Quattro amici e un buon caffè

Serie: La carezza della cometa - Parte 2


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Doc rivela imbarazzanti retroscena relativi all'assemblea

Alcuni giorni dopo l’assemblea serale Stefano ed Andrea andarono a far visita a Marius e Ornella. 

C’era da avere conferma che il primo accettasse l’incarico di formare la squadra di difesa e che la seconda fosse disposta a partecipare all’incontro in Svizzera.

Mentre chiacchieravano gustandosi il caffè Andrea accennò agli interventi di Aldo e Nadia all’interno dell’assemblea:

«Non mi aspettavo che qualcuno avesse obiezioni a quanto stavamo proponendo, la cosa mi ha un po’ sorpreso! Tu mi sei parso abbastanza infastidito Doc.»

Stefano quasi soffocò per reprimere la risata. Tutti e tre lo guardarono stupiti.

«Scusatemi, avevo intenzione di tenere tutto per me ma la storia mi sembra così divertente che non posso fare a meno di raccontarvela, lo faccio perché ho completa fiducia in voi e so che non rischio che la mia carriera politica abbia termine dopo ciò che vi dirò.»

Ancora rise di gusto davanti alle facce perplesse degli amici.

«Il giorno dell’assemblea, approfittando della mia passeggiata pomeridiana ho fatto un giro parlando con tutti gli adulti arrivati negli ultimi tempi. Volevo sentire che aria tirava e cosa potevamo aspettarci, la sera, a fronte di argomenti tanto importanti. La passività e l’indifferenza quasi generale mi ha avvilito e la certezza che non ci sarebbe stato dibattito ma piatta accettazione delle nostre proposte cozzava con l’idea di partecipazione che avrei voluto nel gruppo. Mi stavo quasi incazzando quando mi è balenata l’idea di forzare un po’ le cose e con calma sono tornato sui miei passi e ho parlato con Aldo e Nadia, gli unici che nella breve chiacchierata avevano manifestato quella curiosità propositiva che speravo di trovare in molti. Entrambi, compresa la finalità e per niente scandalizzati  hanno accettato l’idea di intervenire con domande che mi avrebbero permesso di spiegare i concetti che abbiamo a cuore. Non è stato un imbroglio ma solo un mezzo per sollevare interesse e per permettermi di esporre i nostri propositi con qualche speranza in più di essere ascoltato e, forse, compreso. Altro intento di questa “macchinazione” era portare due persone valide nel direttivo e, come previsto, il fatto che si siano esposte con l’intervento ha facilitato il voto, quasi unanime, a loro favore.

Non è stato comunque un salto nel buio, se fossero due persone negative non le avrei certo coinvolte, ma tutti avrete avuto modo di vedere la costante disponibilità di Aldo a dare una mano e, per quanto riguarda Nadia, Sara mi ha detto che è l’unica che finito di mangiare si ferma ad aiutare in cucina senza le sia richiesto. Anche Chiara, che col piccolo ha ovviamente meno tempo da dedicare sia ai ragazzi che agli orti, mi ha riferito che Nadia non si tira mai indietro e che ci sa fare sia con i bimbi che con vanga e rastrello. Comunque lo ammetto, anziché partecipativa dovremmo chiamarla democrazia pilotata!»

Stefano rideva come un bambino che ha fatto una birbonata simpatica, questa volta anche gli altri si lasciarono contagiare dal suo buon umore tanto che se qualcuno fosse passato davanti alla finestra avrebbe pensato che oltre i vetri c’era qualcuno veramente bravo a raccontare barzellette.

«Se considerate che il tutto è stato ordito a fin di bene, mi auguro possiate mantenere un giudizio positivo nei miei confronti ma così non fosse sono pronto a dare le dimissioni e ad occuparmi solo della vostra salute. Comunque sia mi sono divertito.»

Alzò gli occhi e riprese composto:

«Ma ora torniamo seri ragazzi! Marius ci hai pensato? Accetti di diventare ministro della difesa?»

Non gli riusciva di non scherzare, era soddisfatto di come andavano le cose e il suo umore era ottimo.

«Certo Stefano, basta che mi lasciate carta bianca nella scelta di chi mi affiancherà. Ho bisogno di un po’ di tempo per procurarmi le armi leggere che ritengo necessarie e un po’ di più per l’addestramento. In due mesi saremo pronti.»

