Ricordi

Serie: Il Colore delle Nuvole - #2stagione


-Mi sono resa conto di non averti mai realmente raccontato cosa mi è successo, Greta-

La donna vedeva chiaramente quanto Olivia fosse nervosa, continuava a torcersi le dita e lasciar fuggire gli occhi chiari tutto intorno. Greta si fece attenta, aveva desiderato conoscere la reale storia della propria paziente dalla prima volta che era entrata nel suo studio. Si sporse in avanti, poggiando i gomiti sulle ginocchia e ignorando definitivamente la cartellina.

-Ti ascolto-

Olivia prese un profondo respiro tentando di calmarsi almeno in parte. Parlare con Clara le aveva fatto bene, era stato come una boccata d’aria fresca nel deserto arido che era diventata la sua vita. Era riuscita a stordirla senza dire una parola.

-Ok- disse più a se stessa che a Greta.

Tirò un altro profondo respiro e iniziò a parlare.

-Avevo appena staccato da lavoro, mi ero trattenuta per uno straordinario perché mi servivano soldi. Era un sabato sera e alla tavola calda serve sempre del personale in giorni del genere. Saranno state circa le quattro del mattino quando sono andata via. Il mio capo mi ha chiesto se volessi che qualcuno mi accompagnasse, ma gli ho detto di no. Pensa che idiota-

Olivia si prese una pausa, passò le mani tra i capelli e guardò fisso a terra. Greta avrebbe voluto fare qualcosa in più del semplice parlarle, ma sapeva avrebbe peggiorato il suo stato di nervosismo. Le concesse dunque i suoi tempi, i suoi spazi.

-Per arrivare a casa mia sono circa tre chilometri a piedi, ma ci sono abituata. Camminavo da qualche minuto e costeggiavo una discoteca quando mi sono ritrovata sbattuta contro una parete-

Non ricordo molto di cosa fosse successo prima, solo che siamo usciti a prendere una boccata d’aria per il troppo caldo e perché ci girava la testa. Un amico si è acceso una sigaretta e con quella ha indicato una ragazza che camminava nella nostra direzione. Era bellissima, la ragazza più bella che io abbia mai visto. È tutto molto confuso, ma lei è più nitida che mai. Credo che qualcuno l’abbia chiamata, le abbia fatto cenno o qualcosa del genere, ma non me lo ricordo.

-Ho avuto a stento il tempo di vedere chi o cosa fosse, che mi sono ritrovata addossata al muro. Quando ho messo a fuoco, c’erano tre ragazzi che ridevano palesemente ubriachi. Uno di loro sembrava incerto, ma gli altri due non si sono fatti poi troppi problemi. Mi hanno fermato per i polsi, tenendomi fin troppo salda per potermi liberare. Le loro mani, le sentivo dappertutto-

Greta vide nitidamente come i suoi occhi si stessero riempendo di lacrime, come le iridi fuggivano lontano da qualsiasi contatto. Olivia prese una pausa e Greta ne approfittò per riflettere sulle sue parole, nella sua mente sembrava si stessero sovrapponendo ad altre che già conosceva.

Ho titubato all’inizio, sapevo che era sbagliato eppure non mi sono fermato. I miei amici volevano solo rubarle un bacio o due, ma io … non so cosa mi sia preso. Ero eccitato, così eccitato e lei così bella. Quando loro si sono staccati dalla ragazza, io non ho lasciato perdere. L’ho baciata nonostante non volesse, le ho stretto i fianchi nonostante cercasse di liberarsi. Portava una gonna, questo lo ricordo, è stato facile sollevarla.

Olivia guardava fisso a terra, incapace di tornare alla realtà. Intrappolata in quel doloroso frammento della propria vita.

-Ricordo la barba che mi graffiava la faccia e le spalle che premevano contro le mie. Ho provato a urlare, ma mi ha tappato la bocca con la sua tenendomi troppo stretta. Ho provato a liberarmi, ho tentato con tutte le mie forze. Ma non ci sono riuscita. L’ho sentito entra… –

Olivia scoppiò a piangere come mai Greta l’aveva vista prima. Si coprì il volto con le mani, preda di quell’enorme vergogna che la logorava dall’interno. La donna non resistette oltre, si alzò e le poggiò una mano sulla schiena. Olivia schizzò indietro come un gatto randagio, alzandosi dal divano e abbracciandosi come se fosse cristallo pronto a distruggersi.

