Pragmatismo adolescenziale

Il fuoco scoppiettava nel camino, gettando ombre tremolanti sulle pareti della villa. La neve copriva il giardino con un manto silenzioso. All’interno, il calore avvolgeva ogni cosa.

Il nonno Ernesto si era adagiato sul divano guardando pensieroso suo nipote tredicenne che gironzolava per la stanza dialogando senza pudore con il suo smartphone.

“Lorenzo, fermati un attimo. Vieni qui a sederti con me. Lascia respirare quel telefono per qualche minuto. Non scappa.”

Il ragazzo sbuffò annuendo. “Ok, nonno. Che c’è?”

Ernesto si sporse leggermente in avanti, i gomiti appoggiati alle ginocchia e le mani che si intrecciavano lentamente. “Sai, ho imparato molte cose nella mia vita, in un’epoca in cui l’unico vero modo di comunicare era il dialogo.”

Lorenzo sospirò, consapevole che quel “qualche minuto” col nonno poteva significare ore.

”D’altra parte riconosco che quel coso che hai sempre tra le mani è un vero e proprio esempio di fedeltà che poche persone oggi sono in grado di dimostrare. Ti è sempre vicino, non ti abbandona mai ed è sempre presente quando sei in difficoltà.”

”Vero nonno e poi c’è l’intelligenza artificiale che risolve tutto; anche se non ha ancora trovato il modo di farmi superare la challenge per cui smanetto da 3 giorni: è un incubo.”

”Lorenzo, immagina per un attimo di tornare con me indietro nel tempo, quando il telefono era un catafalco attaccato al muro con una rotella numerata e una cornetta che alzavamo con molta parsimonia, per non spendere troppo. Siamo io e te, senza distrazioni.”

“Interessante…” mormorò Lorenzo, cercando di raggiungere con lo sguardo lo schermo del cellulare lasciato acceso furtivamente.

Ernesto, si appoggiò rilassato sui braccioli e iniziò: ”Sai qual è la vera fedeltà?” e senza attendere risposta, continuò: ”Quella di chi ti resta accanto nei momenti peggiori; quando tutto va bene, è davvero facile trovare amici, compagni, fidanzate. Ma quando sei in difficoltà, rimane solo chi ti è spassionatamente fedele.”

“Poi c’è l’amore. Ah, Lorenzo, l’amore… Vedrai, ti prenderà, ti scuoterà e ti stordirà anche, ma ricorda: amare non vuol dire possedere, ma condividere. E come disse un poeta di cui non ricordo più il nome, ‘è triste non essere amati ma lo è ancor di più non poter amare’”

Lorenzo alzò il sopracciglio. “Nonno, ma ci sono le app per gli appuntamenti, se vuoi amare qualcuno.”

“Le app? Ah!! Ma secondo te, vale più una persona che ti guarda negli occhi con sincerità o il numero dei cuoricini che ti mette online?”

Non sapendo che dire, il ragazzo riprese ad altalenare l’attenzione tra la challenge in corso tra due suoi follower e le parole del nonno.

”E dimmi, quanti soldi hai speso questo mese per il tuo telefonino? Noi, alla tua età prendevamo la paghetta settimanale per comprarci le caramelle e qualche pacchetto di figurine. Voi, ogni benedetto giorno che passa, volete sempre qualcosa. Chiedete denaro in continuazione. Non vi basta mai. Lorenzo caro, il denaro non ti fa comprare la felicità; il denaro è come l’acqua: serve per vivere ma se ne hai troppa rischi di affogare.”

Un “già” di approvazione concesse a Lorenzo qualche secondo di attenzione verso lo smartphone silenziato.

“Vedi? Ti sto già illuminando!” sorrise Ernesto, fiero della propria saggezza. ”Sii sempre te stesso, non farti incantare dai social: meglio essere un lupo solitario che un gregge di pecore obbedienti. La vita è troppo breve per impegnarla a realizzare i sogni degli altri. Tu devi realizzare i tuoi, seguendo la tua vocazione e non rincorrendo le ambizioni altrui.”

A questo punto, Lorenzo si voltò e guardò gli occhi del nonno; quella frase lo aveva rapito perché aveva superato di gran lunga il numero di parole concesse sulla sua chat preferita in cui il moderatore avrebbe bannato immediatamente il trasgressore. Il nonno interpretò quello sguardo come la conferma del suo appeal verbale. E gasato da quell’inaspettato interesse, continuò con tono ancora più aulico: ”In questa nostra società, voi giovani dovreste applicare le regole dello sport; in ogni competizione c’è un arbitro che decide cosa è giusto e cosa no e quando uno commette un fallo grave, viene prima ammonito e poi espulso se persevera. Il giocatore sa a cosa va incontro se non rispetta il regolamento e paga il suo debito. Ma questi criteri così semplici ed efficaci vengono ignorati da questa nuova generazione, quasi come se tutto fosse loro dovuto e con addosso un senso di impunità che li spinge… vi spinge a sentirvi intoccabili e con la liceità di compiere qualunque azione.”

Ernesto pareva un fiume in piena a cui il nipote pareva non possedere argini per placarlo.

”Nonno, non è che sei un filosofo, vero?”

”Ma no, tesoro, sono solo un vecchio che ha avuto tempo per sbagliare e con la consapevolezza di ogni errore commesso, ho costruito la mia sapienza. Il tempo è l’unica cosa che non puoi comprare. Spendilo bene, perché una volta perso, non torna più indietro. Non aspettare il momento perfetto per fare qualcosa; i momenti perfetti non esistono.”

Finalmente Lorenzo parve comprendere il senso di questa frase: ”Sai nonno, hai ragione, ieri durante l’asta online ho cliccato sul tasto “acquista subito” prima che cambiassi idea. E sai, che è successo? Che dopo aver comprato, quell’articolo è cresciuto di prezzo. Ho agito con la mia testa e ho colto l’attimo… ora posso andare di là a giocare?”

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni