una settimana- mi spingono fuori dall’appartamento e mi ritrovo frastornato sul pianerottolo.
Mentre ritorno alla mia automobile, penso che devo smetterla di suonare i campanelli degli sconosciuti, o al limite suonare e poi subito fuggire, come facevo da ragazzo, con i miei amici.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Di nuovo, brava. Non amo il colpo di scena, mi infastidisce anche un po’. Qui sei riuscita a sorprendere senza uscire dalla scia del racconto.
Ottima scrittura.
Se devo dirla tutta, meglio una festa che niente…
Grazie Robért, mi fa molto piacere il tuo commento.
😂 Divertentissimo
Grazie Roberto🤗
Interessante, ben scritto con uno stile molto piacevole. Mi è piaciuto il racconto e molto il finale.
Forse mi sarei aspettato qualcosa di più dirompente dentro la casa del mistero. Uno snuff movie, o qualcosa a sfondo sessuale alla “eyes wide shut” o magari una truffa in stile “la stangata”.
Sì, probabilmente ho dei gusti banali.
Grazie per la condivisione, la giornata inizia con un sorriso.
Grazie.Hai ragione, una buona idea da sviluppare.