-NON MI DEVI TOCCARE! –

Greta alzò i palmi, rendendosi conto solo in quel momento che aveva lasciato alla propria umanità troppo spazio e che questa, alla fine, aveva finito con lo scavalcare la professionalità. La sua paziente si era agitata a tal punto, da far saettare gli occhi per tutta la stanza. Come se qualcuno fosse pronto a venir fuori da un armadio per farle del male.

-Olivia, per favore calmati-

Greta tentava di attirare la sua attenzione tenendosi a debita distanza e parlandole con tono pacato.

-Olivia, ti prego. Torna a sederti-

La ragazza continuava a guardarla come fosse una sorta di mostro. Il respiro era affannoso e gli occhi ancora grondanti di lacrime. Si guardò attorno per la centesima volta nell’arco di appena qualche minuto, poi corse fuori dallo studio.

-Olivia! –

Si diede dell’idiota e si maledisse, come l’era venuto in mente di toccarla? Era palese che Olivia ancora non fosse pronta per un simile passo in avanti. Si passò una mano tra i capelli, nella mente continuava a ronzarle fastidiosa quell’idea di aver già sentito quella storia.

Poi, una busta da lettere che aveva visto giorni migliori, attirò la sua attenzione dal tavolo dello studio.

Sgranò gli occhi, incredula a ciò che stava accadendo.

Olivia corse giù per le scale, il fiato ancora mozzato in gola. Cercò disperatamente il cellulare nelle proprie tasche e per un solo secondo fu tentata di cercare quella ragazzina strana, ma alla fine le sue dita cercarono il numero di Roberto. Attese un paio di squilli e più secondi impiegava il poliziotto a rispondere, più l’ansia e il nervosismo di Olivia aumentavano.

-Olivia? Che succede? –

Il tono apprensivo di Roberto riuscì a calmarla, in qualche modo. Quella voce familiare che sapeva non le avrebbe mai potuto fare del male, fu come un tranquillante naturale.

-Ho raccontato a Greta di quella notte- rispose senza nemmeno salutarlo.

Roberto restò in silenzio per qualche secondo, indeciso su cosa rispondere.

-Corro da te-

Olivia deglutì.

-No. Voglio che tu mi dica che hai preso il bastardo che mi ha violentata, Roberto. Voglio solo questo-

Questa volta l’uomo rispose senza alcuna esitazione, con voce ferma.

-Lo farò-

Serie: Il Colore delle Nuvole - #2stagione


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Discussioni

  1. Ciao Simona, più avanzo nel tuo racconto, e più emozionante diventa la vicenda, ed è meraviglioso. La voce fuori campo non è un caso, si ricollega a quella busta che trova Greta, o comunque questa è la mia impressione, e hai raffigurato con grande forza quello che ha me ha dato l’impressione di un transfert psicologico nel momento in cui Olivia ha ricostruito la vicenda, a me è parso chiaro che l’analista sia stata identificata con lo stupratore. Il mistero rimane vivo, ma l’intreccio con Clara credo c’entri con ciò che è accaduto ad Olivia, ma… va beh, lo scoprirò solo leggendo. Un saluto, alla prossima!

  2. Ciao Simona, interessante questa voce fuori campo. Sono contenta che la serie preveda una visione a 360° le curiosità da soddisfare sono molte. Temo di sapere già cos’è accaduto a Lorenzo, spero che queste due donne, alla fine, trovino la forza per lasciarsi il passato alle spalle.

    1. Buongiorno Micol,
      scusami se non ti ho risposto prima, ma non mi ero accorto del tuo gentile commento.
      Sono lieta di aver istillato curiosità e spero vivamente di riuscire a concludere nel migliori dei modi.
      Grazie ancora,
      S.