«Bene, fai ciò che devi fare, godi di assoluta fiducia, non solo mia. Tu Ornella te la senti di venire in Svizzera? Saremo io, tu, Silvio e come quarto pensavo ad Aldo o a Nadia così da responsabilizzarli subito. Voi che dite?»

«Meglio Nadia, giù al fiume stiamo facendo lavori piuttosto faticosi e Aldo lavora bene. Ma quanto state via? » Chiese Marius.

«Al massimo quattro giorni. Ce la fai senza Ornella?» Glielo chiese strizzando l’occhio.

«Silvio lo porti per i problemi con il satellite, presumo.» Disse Andrea rivolto a Stefano.

«Che problemi?» Chiese Ornella.

«Da ieri Silvio e Nicola non riescono ad agganciare nessuno dei satelliti che stavamo usando.» Stefano aveva perso tutto il suo buon umore. «Alcuni degli svizzeri erano al CERN, forse tra loro c’è qualcuno con qualche soluzione ma Silvio non è molto ottimista. Comunque inutile fasciarci la testa, vedremo. Piuttosto, che ne dite del programma delle maestre? A me piace l’intenzione di trasformare l’attività di insegnamento in centro culturale aperto a tutti, è una forma di scuola che sa tanto di futuro, di ottimismo: bambini e adulti negli stessi spazi vuol dire confronto e crescita per tutti. Brave!!!»

«Si, piace molto anche a me, » disse Ornella «ma dobbiamo aiutarle, essere presenti, parlarne con entusiasmo così da trainare più persone possibile. Amo l’idea della lettura di gruppo, penso che sarò un’assidua frequentatrice.»

«Se mi porti con te parteciperò,» aggiunse Marius, guardando dolcemente la sua compagna «non sono mai stato un gran lettore ma se le storie me le raccontano so apprezzarle.»

Andrea guardò i suoi amici, pensò che era incredibile come pochi mesi di conoscenza avessero creato affetti tanto concreti. Volle manifestare il suo pensiero:

«Sono felice di avervi incontrato, davvero! Siete bellissimi! Vi voglio bene amici miei.»

Serie: La carezza della cometa - Parte 2


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. “Sono felice di avervi incontrato, davvero! Siete bellissimi! Vi voglio bene amici miei”
    Leggendo questo episodio e particolarmente l’ultima parte, mi sono chiesta se io, dopo aver perso i miei cari, sarei ancora in grado di amare…Bravissimo Giuseppe.

  2. Mi associo a Francesco, sa anche a me di quiete prima della tempesta…e dalla democrazia partecipativa siamo alla pilotata…vediamo un po dove ci stai portando 😊

  3. Episodio d’attesa verso novità. Non dovrebbe essere difficile procurarsi delle armi con tutte quelle caserme vuote e c’è da capire perché non agganciano più i satelliti. Poi ci sono le mutazioni in sospeso… insomma questo caffè mi sa di quiete prima della tempesta.

  4. Se non riescono ad agganciarsi a nessun satellite chiedano aiuto a Musk, forse dalla sua base spaziale di Marte 22 troverà una soluzione. Sono curioso di sapere come finirà questo esperimento di democrazia partecipativa, spero bene. Fallo finire bene almeno possiamo illuderci che non tutto è perduto e che si possa ancora sperare nell’uomo. Poi mi accorgo che stai scrivendo un racconto sci-fi, e una soluzione positiva è fantascienza. Bravo collega pensionato 👍.

  5. In un primo momento, mentre leggevo, mi é venuto in mente il Governo Ombra di Achille Occhetto, del 1989 se non ricordo male. Qui, peró, credo che si vada oltre con l’ immaginazione. Leggeremo cose che, credo, ci sorprenderanno. Facci sognare Giuseppe, almeno per staccare un po’ dalle tristezze quotidiane della politica e non solo.

  6. “Sono felice di avervi incontrato, davvero! Siete bellissimi! Vi voglio bene amici miei.”
    Che bello poterlo dire. Mutatis mutandis, visto che per noi non è la vita stessa ad essere in gioco, questa comunità assomiglia un po’ a quella della tua storia. In ogni caso, bello e coinvolgente questo racconto. Davvero.👏