Recessi dell’animo
Serie: Recessi dell’animo
- Episodio 1: Recessi dell’animo
STAGIONE 1
7 ottobre 2020
È freddo stasera, l’aria di un autunno troppo caldo per essere l’inizio dell’inverno. È uno dei quartieri più belli di Milano, grattacieli e palazzi eleganti dalle terrazze ben arredate e felici famiglie che brindano al loro successo. Oggi sono tutti affacciati, dai loro balconi placcati oro come le loro anime. Sento addosso il loro sguardo, il giudizio morale, come se mi volessero condannare, come se già sapessero. Vorrei poter riempire i polmoni d’ira e urlare loro in faccia che non sono io la colpevole. Non sono responsabile, mai. Ed è così, da quando vivo in questa casa enorme dai pavimenti in marmo e giardini sontuosi, tutto mi è dovuto. Sono giovane, ricca, bella ed elegante. Frequento ambienti aristocratici e tutti gli uomini importanti della città sono amici di mio padre. Vi starete chiedendo cosa mi manca, potrei dirvi nulla , eppure il mio cinismo mi spinge a dirvi… tutto.
Ho incontrato un uomo, adulto come tutti gli uomini che frequento, niente di particolare, uno come tutti gli altri. Ha ascoltato le mie parole, sembrava interessato, mi ha guardata negli occhi e ha detto che voleva me. Per un attimo ci ho creduto, poi mi ha baciata. Per me l’amore non è fisico, ha a che fare con l’anima e io so ben distinguere anima e corpo. Ecco perché non so amare, qui tutti amano con il corpo, si baciano, si toccano calorosamente le mani mentre si scambiano convenevoli dai quali io scappo sempre. Ho 22 anni ma non sono giovane, il mio corpo lo è. Quando vivi in questa gabbia dorata sogni la libertà, anche se sai che non arriverà la aspetti comunque. Questo ti invecchia, l’attesa fa marcire l’anima e i pensieri. Sono come un frutto che lasci lì perché troppo verde per essere gustato, poi arriva qualcuno a cui piace l’aspro della giovane età e tu sei diventata già troppo matura. Mauro fa lo scrittore, è un amico di mio padre e quella sera era in casa mia con un’altra donna, forse sua moglie, non mi stupirebbe. L’ho notato subito: è un uomo infelice, avanzava dalla fine del lungo corridoio all’ingresso, era con lei, ed erano infelici. Si vede da come camminavano, uno accanto all’altro trascinando i piedi sul pavimento a quadri del mio salotto. Si capisce molto dalla camminata, è l’immagine dell’uomo in viaggio, quello della vita. Entrambi si trascinavano in una vita che non apparteneva loro. Come tutti lì. In quella stanza gremita di persone rintoccavano solo i miei tacchi, e questo rumore svegliava la mente di tutti i presenti che mi guardavano come fossi una ventata di aria fresca. Invece loro l’aria me la tolgono, preferisco la solitudine perché posso parlare e sentire la mia voce uscire dalla bocca e rientrare nelle mie orecchie, le uniche che sono davvero pronte ad ascoltarmi. Non c’è dialogo, nessuno parla con i sentimenti, si parlano con il corpo, con le convenzioni di un mondo marcio fatto di pregiudizi e intimità scoperta. Io non sono nessuno qui, intendo in questa vita, mi sento una comparsa in un mondo di protagonisti eppure non mi metto da parte, io osservo e sono osservata, non scappo dagli occhi e non ho paura di parlare. L’amore non esiste se non c’è comunicazione e io amo comunicare. Sono annoiata, angosciata da una vita che non mi da corrispondenza. Non c’è scambio e mi ero ripromessa che finché non lo avessi avuto sarei rimasta qui, con il mio vestito di classe a giocare con i miei gioielli, aspettando qualcuno che mi dicesse la verità.
Poi non ne avuto bisogno, la verità mi è arrivata addosso come un treno ad alta velocità e non lo so se sia stato un bene o meno.
So solo che se adesso sono quasi morta è grazie a quella sera.
Serie: Recessi dell’animo
- Episodio 1: Recessi dell’animo
Cliffhanger di livello molto alto per questo finale di primo episodio. Ora tocca aspettare i prossimi per sapere cosa sia successo.
Complimenti per l’esordio, è la prima volta che ti leggo e sono ben contento di averlo fatto.
Grazie per questa condivisione!
Incredibilmente bello, quasi poetico per certi versi.
Mi hanno colpito molto le immagini evocative che hai usato quando hai narrato dell’uomo infelice con sua moglie e di come la protagonista l’abbia capito dalla camminata.
Veramente brava!
Grazie mille Giuseppe! Spero apprezzerai anche gli episodi successivi. Ci tengo