Punto Zero

Serie: Il Branco

Impiegarono più tempo del previsto per arrivare a destinazione. Joy raggiunse la riva del lago e, dandogli le spalle, iniziò a togliersi di dosso i vestiti oramai rigidi. Il sangue rappreso che li macchiava li aveva resi ruvidi come un sacco di juta.

Patrick rimase in disparte. L’istinto gli suggerì che Joy aveva deciso di fidarsi di lui: la scelta di esporsi era dettata da quanto era accaduto al mattino.

Mentre sfilava la felpa non ebbe modo di notare nulla di strano. Il fisico di Joy era asciutto, la muscolatura quella di un nuotatore: spalle leggermente sproporzionate, adatte alla sua altezza. Quando abbassò i pantaloni ricorse a tutto il suo sangue freddo. Notò solo allora che la colonna vertebrale premeva leggermente contro la pelle, disegnandone la forma. All’altezza dell’osso sacro sembrava biforcarsi dando consistenza a una coda. Sottile come quella di un ratto, lunga fino ai talloni.

Joy si addentrò nell’acqua fino a sommergere la testa. Riemerse rivolgendo il volto verso il suo: i capelli bagnati lasciavano spazio a un paio di corna grandi quanto il pugno di un neonato. La fronte liberata dai ciuffi che la nascondevano era impercettibilmente prominente: l’arcata sopraccigliare era unita.

Un Daemon? No, conosceva bene l’aspetto dei giganti contro cui si era battuto.

« Forza, soldato. » Joy lo fissò direttamente negli occhi. « A quanto ne so il titanio non arrugginisce. »

Un invito che apriva un universo.

Non aveva lasciato spazio alla riflessione.

Una volta sveglio sentì chiaramente il peso contro di lui. Joy dormiva sul fianco, rannicchiato come un bambino. Aveva appoggiato la testa sulla sua spalla sinistra e gli aveva permesso di cingergli la schiena con il braccio sano.

Mentre sorgeva l’alba i cannibali erano l’ultima delle sue preoccupazioni. Se il giorno prima qualcuno gli avesse detto che sarebbe finito in quella situazione con un Daemon gli avrebbe dato del pazzo.

La perfetta compatibilità delle due specie aveva dato origine a diverse storielle da caserma. Nei fantasiosi racconti dei soldati alcune delle donne che affermavano di essere state violate da Daemon avevano partorito dei mostri: ne erano pieni i giornaletti di dubbia qualità che tanto divertivano i commilitoni. Notizie del tenore della mucca nata con due teste, il bambino scimmia, l’anaconda che aveva ingoiato un autobus, regalavano al lettore la giusta dose di disgusto ed eccitazione. Ai piccoli minotauri era di norma dedicata la prima pagina. Idiozie capaci di strappare un sorriso a denti stretti solo per la creatività spesa nel manipolare le foto che accompagnavano gli articoli utilizzando programmi di ritocco dozzinali.

Anche se era la soluzione più ovvia, percepiva che Joy non era un mezzosangue.

Chiuse gli occhi, pensieroso: erano molte le cose che non sapeva, compreso su se stesso.

Da quando era arrivato a New York la sua percezione della vita era cambiata. Si era allontanato dalla figura stereotipata che aveva costruito in trent’anni e si era reso conto che fino allora aveva attinto a un’arroganza inconscia che lo aveva portato a chiudersi in un guscio. Il vecchio Patrick si era sentito un outsider e aveva dato enfasi eccessiva all’orgoglio dei suoi natali. Un soldato disposto a morire per il Paese, e a uccidere per esso, pronto ad eseguire gli ordini al pari di un robot ancor prima che gli fossero applicate le protesi artificiali. Senza farsi domande. Un uomo che aveva giudicato smidollati i compagni che non erano riusciti ad accettare i cambiamenti apportati al loro corpo. Alcuni, erano morti suicidi.

Joy aveva posato una mano sull’attaccatura del braccio destro, a metà fra carne e metallo. Patrick riusciva a sentire nettamente lo “stacco”: il calore della pelle scemava in freddi impulsi elettrici che raggiungevano il suo cervello ma non il suo cuore. La qualità delle protesi era eccezionale: erano sensibili al punto da discernere il tocco di una piuma da quello del vento. Freddo. Dove iniziava il metallo sentiva solo freddo.

Il nuovo Patrick doveva partire da zero e prestare ascolto ai sussurri del suo inconscio. In quel momento gli stava dicendo di aver fatto la scelta giusta.

