Premessa

Serie: Racconti artificiali riadattati


Un viaggio attraverso colpa, rimorso, coraggio e decisioni che bruciano l’anima. Sono storie crude, essenziali, intime. Non c'è morale. Non c'è giudizio. Racconti di vita che ciunque può aver vissuto. Racconti di vita che ciunque potrebbe vivere.

    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Premessa

Ho sbagliato.

Sono stato frettoloso e superficiale, come spesso mi accade. Ho pensato che spezzare in due parti un racconto preso dal cassetto, per farne una miniserie (Mamma orsa), sarebbe bastato per emozionare il lettore. Il ritorno che ho ricevuto dalla pubblicazione della serie è misero, probabilmente, perché il racconto non è un granché. Ma una lettrice molto attenta, con il mio più sincero riconoscimento, mi ha fatto notare un errore di fondo. Un errore strutturale. Non voglio tediare nessuno con i dettagli del mio errore, ma voglio illudermi che senza quell’errore, il racconto avrebbe potuto raggiungere “le corde” di un numero maggiore di lettori. Non cerco consensi per alimentare il mio ego, anche se lo ammetto, mi farebbe tanto, tanto piacere. L’obiettivo principale è stimolare il lettore al punto di spingerlo a compiere lo sforzo di inviarmi un feedback. Che sia consenso, critica o suggerimento qualsiasi cosa andrà bene. Qualsiasi aiuto andrà bene per migliorare. Per crescere.

In questa serie propongo una raccolta di racconti che ho già scritto. Presi sempre dallo stesso cassetto di cui sopra. Sono racconti brevi se considerati in un contesto tradizionale ma per questa piattaforma vanno “accorciati”. Nel riadattare i racconti mi sforzerò di mantenere lo stile narrativo originario. Cercherò di renderli ancora più asciutti e crudi ma comunque disturbanti ed emozionanti quanto basta.

Le storie che racconto non hanno morale. Sono spaccati di vita quotidiana. Sono esperienze che chiunque può aver vissuto in prima persona o da qualcuno molto vicino. I protagonisti dei racconti non cercano il giudizio di chi legge ma piuttosto l’empatia.

Nella biografia del mio profilo lo spiego, non sono uno scrittore, non ho la formazione necessaria per esserlo. Nella vita faccio tutt’altro. Il desiderio di scrivere racconti è arrivato inaspettato. Sulla piattaforma di Edizioni Open voglio mettermi in gioco. Voglio confrontarmi con tutti gli iscritti per capire se continuare con la scrittura o lasciar perdere.

Grazie per essere arrivato/a in fondo a questa premessa logorroica.

Il male non sta nello strumento,

ma nella mano che lo governa.

Narratore Assistito V

Continua...

Serie: Racconti artificiali riadattati


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Discussioni

  1. Una delle canzoni che mi più mi piace è “Che abbia vinto o no” di Emis Killa, vessillo sbandierato dell’importanza di seguire ciò che ci garantisce soddisfazione, al netto, ed a prescindere, dal riscontro altrui.

    A chi non piace ciò che legge, residua la facoltà di scorrere oltre.

    Sei forte

  2. Ciao Narratore Assitito (mi fa strano chiamarti così). Sono andata a sbirciare un po’ e ho visto che ti sei iscritto qui su Open a dicembre e che il tuo racconto lo hai pubblicato solamente un giorno fa.
    Per queste e mille altre ragioni, ti consiglierei di non avere fretta ma, soprattutto, di non abbatterti perchè questa è una community in continua crescita e fatta di grandi lettori e ottimi scrittori.
    Piano piano impariamo a conoscerci, a leggerci, a commentarci. Tutto arriva, ci vuole solo un pò di pazienza.
    Non pensare che il tuo testo non sia apprezzato solamente perchè non è ancora decollato. La maggiorparte di noi deve purtroppo ‘rosicare’ il tempo della lettura dai casini della quotidianità. Tutti, nessuno escluso. Quindi, dammi retta, continua a scrivere, a pubblicare e a leggere. Che poi tutto arriva 🙂

    1. Ecco,
      L’ho fatto di nuovo.
      Sono stato frettoloso e superficiale 🙁
      Sul serio, a volte… anzi spesso, mi capita di lasciarmi travolgere dalle aspettative. Mi faccio i miei progetti, i miei piani e se le mie previsioni non si verificano sprofondo nella delusione 🙂 . Raccolgo tutto quello che mi hai scritto e ne faccio tesoro.
      Ti ringrazio infinitamente. Davvero.
      Un saluto