
Quello che insegna una madre
Per anni erano state solo sua madre e lei. Una donna magra, con i capelli corti e gli occhi troppo scuri per riflettere la luce e una figlia con i colori chiari del padre che non aveva mai conosciuto, un uomo senza volto e senza nome. Sara se lo era immaginato con le sembianze di uno di quei principi delle fiabe che aveva imparato a leggersi da sola, perché sua madre non aveva tempo per certe sciocchezze. In realtà, non aveva tempo per molto altro. Coccole e paroline dolci non rientravano nel suo modo di fare. Sara vedeva le sue amichette uscire da scuola e venire abbracciate e baciate dalle loro mamme. Doveva essere bello, non capiva perché a lei non accadesse. Forse, c’era una spiegazione e una sera, dopo averci riflettuto per un po’ da sola, si era decisa a chiederne conferma alla madre.
“Ma tu mi vuoi un po’ di bene?” Sara aveva subito abbassato gli occhi sul piatto che aveva davanti, mentre le notizie del Tg Cinque facevano da eco alla sua domanda.
Gli occhi di sua madre erano diventati due fessure. “Chi ti ha messo in testa questa cavolata?”
“Nessuno.” Sara era tornata a sollevare lo sguardo. “È solo che non mi dai mai il bacio della buonanotte come fanno le altre mamme e non mi dici che sono brava quando prendo un bel voto o faccio canestro in una partita.”
Sua madre si era inumidita le labbra e aveva guardato per qualche istante lo schermo della tv, come a cercare lì le parole giuste.
“Dimmi, tu metti a posto la tua cameretta per fare un piacere a me o perché è bello stare nell’ordine?”
Sara aveva risposto e sua madre aveva annuito. “E, alla stessa maniera, chi ha da guadagnarci se prendi un bel voto o fai vincere la tua squadra?”
“Io.”
“Tu, proprio così. Non ti impegni per fare piacere a qualcuno, lo fai perché studiare ti serve e giocare a pallacanestro ti piace.” Si era sporta un po’ verso di lei. “È importante che tu capisca questo, Sara. Non fare qualcosa solo perché ti viene detto, scegli per conto tuo. E sforzati sempre di dare il meglio per te stessa, anche se non riceverai complimenti, applausi e incoraggiamenti. Anzi, è proprio in quei momenti che dovrai sforzarti di più.” Aveva allungato un braccio per toglierle una ciocca dalla fronte. “Al mondo non importa molto dei tuoi successi, è più facile che si concentri sui tuoi fallimenti.”
La bambina era sembrata riflettere sulle quelle parole, poi aveva cercato di nuovo gli occhi della donna, l’espressione ancora più seria di prima. “Non mi hai detto se mi vuoi bene, però.”
Sua madre aveva accennato un sorriso, a Sara era quasi sembrato che stesse per prenderle la mano e farle una carezza.
”Una volta ho fatto una domanda simile a tuo padre e sai come mi ha risposto?”
Sara aveva scrollato il capo, aspettando con gli occhi spalancati di conoscere un piccolissimo aneddoto su quel principe mai incontrato.
“Con una bugia.” Aveva buttato fuori sua madre, una nota aspra nella voce. “Basati sempre sui fatti, è così che capisci chi ti vuole bene davvero. Ora, forza, finisci di mangiare.”
Sara aveva avuto con il tempo risposta alla sua domanda, era riuscita a vedere i fatti.
“Quel po’ di bene” che cercava, lo aveva sentito la notte in cui era finita in ospedale per una peritonite. Era stata a un passo da quel paradiso in cui immaginava fossero i nonni che non aveva mai incontrato. Era stato un sogno o sua madre aveva vegliato su di lei per ore stringendole la mano e accarezzandole i capelli?
Ogni volta che ne aveva avuto davvero bisogno, la mano di sua madre aveva stretto la sua e quel bene che aveva cercato da bambina si era rivelato essere molto di più che un po’. Lo aveva sentito quando il suo primo amore si era rivelato violento, quando la sua migliore amica era morta in un incidente, quando aveva scoperto che suo padre era tutto fuorché un principe, uno che aveva detto di amare la sua donna per poi pretendere di farla scegliere tra la loro relazione e una bambina.
Ora che Sara era adulta, sapeva di non aver avuto la madre perfetta, ma quella giusta per lei.
Stavano camminando fianco a fianco, il grigio azzurro di un mare invernale alla loro sinistra.
“Mamma, ti devo dire una cosa.”
“Vai.”
“Aspetto un bambino.”
La madre non sembrò stupita. “Sei felice?”
“Sì, ma ho anche un po’ paura.”