« È stato doloroso? »

Patrick aprì gli occhi e abbassò il volto per incontrare quello di Joy.

« È stato doloroso inserire le protesi? »

Patrick scosse leggermente il capo. « Ha fatto più male “togliere” quello che manca, credimi. Il medico da campo ha cauterizzato i monconi con una piastra a impulsi: sono stato operato poche ore dopo la battaglia, mi hanno anestetizzato e al mio risveglio mi sono ritrovato intero. La connessione ai nervi non ha richiesto adattamento, sono stato fortunato a usufruire della tecnologia di nuova generazione. Un paio di giorni dopo sono stato rispedito al fronte. »

Joy spostò la mano verso la spalla, assorto.

« Piuttosto! » doveva togliersi dalla testa un dubbio che gli bloccava lo stomaco. « Quanti anni hai? »

« Quanti devo averne? »

Normalmente avrebbe preso a pugni chiunque gli avesse dato una risposta simile. Se non che, non era sicuro di uscirne vivo.

Joy comprese che per lui era una questione importante. Si mise a sedere, indicandogli il tatuaggio impresso sulla clavicola destra: un numero. Patrick lo aveva notato la sera prima, ma aveva avuto altro cui pensare.

« Non so quanti anni ho. Mi sono svegliato con questo corpo, il tempo che ho trascorso nel laboratorio mi è parso lungo quanto un secolo. Sono il numero 27. »

Serie: Il Branco
  • Episodio 1: Funerale Vichingo
  • Episodio 2: No
  • Episodio 3: Drago
  • Episodio 4: Maiale mangia Maiale
  • Episodio 5: Il Signore delle Mosche
  • Episodio 6: Falco
  • Episodio 7: Redenzione
  • Episodio 8: Punto Zero
  • Episodio 9: 973127
  • Episodio 10: Joy
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy, Sci-Fi

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    Discussioni

    1. Colpo di scena!!!
      Joy prende punti nella mia classifica personale.
      Comunque sono davvero ammirato per come tu abbia caratterizzato così bene tutti i personaggi in così poche pagine
      (si, oggi sto recuperando il fatto di aver passato la settimana lontano da qua!! Ho una ventina di racconti, tra singoli e serie, in coda!)

      1. Il tuo commento mi fa veramente piacere, perché “lavorando” con tanti personaggi avevo paura di averli resi delle fotocopie. Ho cercato di dare loro un background diverso, ma condividono gli stessi principi ed è il motivo per cui uniscono il loro cammino a quello degli altri.

      2. Esatto, è quello il bello. I personaggi hanno un background differente, hanno caratteristiche differenti (non c’è proprio il rischio che sembrino fotocopie), ma hanno anche un elemento comune che li porta a far “branco”. Quell’empatia, quel rispetto per la vita (o forse sarebbe meglio dire: il disprezzo per chi la disprezza), la volontà di vivere (e non di sopravvivere). Si, trasmetti tutto forte e chiaro.

      1. Ciao Raffaele. “Funzionano” bene, assieme. Entrambi hanno bisogno in qualcuno in cui credere fermamente, che li accetti nella loro completezza.

    2. Una serie che ormai amo molto, per l’ambientazione futuristica-distopica a la bellezza dei personaggi. Ormai è diventata il mio appuntamento fisso la mattina, meno male che c’è una seconda serie dopo questa

      1. Ciao Alessandro, con quella purtroppo sto procedendo a rilento. Appena passata la contingenza mi ci butto a pesce. Finalmente verrà svelata la natura del famoso protocollo accennato da Karla nel Dio Solo, il motivo per cui Joy è considerato pericoloso.

      1. Questa serie nasce dalle radici di un’altra, il Dio Solo: Il Branco è un prequel e può essere letto indipendentemente dall’altra. Il branco di cui si parla ne Il DIo Solo (che narra di eventi temporalmente successivi) è composto di dodici individui, qui volevo presentarli uno per uno e dare loro una consistenza. A Joy è dedicato parecchio spazio perché è un personaggio piuttosto particolare, sempre in lotta contro la sua natura. Patrick è la sua controparte e nel tempo assumerà il ruolo di suo guardiano.

    3. Il mistero su Joy si infittisce. Bella l’idea di far sbocciare del “tenero” tra i due, bel contrasto rispetto agli episodi precedenti. Vado a leggere il prossimo episodio 😉

      1. Sono l’unica coppia anche ne Il Dio Solo. Piccola parentesi, dal prossimo episodio si continua a sputare sangue.