Potrebbe essere l’inizio di una fiaba

Serie: Forse una storia


C’era una volta…

No. C’è. C’è adesso. C’è un piccolo bosco ai margini della periferia, in un piccolo appezzamento di terra rimasto invenduto fra due lotti su cui erano stati costruiti i soliti capannoni industriali, ormai dismessi a causa della crisi. Puzza di bitume, come contagiato dall’asfalto dei piazzali che nelle giornate afose d’estate diventa un mare nero e pastoso e quasi si scioglie. Dentro il bosco abitano diverse talpe, qualche merlo e altri piccoli uccelli, qualche biacco. C’è anche una colonia di gatti randagi. Qualche tempo fa era arrivato anche un pappagallino fuggito da qualche gabbia, ma durante l’inverno è morto. Il bosco nel complesso è non solo puzzolente, ma anche sporco, pieno di pezzi di plastica, sacchetti a brandelli, e qualche preservativo usato vecchio di anni: un bosco abbastanza scarso, anzi, direi, francamente squallido.

Adesso i capannoni sono silenziosi e deserti, e qualche volta la mattina, se qualcuno passasse potrebbe sentire i merli cantare. Però non passa mai nessuno.

Al bosco sta bene così, la confusione non gli piace. Ha bisogno di calma per riuscire in qualche modo a sopravvivere nonostante sia soffocato dall’immondizia e dall’asfalto che ha intorno. In questi ultimi anni ha sviluppato una specie di resilienza, anzi, una volontà. Ogni tanto ha paura, ma non saprebbe mai definire né tanto meno nominare questi sentimenti e intenzioni, perché i boschi non parlano e non pensano, almeno non come gli umani.

Oggi però sta indubbiamente succedendo qualcosa che non avveniva da anni: delle vibrazioni insolite scuotono le radici dei sambuchi. L’informazione viene trasmessa subito al resto della colonia.

Quello che il bosco non può vedere, in quanto non ha occhi, è l’arrivo di un camioncino con due uomini, che trasporta nel cassone degli attrezzi, due grossi pali e un tabellone. Gli uomini, arrivati proprio all’altezza dell’ultimo cespuglio di rovi, scendono e cominciano a scavare due buche.

Serie: Forse una storia


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Nicoletta! Un inizio molto affascinante, scrivi molto bene ed è piacevole leggere la storia. È interessante l’avventura di questo bosco. ?
    Grazie per questo LibriCK, non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo. ?

  2. Ciao Nicoletta, riesci perfettamente a immergere il lettore in questo piccolo angolo di vita macchiato dalla noncuranza dell’uomo, riesci a trasmettere con grande semplicità la forza di una natura che combatte per la propria sopravvivenza… leggerò senz’altro il seguito con molto interesse?!

  3. Ciao Nicoletta, ho iniziato la serie dal primo episodio per seguirla per bene. Sono stata immersa nell’atmosfera del bosco grazie alle tue puntuali descrizioni e sono affascinata dalla storia. Soprattutto, dalla prospettiva da cui è raccontata. Piano piano salirò verso la cima, sono contenta di avere a disposizione altri episodi da gustare con calma 🙂

    1. E’ quello che faccio sempre, credimi. Io giudico da lettrice, non sono preparata per trovare il pelo nell’uovo tecnicamente parlando. Certo, so distinguere un racconto scritto bene da uno scritto male e posso dire chiaramente che il tuo rientra nella prima categoria 🙂

  4. Ciao , mi piace la scelta del tema , la natura protagonista , l’uomo che si approprua dei poteri della natura e sradica radici. Il tuo linguaggio e’ semplice , scorrevole.