“Fai bene ad avercela. Non è mica uno scherzo crescere una bambina.”
Sara non riuscì a trattenere un sorriso.” Sai già che sarà una femmina.”
“Dicevo per dire.”
“Perché non mi dai qualche consiglio?”
“No, mi fido delle tue capacità.” Un breve sguardo tra le due e poi, una risata. Camminarono per diversi minuti godendosi il rumore della risacca e la spiaggia deserta.
“Sara?”
“Dimmi mamma.”
“Ho conosciuto un uomo.”
La figlia la guardò con un sorriso malizioso. “Lo avevo intuito.”
La madre sorrise e distolse lo sguardo, mettendosi a seguire il volo di un gabbiano. “Hai qualche consiglio?”
“Mi fido delle tue capacità. Anche se―”
“Anche se, cosa?”
“Prova ad aumentare gli abbracci. È un altro modo per dimostrare i fatti e, di solito, hanno un buon effetto.”
Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Che bello questo racconto, Melania. Semplice, schietto, avulso da qualsiasi stereotipo in cui possiamo rinchiudere l’affetto. Bello.
Grazie mille Guglielmo!
Che dolcezza questo racconto! È necessaria una sensibilità profonda per utilizzare le parole in questo modo. Un bellissimo lavoro.
Sei davvero gentile, grazie di cuore!
Che dolce, Melania, questo tuo racconto. Saggio, profondo e scritto molto bene. I dialoghi sono veramente efficaci e nelle parti narrative, le parole che hai scelto, conferiscono al testo il sapore di una poesia.
Grazie di cuore Cristiana, mi fa davvero piacere ti sia piaciuto!
Mi piace molto
Grazie!
Quanta saggezza tanto nella madre quanto nella figlia. E, ovviamente, in te che hai scritto questo racconto.
Posso capire molto bene ciò che ha provato Sara, avendo avuto un padre molto simile a sua madre.
“Ora che Sara era adulta, sapeva di non aver avuto la madre perfetta, ma quella giusta per lei.”: ecco, credo che questa frase sia l’anima di questo testo e l’unica grande verità che accomuna tutti noi.
Grazie Giuseppe per questo bellissimo e prezioso commento!
Molto delicato questo racconto, ha il sapore delle cose che arrivano dopo.
Grazie davvero Roberto!
Mentre leggevo pensavo: “si, tutto giusto. Però avrei da obiettare”. Prima di trarre conclusioni bisogna sempre arrivare in fondo al racconto, perché le parole di Sara nel finale hanno chiuso il cerchio.
Bel lavoro, Melania.
Grazie mille Francesco!
Direi che in questo racconto c’è tutto: l’amore, le difficoltà di relazione, il sogno e la vita reale.
Mi fa venire in mente la facilità con cui inseriamo le persone in categorie senza davvero provare a capire. Certo, è più facile e più economico e spesso aiuta a vivere. Ma talvolta varrebbe la pena spendere qualcosa in più…
Emozionante.
Ciao Melania!
È vero, è facile mettere etichette e più difficile toglierle. Grazie per aver letto questo racconto e per aver lasciato una traccia del tuo passaggio, Antonio!
““Prova ad aumentare gli abbracci. È un altro modo per dimostrare i fatti e, di solito, hanno un buon effetto.””
anche quello che insegna una figlia ad una madre ❤️
Come è giusto che sia, nei rapporti non c’è solo una persona che insegna e l’altra che impara, lo scambio è reciproco.
Grazie di cuore per aver letto questo racconto Francesco!
Sì, lo so che sono un cuore tenero, però ci sei riuscita, mannaggia!!! Grazie Melania per questo dolcissimo buon giorno.❤️👏❤️
Grazie a te Giuseppe! Mi fa davvero piacere averti trasmesso qualcosa😊
Bello, proprio bello. Semplice ma efficace.
Grazie mille!
Amore attraverso azioni e piccoli gesti o parole affettuose? Il tuo testo è veramente profondo. Mostri attraverso i personaggi come l’amore possa essere manifestato in diversi modi. Brava!!!👏
Grazie come sempre, Giuseppe!
“una figlia con i colori chiari del padre che non aveva mai conosciuto, “
Scelgo questa, ma in realtà sarebbe da segnare l’intero racconto. Leggere, e avere la netta sensazione che lo scrittore stia parlando a te. Che sappia la tua vita meglio di come l’avresti detta tu. Questo è quello che chiamo fare centro. Hai un dono Melania. Non smettere mai. ❤️
Grazie Dea, se volevi commuovermi ci sei riuscita. Non hai idea di quanto valore abbia per me un commento come il tuo, dovrei incorniciarlo come promemoria. Grazie di cuore! ♥️