RINASCITA 

Serie: REALTÀ NASCOSTE


Il mondo di Arkon si scioglie, riportandolo alla realtà. Qui scopre di essere lui stesso lo Stregone. *ULTIMO EPISODIO*

   L’uomo provò un senso di smarrimento a quella rivelazione. Lucifero, stufo di continuare quel “gioco”, gli posò la sua mano scarlatta sulla fronte. Scariche elettriche percorsero le dita, infrangendosi addosso alla testa dell’uomo. «Forse questo ti aiuterà a ricordare meglio.»

   Arkon fu travolto da un lampo di luce intensa che gli esplose direttamente nel cervello. Aprì gli occhi e tutto gli fu rivelato, finalmente.

   Rammentò che lui stesso aveva creato il personaggio di Arkon. Gli serviva assumere le sembianze di un essere umano, e in particolare quelle di un abile ladro, per poter rubare il Cerchio del Guardiano senza attirare su di sé l’attenzione delle schiere di sentinelle a protezione della villa di Lucifero (al secolo, il dott. Oliver). E poi, una volta in fuga, si era travestito da esploratore per poter attraversare la vallata montuosa popolata di demoni senza essere riconosciuto. Se lo avessero scoperto come Stregone, infatti, avrebbe dovuto combattere, attirando ulteriormente l’attenzione su di sé e sulla sua missione.

   Una volta raggiunte le Terre degli Uomini, avrebbe usato il bracciale magico per aiutare gli esseri umani a proteggersi contro le Tenebre e per risvegliare nei loro cuori la Fiamma dell’Esistenza. Questo li avrebbe spinti a vivere con entusiasmo ogni istante e ad accettarsi ognuno per la propria unicità. Solo così non avrebbero permesso di far entrare l’Oscurità nella propria vita.

   Ora capiva anche che era stata la sua stessa magia di Stregone ad averlo sottratto da Luvart quando stava scappando dalla villa. Però, era successo qualcosa che non aveva previsto. Una serie di eventi indecifrabili al suo controllo, prodotti da una forza così potente da riuscire a sopraffarlo facendogli dimenticare la sua vera identità e scaraventarlo in dimensioni dal significato occulto. Qualcosa si era insinuato tra la sua magia e il dominio degli elementi naturali. Qualcosa forse di più antico di lui e di Lucifero.

   «Ora, però, dovresti consegnarmi il bracciale» lo esortò ad un certo punto il Demonio, strappandolo dai suoi ricordi per richiamarlo alla realtà.

   Lo Stregone istintivamente introdusse una mano all’interno della tunica, controllando di avere ancora l’artefatto. Sentì crescere in lui una sicurezza che lo stava rendendo più forte. Possedendo la protezione magica del Cerchio del Guardiano, adesso non aveva più paura di affrontare le forze negative del Male.

   «E perché mai dovrei consegnarti il Cerchio?» replicò perciò con tono sicuro.

   Lucifero si fece cupo. Confidava nell’ingenua onestà dell’altro. Sperava che gli consegnasse il bracciale come segno di riconoscenza del fatto che era stato sottratto dai suoi demoni. Ma evidentemente si sbagliava. Comunque, provò lo stesso a rammentargli il suo impegno, in un ultimo tentativo di convincerlo. «Un patto è un patto!»

   «Ma tu stesso non hai tenuto fede al patto» fu la replica beffarda dello Stregone davanti ad un Lucifero che ancora non capiva.

   Quindi indossò il bracciale magico. La pietra nera iniziò a brillare, emanando un ventaglio di fredde lingue di un fuoco violaceo che invase tutta la grotta. Le fiamme si appoggiarono alle pareti, bruciando la roccia con tutta la forza della magia dell’ossidiana e andando a formare un cerchio di lunghe fiamme azzurrognole attorno ai due. Sotto, la terra si aprì in una voragine profonda, dai cui abissi salì una lieve corrente gelida. I due si stavano fronteggiando uno di fronte all’altro, sospesi su quel baratro che celava le Tenebre. Erano ormai rinchiusi insieme dentro una gabbia fiammeggiante, dove il tempo e lo spazio non avevano più importanza. Il bracciale li aveva ricondotti nella dimensione dell’Antico, dove la materia era ancora piegata alla volontà della pura energia.

   «Alla fine ho compreso che qualcosa di più grande esiste oltre il Bene e il Male, oltre me e te» proseguì lo Stregone mentre fluttuava nell’aria. «Mi sono reso conto che quel Qualcosa, per riuscire a trasmettermi chiaramente questa verità, ha dovuto passare attraverso il mio lato umano, quando vestivo i panni di Arkon. E la cosa buffa è che anche tu inconsapevolmente hai contribuito a rinforzare quello stesso messaggio.»

   Spalancò le braccia, rivolgendole al cielo. «La verità, vedi, è che nessuno può sconfiggere i propri demoni interiori.» Una scarica emerse dagli abissi della voragine, andandosi a frantumare contro la volta di roccia sopra di loro.

   Lo Stregone continuò: «Il segreto è saperci convivere, gestirli e così superarli. È vero che tu hai eliminato i miei demoni nel mondo in cui ci trovavamo prima, ma la realtà è che essi non sono scomparsi, sono ancora lì, magari in un altro mondo, o magari in altri mille mondi.» E dopo un profondo sospiro concluse: «Ecco perché non rispetterò il tuo stupido patto».

   Adesso le scariche elettriche si stavano moltiplicando, creando un vortice tra i due. Lo Stregone sapeva bene cosa significava: il suo cammino era giunto alla fine. Anche Lucifero aveva compreso che non poteva nulla contro una Forza che si era rivelata perfino più grande di lui. Emise allora un urlo terribile saturo di rabbia, scomparendo nel baratro nero per tornare a rifugiarsi nella sua Oscurità.

   Subito dopo una tempesta di fiamme avvolse lo Stregone e lo trascinò in un sonno profondo, portandolo via da quel luogo.

   Al suo risveglio notò con piacere di stare bene, anzi, di sentirsi molto riposato. Si trovava disteso sopra qualcosa di morbido e sentiva sopra di lui la protezione confortevole di tessuto morbido che gli ricopriva il corpo. Guardò in alto e si accorse di essere circondato da una strana costruzione costituita da pezzi di legno posti a una distanza regolare uno dall’altro. Sembrava una specie di staccionata, che delimitava il posto dove si trovava. Si trattava forse di una nuova prigione? Sopra di lui, però, non apparivano sbarre. C’era solo quello che sembrava il soffitto di una stanza. All’improvviso udì degli strani lamenti acuti e insistenti, ma non capiva da dove provenissero.

   Ma poi riconobbe quel suono: erano i vagiti di un neonato.

E si accorse che quel neonato era lui.

Serie: REALTÀ NASCOSTE


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Caro Nicola. Termino ora la tua serie, un po’ inr ritardo, ma sto cercando di districarmi fra tutte le notifiche che avevo perso durante la manutenzione del sito. Mi devo complimentare per questo viaggio interiore a dir poco sconvolgente, ma che porta a una rinascita del protagonista fino al colpo di scena finale. Davvero complimenti